E così, in un sabato sera estivo, finisci in uno di quei posti che in un’ipotetica lista del “che si fa stasera” starebbero all’ultimo posto, anche dopo “e va beh, stiamo a casa”.
Ci finisci per motivi che non staremo qui a spiegare ma ci finisci. E, una volta dentro, ti rendi conto che è più o meno come te l’aspettavi, ma non completamente. Assomiglia un po’ a quei posti, nati intorno ad una qualche idea di esotico o di etnico, strapieni di stand, musiche, cianfrusaglie e odori, solo che qui la qualche idea di esotico o di etnico non c’è. Un posto quindi nato intorno ad una qualche idea di divertimento, e pieno quindi di tutto quello che ci si è riusciti a mettere dentro. Dal kebab alla porchetta, dal privè al cinema all’aperto, dal wine bar alla rosticceria, dalla libreria al tatuatore.
E poi gente, gente, gente.
In mezzo a questa cittadella del sabato sera la tua attenzione si ferma sul bar sponsorizzato dal noto superalcolico. Non tanto per il bar in sè. Ma per la gente che c’è.
Un insieme di persone unite, forse, solo dall’essere lì. O forse no.
Nel centro della pista improvvisata ci sono le famiglie. Ma le famiglie per intero, con la mamma che muove il sedere, il bambino che saltella, il padre che muove la testa con la mano sulla panza.
Nella stessa pista giovani single con cappellini con le scritte magliette con le scritte e pantaloni con le scritte che si muovono con lo sguardo cattivo.
Nella stessa pista un nugolo di ragazzine vestite con un quattro, cinque, anni d’anticipo.
Nella stessa pista donne in permesso dai mariti che intanto stanno allo stand della tv satellitare.
Nella stessa pista una coppia di lesbiche tatuate che si strusciano e si provocano.
Ai bordi della stessa pista, due signore di quelle che vedi nei paesi del sud, due matrone vestite con prendisole così grandi che potrebbero essere tende. Due matrone del sud, solo che una è pettinata come John Taylor e l’altra è pettinata come Simon Le Bon, e quella pettinata come Simon Le Bon ha i brillantini sulla faccia.
Sedute ai bordi della pista muovono a tempo il ventaglio e seguono la musica.
La musica è una specie di undergorund di 10 anni fa. Fa lo stesso tum tum tum, ma sopra ci hanno messo fischietti e urletti in spagnolo, come se ci fosse dietro una qualche idea di esotico o di etnico.
Un animatore grosso, muscoloso, di colore, bandana rossa, maglietta rossa, pantaloni rossi, si aggira con un microfono e lancia comandi e chiama gli slogan.
La pista risponde.
Quello è il momento in cui ti alzi e te ne vai. Con un sorriso da ebete cominci a girare tra stand e banconi, cercando motivi sociologici per la tua presenza. Consapevole che più di quello che hai visto non vedrai.
Scacci ogni moralismo dai tuoi pensieri, scacci ogni tentazione di giudicare.
Casomai sei tu, che vuoi trovare una motivazione dietro ogni cosa, che credi che sia necessaria una coerenza tra stile di vita, ideologia, modelli di divertimento. Forse sei tu che non capisci l’ironia.
Mentre ti allontani la musica continua a fare tum tum e l’animatore continua a chiamare gli slogan.
E la pista, e le famiglie, e la mamma, il bambino, i giovani, le ragazzine, le lesbiche tatuate, le nonne di johntaylor e simonlebon continuano, ritmicamente, a scandire le parole.
“e rhum e cocaina, e rhum e cocaina, e rhum e cocaina, e rhum e cocaina”…
Un sabato italiano
26 luglio 2005
37 Comments

cofano
L’ho notato anch’io, non ci son più le feste dell’unità di una volta…
orsodingo
ma le magliette con scritte tipo “narcotrafficante” o “cocaina” sono davvero così indispensabili??
