Penso che sia un’esperienza comune a tutti: il periodo si fa di difficile e i primi a pagare il conto sono i passatempi vari. Ormai è un classico anche per i tenutari di un blog. Casini al lavoro, malattie, malumori, tempi ridotti, orari saltati, e i post si diradano. Di solito se ne scrive uno che avvisa “scusatemi, scriverò di meno”. E si aspettano tempi e umori migliori. Da queste parti è successa una cosa diversa: tra incidenti, fratture, lotta alla burocrazia e casini vari, questo blog avrebbe dovuto boccheggiare ormai da tempo. E invece no. Per uno strano meccanismo il titolare ha continuato a postare con regolarità, a volte anche superiore alla media. Credo sia per pura tigna. Come per dire alla situazione avversa: ah, e io dovrei smetterla per darti una soddisfazione?
Credo sia, in piccolissimo ovviamente, lo stesso meccanismo che si invoca in questi giorni: quella forza che serve a continuare anche quando c’è qualcuno che vuole terrorizzarti.
Di nuovo in piccolo, è quella voglia di continuare a scrivere anche quando l’umore à pessimo e per tirarlo sù dovresti evitare giornali, radio, televisione e internet per giorni. E non si può.
Si continua, a vivere, scrivere e ridere, per pura tigna.
Per pura tigna
25 luglio 2005
8 Comments

EmmeBi
Akille, direttore subito!
Achille
Direttore di che?
Dontsaycat
Si continua anche perchè non c’è una vera alternativa.
Perchè dopo un po’ ci si stuferebbe di stare chiusi dentro una scatola.
EmmeBi
Di una qualsiasi testata a tua scelta. Anche d’opinione. Anche la Gazza.
PlacidaSignora
Perché scrivere fa bene. (L’importante è riuscire a trovare una connessione che funzioni: in certi luoghi d’Italia è ancora medioevo ) :-*
Achille
E allora che sia la Gazzetta dello Sport. Prima fondamentale gadget: il tabellone del calciomercato in versione telo da spiaggia.
swam
qualcuno dice delle proprietà terapeutiche dei diari virtuali.
di sicuro senza si sta peggio:)
akiro
“quella forza che serve a continuare anche quando c’è qualcuno che vuole terrorizzarti.”
mi (s)piace contraddirti ma quella forza si chiama “fame”… perkè in fin dei conti se non si lavora il pane non si porta a casa…
tu al massimo hai tirato fuori gli attributi, come quelle squadre che in inferiorità numerica ribaltano il risultato…
ok?
ok
8 )