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Testaccio-New York a/r

18 novembre 2004 / 13 Comments

Per mezz’ora ho odiato tutti i blogger. Pensavo: ma mannaggia a me, mai e poi mai più scriverò sul blog “stasera posso andare di qua di là di sù e di giù. Questi sono i risultati”. Il tutto mentre ero fuori a morire dal freddo. E a rodermi il fegato. Eh, sì. Perchè ieri sera, tra Beastie Boys, Franz Ferdinand e Coxon, ho scelto i Beastie, pur avendoli già visti una volta. Perchè io non ce l’ho “un gruppo preferito”, ma se ce l’avessi potrebbero anche essere loro. E così alle dieci e mezza (“che in questa città di perdigiorno ormai i concerti iniziano sempre più tardi“) ero lì davanti al Villaggio Globale. Insieme a migliaia di persone che, come me, volevano entrare. Migliaia di persone che, come me, hanno visto un tizio prendere un megafono e dire: “ragazzi, il tendone è pieno, la data è piena, non entra più nessuno”. Come nessuno? Gelo. E non in senso figurato. Scusa, ma gli ultimi due che hai fatto entrare erano con me, anzi io ero con loro, visto che uno dei due è quello che ha le chiavi della macchina. E nella macchina c’è pure il mio giubbotto. E io sto a piedi. E ho freddo. E insomma fammi entrare. Se, se. Vai a casa. La data è piena. Ma scusa gli ultimi due che hai fatto entrare. Vai a casa. Insieme. Vai a casa. La macchina. Vai a casa. Il giubbotto. Vai a casa!
E io sono rimasto un po’ lì. A fare la stessa faccia di uno a cui Noè ha detto “L’Arca è piena, tu non entri”.
A guardare questi che non mi facevano entrare. E a guardare quelli che provavano a spingere e a dire sono amico di e a dire ma fammi entrare. E io. Ultimi due. Macchina. Giubbotto. Freddo. Ma hai fatto entrate tutti quelli prima di me. Vai a casa. Ma una prevendita come le persone civili? Vai a casa.
Maledetti. E ora che facciamo? Il giovane compare dice: aspettiamo qua altri cinque minuti. E quelli: vai a casa.
E poi sono andato a casa.
Non ricordo bene come e nemmeno quanto c’ho messo. Non ricordo molto. Ma devo essere andato a casa di filato, a piedi e senza giubbotto, e devo essermi messo a letto. Perchè ricordo che ho sognato.
E ho sognato che rimanevo lì. A dire giubbotto, macchina, prima di me, entrati. E i cinque minuti del giovane compare diventavano 10, 20, 30. E poi nel sogno (non ricordo bene, era un sogno) qualcuno non mi vedeva passare. Oppure, impietosito, faceva finta di non vedermi. Oppure mi smaterializzavo e mi rimaterializzavo dall’altra parte del cancello. Può essere. Era un sogno. E nel sogno ero dentro, davanti al botteghino. E tiravo fuori i soldi e mi dicevano ecco il resto vai buon divertimento ragazzi. Ed entravo.
E l’arca dentro era un tendone grandissimo. E faceva caldo. E c’era un sacco di gente che ballava e saltava. E c’erano tre quarantenni arzilli sul palco che facevano ballare e saltare quel sacco di gente. Ritmi ossessivi. Teste in movimento. Parole d’ordine urlate. Check it out. All the ladies in the house. E B boys don’t stop. Quando il rap non era roba da gangster e finti gangster. Ma solo gente con un microfono e gente con due giradischi dal quale far uscire rumori forti per farti tirare su le mani e muovere la testa.
Un’ora così. Almeno così mi è sembrato. Beat ossessivi. Urla condivise. Scratch ruvidi come chitarre distorte.
L’ultimo pensiero appena vanno via è lo stesso dell’altra volta: ma Fight for your right non la fanno mai?
Almeno così ho sognato. E stamattina, quando mi sono svegliato, ho pensato che era stato un bel sogno.
E ho pensato pure che io sono cresciuto guardando troppi filmetti e telefilm americani. Di quelli in cui il lieto fine c’è sempre e quando non c’è ce lo si mette. E i sogni diventano realtà sennò la realtà diventa sogno.
Questo ho pensato, quando mi sono accorto di questa maglietta che fino a ieri non avevo. E non so come sia arrivata qui. E somiglia parecchio a quelle che vendevano al concerto dei Beastie boys.

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Posted in Io sono il mio dj
  1. 18 novembre 2004

    enzop

    ma il concerto dei bb è un sogno oppure i sogni aiutano a vivere meglio il concerto dei bb?