Emanuela
Credo fosse Fiesta, altro che festa dell’Unità….
Achille
Non era nemmeno Fiesta. Fiesta al confronto è la festa di Liberazione.
P.S. è comunque non ha importanza cosa e dove fosse. Diciamo che è un luogo metafisico.
asha
un nonluogo, più che altro
miic
il famoso Paese reale?
Achille
Più reale di noi, a occhio.
rosalba
capita anche a me..non ho più l’età e anche se l’avessi ” loro” sono troppo..troppo veloci troppo svegli troppo avanti..e io sono una tapina che si sente una caccola quando va al km5 o all’obelix…diciamo che non sono mai stata particolarmente attratta dalle mode e dire che in 34 anni ne ho viste passare parecchie. ma io vivo serenamente e ogni tanto piazzo un bel chissenefrega…
Effe
tal quale le mie riunioni di condominio (manca il geometra Pannunzio in pantacollantes, ma comunque)
ray misterio
Rosalba, su, dai, non fare così. A sentirti parlare in questo modo sembra che tu ne abbia 64 di anni. Su su, sei ancora nel fiore degli anni…
pierone
un sabato italiano: postcard from hell.
rosalba
grazie sono commossa..il mio cuoricino ha fatto uno zompo quando ho visto un messaggio tutto per me! e comunque scusa se te lo chiedo…forse ma forse non sei proprio tu ma…perchè hai litigato con eddy guerrero?
ray misterio
purtoppo sono questioni di cui non posso parlare in pubblico. come direbbe una donna della sua età.
rosalba
SUA ETA’???’ E’ UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA??? e comunque stavamo parlando di altro…lo ammetto e mi cospargo il capo di cenere. un bacio a tutti i partecipanti e grazie ad achille di non essere intervenuto a riportarmi sulla strada giusta. e comunque non sono vecchia…è che come molte donne cerco continuamente conferme e complimenti. da voi maschietti.
Antonio
Capannelle?
ray misterio
era proprio quello che cercavo di dire. come diciamo noi milanesi:
“a rosà’, sei ‘na pischella…”
Smeerch
Secondo me poteva essere il piccolo villaggio sull’isola Tiberina. Ma lì mi sa che non c’è la pista da disco.
Sabato sera io ci sono stato e la fauna era la stessa (a grandi linee).
Ha ragione Miic, questo post si sarebbe potuto benissimo chiamare “Il paese reale”, dal momento che ne rappresenta un ottimo spaccato.
Il brano “Maracaibo” non era cantato da Raffaella Carrà ma da Lu Colombo.
Quello che fa “Rum e cocaina” invece è dei Tribal Connection, i quali hanno spudoratamente rubato la base a “Sume Sight Say” degli House Of Gypyses (vedi Masters At Work più Todd Terry).
rosalba
non c’è più nessuno? achille? sono l’unica che oggi non ha molta voglia di lavorare? e non è neppure venerdi…e poi non so se quel pischella sia una cosa carina. aiuto…forse davvero non sono preparata per affontare questo mondo informatico. sob…
Achille
Rosalba mia (non puoi sapere quanto questo nome sia “di famiglia”) ma questo è un blog, mica un forum!
Smeerch, as usual, il tuo nozionismo mette ordine (e no, non era nemmeno l’Isola Tiberina ma, ripeto, non ha importanza, credo)
Monty
Hai descritto al dettaglio certi miei sfortunati sabato sera ( e anche venerdì sera e domenica sera quando butta male).
E grazie a te, l’agnizione. Sto giù.
Ciao.
ugo
va a finire che era il village.
E Maracaibo è di Lu Colombo, chi è sta Carrà???
akiro
“Nella stessa pista una coppia di lesbiche tatuate che si strusciano e si provocano”
e CI provocano
akiro
a me più che la festa dell’unità ricorda l’idroscalo ed una qualsiasi delle discoteche scic
Smeerch
Penso che siano migliaia quelli che credono che Maracaibo sia cantata da Raffaella Carrà, tant’è vero che anche (e soprattutto) nei cirtuiti P2P si trovano files con tag sbagliata.
