Scheletri sul giradischi

Nel cortile di Gomitolo, a fianco ai panni stesi ad asciugare al sole, si riporta un frammento di conversazione tra il padrone di casa e Damir.
Argomento: primo disco comprato, e il Damir sfodera l’album d’esordio di Howard Jones (tastierista e cantante anni 80, un paio di hit e tante tastierine e tanti suonetti che ci starebbero a pennello negli attuali jingle di Mtv).
Bel colpo ragazzo. Mi complimento mentalmente e guardo con sospetto tra i commenti. Temo che parta il trenino del “il primo disco che ho comprato è stato…”
Io le odio, le domande sul primo disco. Forse il motivo per cui non sono mai diventato famoso è perchè avevo paura che i giornalisti mi chiedessero a tradimento: “il primo disco che hai comprato”?
Che poi, mi chiedo, perchè tutta questa importanza al primo disco comprato, inteso come vinile frutto della prima visita al negozio con i tuoi soldi e la possibilità di scegliere e chiedere alla commessa?
Non potrebbero chiederti il primo 45 giri? La risposta sarebbe un Gimme 5 di Jovanotti, già abbondantemente metabolizzato, talmente trash e fuori dal mondo da poterci fare una sana risata sopra e da poterlo esibire con orgoglio di fronte ad amici sghignazzanti ma comprensivi (e un po’ preoccupati, se riveli che sai ancora a memoria il testo).
Non potrebbero chiederti la tua prima cassetta? (sfodererei un Who’s that girl, di Madonna, o forse una compilation mixed by Erri, o Charlie o Super Sasà Number One).
Non potrebbero chiederti il primo disco messo sul giradischi (un album di De Gregori prestato da un vicino di casa) o la prima cassettina che ti sei fatto da un disco prestato da un amico (pari merito tra Tunnel of love dei Dire Straits e un album degli Scorpions) o il primo disco annunciato alla radio (Zobie la mouche, Les negresses vertes)?
Ma no. Loro ti chiedono il primo disco comprato. E intendono il 33 giri, l’album, l’ellepì.
E io da anni attendo che arrivi qualcuno a rivalutarlo e a sdoganarlo, qualcuno che levi questo disco dal limbo in cui sta e lo piazzi nel trash o nelle cose da rimpiangere, che lo usi per uno spot o per un film , che lo citi in un libro. Attendo qualcuno che lodi presso gli intenditori distratti l’ironia sugli yuppis (oppure iappis, per chi mastica l’inglese), che ricordi alle masse l’iperrealismo dell’amore rubato. Che indichi come esempio il minimalismo ormai retrò di “scusa se ti scrivo, ma sai non c’è poesia, a dire che ti amo, sulla tua segreteria”.
Perchè quello stesso giorno in cui comprai Gimme 5, in quello stesso negozio, comprai il mio primo disco.
Era Non tutti gli uomini, di Luca Barbarossa.

10 Responses to Scheletri sul giradischi
  1. miic Rispondi

    dai, non fare così, è tutto finito adesso.

  2. Emanuela Rispondi

    Lo sapevo, ma fa sempre un certo effetto…

  3. Giulia Rispondi

    Achi’, si chiama Damir, con la “i”, anche se scritto così fa molto supereroe.

  4. Achille Rispondi

    Vero, è che ultimamente ho la psicosi delle y, delle k, delle J. Correggo subito, grazie Julia.

  5. davide-k Rispondi

    Il mio primo disco (un vinile) lo comprai quando avevo 15 anni. Mi sembrava la cosa giusta da comprare piuttosto che il solito, scontato, banale CD. Così mi decisi e comprai un oggetto con un sapore ancora di antico: Nevermind, dei Nirvana. con appena 4 anni di ritardo rispettto alla sua uscita. Dopo un anno ho comprato anche il mio primo CD. Nevermind, dei Nirvana.

  6. cAt Rispondi

    ma io, di vinili non ne ho mai comprati, accidenti! credo che l’unico fosse il 45 giri della sigla dei Puffi. il primo cd era the joshua tree degli u2.

  7. Achille Rispondi

    Altra generazione Cat

  8. cAt Rispondi

    mi sa proprio di sì. ma comunque ricordo di essere stata per anni una che “ma come, non hai il lettore cd?!?”

  9. neparliamoacena Rispondi

    Thriller. Michael Jackson. Manco troppo trash, no?

  10. gicappa Rispondi

    primo vinile. 33 giri lei. nove anni io: Lio con l’album che conteneva “Amoureux Solitaire”.

    Già allora le tipe in sottoveste mi facevano strippare…

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