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Sulla bicicletta e sul pedalare

21 luglio 2005 / 19 Comments

Parroco rifiuta di celebrare messa funebre per una convivente (Ansa)

“Ho rispettato quelle che sono – ha detto don Giuseppe – le norme della chiesa. Chi è convivente è un peccatore pubblico e quindi non ho celebrato la messa perché la signora non era in comunione con la chiesa. “

Posso dirlo? Mi stupisco dello stupore e, vi dirò di più, pur comprendendo e rispettando l’imbarazzo che una cosa del genere può suscitare in un piccolo centro del meridione, non mi dispiace che ogni tanto succedano fatti che potrebbero far comprendere qualcosa (ma lo so, è una vana speranza) a tutti quelli che si dichiarano “cattolici” con leggerezza, senza preoccuparsi di oneri e conseguenze.

Se poi si trovasse qualcosa di corrispondente che potesse far riflettere tutti quelli che vedo dichiararsi con una certa leggerezza comunisti e fascisti e guerrieri e antiamericanisti e ultraliberisti e lo so, in questo caso la speranza è ancora più vana…

Posted in Appunti
  1. 21 luglio 2005

    Effe

    non vorrà resuscitare l’Uomo Qualunque

    Reply  
  2. 21 luglio 2005

    Achille

    Appena chiudo questo blog (prima o poi tocca) apro il sito http://www.langolodelqualunquista.it (e ora non correte a fregarmi il dominio)

    Reply  
  3. 21 luglio 2005

    Francesca

    questo parroco mi sembra lunico vero cattolico che fino ad ora ho sentito esprimersi coerentemente con la sua fede dichiarata!

    Reply  
  4. 21 luglio 2005

    Domiziano Galia

    Anziché tacciarli di ipocrisi dobbiamo piuttosto rallegrarci del fatto che la maggioranza dei cattolici non sia veramente cattolica.

    Se fossero tutti come don Giuseppe – o Marcello Pera – l’Italia somiglierebbe di più all’Iran che all’Europa.

    Reply  
  5. 21 luglio 2005

    Achille

    E quelli che sono “fintamente cattolici”, lo sanno?

    Reply  
  6. 21 luglio 2005

    Marco

    Anche mia madre direbbe che è giusto perchè “vive nel peccato”.
    Desidererei solo che non fosse più così.

    Reply  
  7. 21 luglio 2005

    SilvioZ

    Adesso, dire che Marcello Pera è un cattolico mi sembra due volte uno sbaglio. Primo perchè non lo è (davvero!), poi perché non sa neanche dove sta di casa un minimo di “carità cristiana”…!
    Daccordo cmq sul discorso ‘oneri e conseguenze’.

    Reply  
  8. 21 luglio 2005

    miic

    stavo per fare un post simile al tuo. sono generalmente contento, come Domiziano, che gli italiani, anche quelli cattolici, non siano “così” cattolici. forse però potrebbero far sentire la propria voce per cambiare quelle “leggi” cui il parroco calabrese si è tanto scrupolosamente attenuto. lo so che non funziona così, che non c’è un parlamento ecc., ma la scissione tra le posizioni ufficiali (su sesso e matrimonio ad es.) e i reali comportamenti della gente sono talmente schizofreniche… e poi, vogliamo parlare del paradiso e dell’inferno? il funerale serve anche a quello, o no?

    Reply  
  9. 21 luglio 2005

    orsodingo

    purtroppo la coerenza ai valori cattolici emerge solo quando c’è da additare comportamenti altrui……
    qualche riflessione in più sulla pretesa “carità cristiana” dimostrata da molti che si professano cattolici praticanti non ci starebbe male

    Reply  
  10. 21 luglio 2005

    gomitolo

    Finalmente leggo un post simile sulla vicenda. Un post tutt’altro che ‘qualunquista’ (??? mah..). Concordo in pieno. Specie sulla questione ‘oneri e conseguenze’. Perdire: mi rallegrerei non poco che certi ‘oneri’ e certe ‘conseguenze’ li assumessero anche quelli che sparano ‘critiche’ (??? mah bis)

    Reply  
  11. 21 luglio 2005

    Domiziano Galia

    Hai ragione SilvioZ, Pera non è un cattolico. E’ filovaticano.