Far
“ragazzine vestite con un quattro, cinque, anni d’anticipo” questo pezzo di poesia ti dovrebbe ripagare del terribile sabato sera
svvv
cos’era? il gay-village? la trattoria da zì peppino sotto casa mia??? la festa di laurea della mia amica roscia? direi quest’ultima di sicuro.
steu
Sì, la voce di Maracaibo era di Lu Colombo ma la cosa spassosa è che il testo era di David Riondino e fu in parte censurato perché troppo filo-Cuba!
Emanuele
Ci sono capitato per caso in questo blog e ho letto cose che non mi sono piaciute.
Questo messaggio è solo per dire che non sopporto chi scrive facendo trasparire una certa saccenza, giudicando con chissà quali diritti per farlo. Un conto è dare un’opinione, un conto è dire le cose come se si fosse l’unico intelligente sulla faccia della terra. Dietro al mondo di cui Lei parla non sa cosa c’è. Non sa delle vite delle persone che sono li. L’importante, se è così schifato da quella “cittadella” del sabato sera come la chiama Lei, è non entrare, rimanere di sabato sera a casa a vedere qualche bella tribuna politica interessantissima. E lasci cantare “rhum e cocaina” a chi si vuole divertire davvero. Buon estate!
Achille
Chi scrive su un blog si prende il rischio di accogliere opinioni discordanti e irridenti come questa, e chi scrive su questo blog, in particolare, si prende il rischio di sbagliarsi e di non aver capito bene lo spirito delle cose che osserva.
Chi commenta ovviamente, si prende gli stessi rischi, ad esempio quello di sembrare uno così intelligente da ritenere che l’unica alternativa al divertimento di massa sia vedere Tribuna politica di sabato sera.
Nel frattempo spero almeno che “chi si vuole divertire davvero” (non c’è forse in questa frase l’idea di poter discernere il divertimento vero dal falso? nel caso mi complimento per questa sua capacità) e va a cantare rhum e cocaina, poi non stia a casa il giorno dopo a compatire quelli che finiscono fuori strada per eccesso di alcool o ad appoggiare le iniziative repressive nei confronti delle droghe leggere.
Buon estate a lei.
stefano
dice Lu Colombo: “Maracaibo” l’abbiamo scritta io e il mio amico David Riondino. La storia era già stata concepita nel lontano 1975 e rimase nel mio cassetto per più di cinque anni durante i quali ho sempre cercato un’atmosfera musicale che potesse andare bene. Sono andata persino a Parigi per ascoltare qualcosa di salsa, visto che da noi era merce rarissima. La canzone parla di una storia vera o almeno di una storia che all’epoca si raccontava. La Zazà della canzone è una ragazza cubana, che avrebbe avuto una tresca sentimentale con Fidel Castro. Ma visto che lui era impegnato da mattina a sera “in cordigliera”, lei si lasciava consolare da altri ragazzi. Quando Fidel venne a sapere del tradimento le sparò ma la bella trafficante d’armi fuggì per mare e fu azzannata da un “pescecane”. Scampata anche a questa avventura, si costruì una seconda vita aprendo un bordello. Non ti dico per pubblicare questa canzone quanti problemi abbiamo avuto. I discografici ogni volta facevano pollice verso e siamo stati persino costretti a cambiare persino il nome Fidel in Miguel…”
ecco svelato il mistero del Rhum e Cocaina…altro che sabati sera divertenti… un saluto…ste
akiro
chissà per quale motivo l’unico modo per divertirsi (al sabato sera) è cantare “rhum e cocaina”…
Anonimo
è necessario COCAINA?
SI
GIULIA
VAI RAY
GIULIA
FORZA RAYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYY
Anonimo
voglio il gioco di letsego
Anonimo
ciao