La rivista
Sfatta, nell’aspetto, da giornate di corsa e dal primo, opprimente, caldo. Gonfia, nelle caviglie per il continuo camminare e nel resto del corpo, per quell’ingozzarsi nervoso che continuava a chiamare pausa pranzo. Spenta, nello sguardo, per quella tristezza che aveva da quando l’aveva lasciato, un secondo prima di essere lasciata per una che aveva 10 anni meno di lei, e 25 meno di lui. Distrutta, dentro, da un lavoro che sembrava aumentare ma anche pagare di meno, soprattutto da quando, per orgoglio, rifiutava tutto quello che arrivava da lui.
Tornando a casa decise di comprare per la prima volta una di quelle riviste che parlano di psicologia. Non è un grosso investimento, pensò. E magari ci troverò qualcosa di buono.
Altrimenti servirà almeno a ricordarmi che a soffrire per certe cose siamo in tanti. E che esiste gente che, per lavoro, ogni giorno, si occupa di aiutare chi se la vive male, o comunque così così.
A pagina 9 si innervosì. A cosa servivano le rubriche di critica letteraria, musicale, cinematografica, in una rivista sui problemi psicologici? Forse avrebbe fatto meglio a comprare Donne di oggi. Almeno regalavano una gonna hawaiana.
A pagina 19 si disgustò. Come poteva credere a quelle quattro facciate di analisi sui benefici della total-relax terapy, quando il servizio si chiudeva con “i migliori centri massaggi in Italia e in Europa” con tanto di entusiastiche recensioni prese pari pari dai siti internet dei centri stessi?
A pagina 27 si infuriò fino quasi a tremare. Perché riempire l’articolo “Prova costume, come sopravvivere?” di foto che ritraevano modelle ragazzine che a superare la prova costume problemi non ne avevano di sicuro?
Si tagliò le vene con il bordo affilato della pagina 31. Il titolo era “L’hai conquistato e ora non ti piace più, che fare?”
Quella stronza imbronciata della foto l’aveva riconosciuta. Era la stessa che quattro mesi prima sorrideva maliziosa a tutta pagina in un noto newsmagazine italiano.
L’articolo s’intitolava: “La carica delle lolite. Sono belle, giovani, ambiziose e puntano ai 50enni di successo.”

13 commenti a “La rivista”
PlacidaSignora (30 giu 2005 alle 14:48)
Crudele, crudelissimo, quasi sadico direi. :-*
miic (30 giu 2005 alle 15:09)
ach, applausoni. sei un narratore, sei.
sidgi (30 giu 2005 alle 15:31)
grande post! complimenti!!!
marquant (30 giu 2005 alle 15:33)
Il titolo, il titolo è eccezionale.
Effe (30 giu 2005 alle 16:22)
Lo vede?
Son mica l’ultimo dei fessi (d’accordo, d’accordo)
Achille (30 giu 2005 alle 17:02)
Effe, mi lasci un posto libero mi lasci, che arrivo con il sequel…
giorgia (30 giu 2005 alle 17:45)
invero il calambour tra titolo e finale è magistrale.
(anche se, ad essere pignoli, si scriverebbe “tHerapy”…)
Achille (30 giu 2005 alle 17:49)
E si vede che era scritto male sul giornaletto… (si allontana fischiettando)
pierone (30 giu 2005 alle 22:04)
Chapeau!
phoebe (1 lug 2005 alle 9:27)
Meglio comprare Cosmopolitan. Le cazzate che scrive almeno fanno ridere.
Effe (1 lug 2005 alle 11:03)
Ah, ma il titolo non era L’Arrivista?
Achille (1 lug 2005 alle 11:10)
Effe, solo lei mi capisce in tutti (e tre) i sensi.
SuperBimba (4 lug 2005 alle 13:27)
delizia.