    Reply  
  12. 22 luglio 2005

    Roldano

    Bisognerebbe ricordare a tutte le tonache di questo mondo che è “meglio regnare all’inferno che servire in paradiso”. La frase non è mia ma è tratta dal paradiso perduto di Milton.

    Reply  
  13. 22 luglio 2005

    Lucio

    Un mio amico mulsulmano me lo dice sempre: “Il vostro problema è che non avete una religione, ogni fà i caxxi suoi”.

    Reply  
  14. 22 luglio 2005

    reoconfesso

    Ottimo Achille. Si fa con grande superficialità una gran confusione tra religione e ipocrisia. Qualunque religione. L’ipocrisia non è mai, secondo me, diretta conseguenza della religione. Qualche parroco che abbia davvero i coglioni ti spiega – riuscendoci – perché, secondo il pensiero cristiano un’unione vada solidificata col matrimonio. Dopodiché, visto che non siamo in Iran, puoi accettarlo, e dirti cristiano, o non accettarlo, e non dirti cristiano. Tutto qua. Non è giusto che LA GENTE ti condanni perché “vivi nel peccato” (quella è ipocrisia), è giusto che i ministri del culto cui tu pretendi di aderire ti dicano “il tuo non è un comportamento cristiano. Vivi e muori come vuoi, sii felice, ma non ti posso seppellire”.
    L’ipocrisia è qualcosa d’altro, ed è l’atteggiamento SOCIALE, POLITICO, COMPORTAMENTALE che uomini e Chiesa fanno discendere dal cristianesimo. O dall’islamismo. O dall’ortodossia. O da qualsiasi cazzo di religione. Se vivi in uno stato libero (più o meno…), ti basta non credere, fottertene, essere ateo, e va bene così. Ma non è che possiamo aderire ai dogmi religiosi (perché il funerale e la sepoltura che cosa sono, se non istituzioni religiose) solo quando cazzo ci pare. Io trombo l’amante, picchio la moglie, bestemmio, vivo da anticristiano e poi voglio la sepoltura. Insomma, cazzarola, mi sembra quello che non paga le tasse e si lamenta della Sanità. Senonché alla religione puoi tranquillamente rinunciare, mentre alle tasse – pure, ma in teoria è illegale.

    Reply  
  15. 22 luglio 2005

    severine

    Una volta ho partecipato al funerale di una ragazza che si era suicidata e non sono riuscita a capire se, per poter celebrare il funerale in chiesa, tutti avessero fatto finta che si trattasse di una morte accidentale.
    Ovviamente mi sono guardata bene dal chiedere al prete o ai parenti.

    Reply  
  16. 22 luglio 2005

    gicappa

    la posizione (sia la tua che quella del parroco) mi sembra un po’ oltranzista. anzi integralista.
    rimanendo su un piano religioso penso che il giudizio morale su chi “vive nel peccato” stia a Dio per cui non all’uomo e tantomeno al sacerdote.
    la funzione del sacerdote è (tra l’altro) quella di farsi tramite del perdono divino.
    non della sua condanna preventiva (anche se va di moda).

    Reply  
  17. 22 luglio 2005

    Enrico

    Ahò, io ci avrò il chiodo fisso ma probabilmente se il convivente peccatore pubblico si fosse chiamato Don Tano Badalamenti gli avrebbero fatto un corteo funebre con carrozza e cavalli e diecimila persone al seguito. Il problema, in Italia, é quasi sempre questo: un paese di forti coi deboli e deboli coi forti. Non so negli altri paesi come va. Amen.

    Reply  
  18. 26 luglio 2005

    akiro

    dal titolo speravo in un post sulla mia amata mtb (non proprio la mia… diciamo in generale ;) )

    cmq, come diceva una lettrice su “Metro”, chissà se la stessa cosa vale anche per i preti pedofili…

    ciau

    Reply  
  19. 26 luglio 2005

    luciano giustini

    Assolutamente d’accordo con Achille. :)

    Gicappa: no, non è così. :)

    Reply  

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