    Reply  
  2. 18 novembre 2004

    Arnesco

    Achille, tutti noi oggi aspettavamo un racconto memorabile … e c’è stato.
    Consolati con il cielo ed azzurro e scaldati con questo splendido sole di Roma [ ... e magari con una carbonara che non ci sta mai male].
    2 cose:
    1) Sembra che a roma non ci sia altro che sto MTVMusicAwards.
    2) Ti segnalo un evento a cui si devrebbe partecipare tutti: E’ oggi e siamo anora in tempo!
    18 novembre: A Cinecittà Campus il Casting del nuovo film di Vanzina:
    “Il ritorno del Monnezza”

    Si cercano attori e attrici con questi requisiti:
    - Uomini anche se per piccoli ruoli esclusivamente romani, dalla faccia buffa (caratteri) anni 26-50, anche cabarettisti.
    - Donna 35enne molto vistosa, romana.
    - Uomini cinesi anziani.
    - Uomini filippini 30enni.

    L’aiuto regista Giorgio Melidoni farà un preselezione prima del casting e visionerà foto e curriculum.

    Per informazioni, contattare il numero 06.72293443 o consultare il sito internet http://www.cinecittacampus.it

    Reply  
  3. 18 novembre 2004

    Arnesco

    Fornisco link preciso dell’evento al punto 2.

    http://www.cinecittacampus.it/dettaglioevento.jsp?id=216

    Reply  
  4. 18 novembre 2004

    OninO

    Ma per suscitare la pena delle guardie ai cancelli è più efficace avere freddo o fingere di averne di più?

    Reply  
  5. 18 novembre 2004

    Achille

    Onino, è una specie di metodo stanislasky, avere veramente molto freddo è il metodo migliore per simulare di averne.

    Reply  
  6. 18 novembre 2004

    gio

    e pensare che per sentirmi un po’ più giovane stavo quasi per venirci o per andarci.
    All’Horus Club avrei potuto esserci per le diecemmezza (Horus akì, hai capito bene!! la
    ticketone
    che avrebbe dovuto fare la prevendita, mi avrebbe mandato lì). Solo che sul sito ufficiale dava l’inizio per le otto. Ma che cazzo sti giovani, ai tempi miei prima di mezzzanotte non c’era verso.
    E poi da giovane viddi i Public Enemy a Villa Borghese (più o meno) e giurai che mai più un gruppo rap live finché campo. Un giorno ti spiego perché.
    E poi mi sono ricordato che da giovane cantavo ‘lo spirito continua, potremmo anche essere vecchi e morti’, e allora vaffanculo… io sono (ero?) un metallaro del cazzo.

    alle 22 ero in moto sulla pinetasacchetti e faceva un freddo becco, ma per una volta m’ha salvato na serata

    statti bbene

    Reply  
  7. 18 novembre 2004

    fralenuvole

    giaggià, racconto memorabile. songo e relatà confusi. io voglio credere che tu sia riuscito ad entrare e che sia tornato a casa talmente sfatto da perdere la cognizione della realtà.
    baciuz ;)

    Reply  
  8. 18 novembre 2004

    Effe

    sì, ma poi i BB nn hanno mica suonato, ieri sera

    Reply  
  9. 18 novembre 2004

    One hour foto

    Abitiamo a Roma e purtroppo è così.
    Gli unici eventi un pò fuori dal normale li fan tutti li (a testaccio) ed ogni volta c’è il panico più totale – visto che non si paga quasi mai o mai – sono molto deluso visto quello che fanno a Bologna o Milano. Noi siamo la capitale, ma loro in quanto a musica lasciamoli stare. Amano la cultura, noi romani sappiamo solo riempire pub e Mc.

    Reply  
  10. 18 novembre 2004

    Achille

    Mc sta per? No, scusa, è che a me viene in mente solo Master of Ceremony. ;)

    Sig. Effe, mi fido di lei che c’era.

    Reply  
  11. 18 novembre 2004

    Effe

    ma certo, giovane Pelide, fa bene a fidarsi (non di me, è ovvio, e questo mi fa venire qualche dubbio anche sull’inizio non parentetico di questa frase)

    Reply  
  12. 19 novembre 2004

    Ninao

    Aki, sei sicuro che mentre aspettavi qualkuno non ti abbia offerto una caramella, e tu…disobbediendo al più vecchio dei consigli, non l’abbia accettata e mangiata?!? ;-P

    Reply  
  13. 20 novembre 2004

    lucia

    leggiti il resoconto di Zoro, lui e’ riuscito ad entrare, e il quadro era stomachevole a sufficienza da non farti rimpiangere il ritorno appiedi…

    Reply  

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