Tony, Tonio e Pelù e la leggenda non c’è più
Sono sicuro di iscrivermi ad un partito affollato dichiarandomi particolarmente affascinato dalle leggende metropolitane, quelle storie infondante che provengono da chissà dove e passano di bocca in bocca senza che nessuno si sogni di metterne in dubbio l’autenticità nè di verificare le fonti.
Si va dalle leggende diventate ormai “da manuale”, immortalate in libri e canzoni, come quella dell’autostoppista misterioso che immancabilmente si scopre essere un uomo (o una donna) che ha perso la vita su quella stessa strada tanti anni prima, a tutti gli aneddoti (dal cane che invece era un topo alla tipa che te la dà ma poi la mattina ti svegli da solo e trovi la scritta sullo specchio “benvenuto nell’aids”) raccolti da Elio e le storie tese nella splendida “Mio cuggino“.
Spesso le leggende metropolitane vivono perchè parlano di persone non meglio identificate e luoghi non meglio precisati, allora diventa facile crederci, anzi può essere imbarazzante sostenere il contrario. Ve lo dico per esperienza personale, visto che dopo aver letto un libro che ne cataloga un bel po’ (Leggende metropolitane, appunto) ho provato un paio di volte a spiegare a chi le raccontava premettendo “mi ha detto una mia amica che ad una sua amica è successo…” che in realtà quella era la derivazione di una storiella che girava uguale uguale uguale in America dagli anni 50, ma ho raccolto sguardi truci e scetticismo (“che, stai dicendo che l’amica mia racconta balle?”).
Storia diversa sono le leggende metropolitane che coinvolgono personaggi più o meno famosi. Lì dovrebbe essere più facile stabilire cosa è vero e cosa è falso, ciò nonostante ne girano di meravigliose: come la storia che il codice riportato sul retro di Thriller (un disco di Micheal Jackson che ha venduto una quarantina di milioni di copie) fosse in realtà il numero di telefono dello stesso cantante (pensate a quel povero cristo che aveva effettivamente quel numero) o la caterva di prove raccolte nel corso degli anni come dimostrazione del fatto che Paul McCartney sarebbe morto nel 1965 (in quel caso complimenti al sosia che l’ha sostituito, visto il suo contributo alla discografia mondiale da Revolver in poi).
Ma perchè, vi chiederete voi, vi sto parlando di leggende metropolitane? Beh, è semplice: perchè da questo blog ne vedo passare parecchie. Alcune sono palesemente impossibili e destinate ad avere scarsa fortuna: ad esempio qualcuno è passato da qui riportando una voce secondo la quale Cristina D’Avena sarebbe in realtà un trans. Nel caso sarebbe uno dei trans più precoci della storia, visto che a tre anni e mezzo partecipò (come bambina) allo Zecchino D’oro.
Altre sembrano avere maggior successo: abbiamo già parlato della presunta morte dello Chef Tony. Una leggenda metropolitana in piena regola (sempre sperando che non sia vera). Infatti lo Chef è noto, ma non è così al centro delle cronache e dello starsystem da permettere a qualcuno di provare che sia tutt’ora in vita. Noi riteniamo sia vivo, ma finora non si è visto nessuno in grado di fornire una singola prova, il che dà adito a chiunque voglia andare in giro a diffondere ulteriormente la storia della sua morte.
Ma la facilità nel reperire prove non è sufficiente a fermare una leggenda metropolitana: sono arrivate qui diverse persone alla ricerca di notizie sulla morte (per overdose, guardate che quando ci si mettono sono dei geni) dell’attore che interpretava Tonio Cartonio, star delle prime edizioni del programma per bambini La melevisione.
Bene, io ci ho messo due minuti a trovare un link che smentisce tutto. Noto però che la voce gira ancora e con una certa forza. L”utilizzo di google è ancora così limitato?
Da questo punto di vista è semplicemente esemplare il caso di Piero Pelù, che secondo molti sarebbe l’interprete della sigla del cartoon Jeeg Robot d’acciaio. La leggenda si sarebbe potuta considerare ufficialmente smentita (forse con mai accaduto prima) già da qualche anno, quando, in prima serata e su Italia Uno, il vero cantante di quella sigla si è esibito dal vivo durante il programma Macchemù.
Eppure la voce ha continuato a girare, tant’è vero che lo stesso Pelù l’ha dovuta smentire in una delle ultime puntate de Le Iene.
Nel caso vi capitasse qualcuno che ancora lo sostiene, potrete facilmente smontarlo dicendogli “l’ha detto lui in televisione” e, se lui fa ancora lo scettico, gli potete anche dare il link al video.
Siete fortunati, non succede quasi mai.
27 commenti a “Tony, Tonio e Pelù e la leggenda non c’è più”
darkripper (7 dic 2005 alle 1:48)
Chef Tony è vivissimo, e sta pubblicizzando un nuovo prodotto, delle pirofile in un materiale sintetico strano a cui la roba non si attacca durante la cottura :)
Achille (7 dic 2005 alle 1:52)
Dai, Dark, lo sai benissimo che quella televendita può essere stata girata anche un anno fa. E comunque, a voler essere seri, in rete non si trova nemmeno una prova della sua morte, quindi per me è vivo, e casomai devono venirmi a dimostrare il contrario.
Johnny Bravo (7 dic 2005 alle 10:07)
E’ vivo… l’ho incontrato stamane sull’autobus mentre faceva anche lì la dimostrazione del filetto con un’arancia…
Angel (7 dic 2005 alle 10:18)
Anche io ho sentito che Tonio Cartonio era morto e ho sentito anche che l’avevano mandato via, perché pedofilo.
E vogliamo parlare di Lorna? Anche lei si pensava fosse morta
Achille (7 dic 2005 alle 10:40)
Questa Lorna mi sfugge. Stiamo parlando della cantante di Papi Chulo?
SettoreMarketing (7 dic 2005 alle 11:08)
La leggenda metropolitana che Cristina D’Avena sia un trans nasce da una tristissima distorsione dei suoi gusti sessuali. Quanto a Pelù, visto quello che realizza musicalmente, farebbe meglio a spacciarsi per il cantante della sigla di Jeeg (un pezzo garage/beat della madonna, tra parentesi)
piero (7 dic 2005 alle 11:36)
di jeeg girava una versione degli “edipo e il suo complesso” cantata alla piero peluche.
andrea (7 dic 2005 alle 16:02)
Gentile redazione, ho inserito qualche altra leggenda metropolitana sul mio sito http://www.maggiulli.com siate liberi di farne l’uso che meglio crediate (ovvero se vi piace inseritela sul vostro sito)
Achille (7 dic 2005 alle 16:17)
Riguardando il post mi è venuto in mente un altro filone particolarmente gustoso relativamente alle leggende metropolitane: quello in cui si mischiano le rock (o pop) star con la tv degli anni 70/80. Oltre alla storia di Pelù che cantava la sigla di Jeeg come non ricordare la voce secondo la quale il cantante dei Simply Red era stato il bambino “rosso” della serie 3 nipoti e un maggiordomo o la leggenda che voleva identificare in Billy Corgan degli Smashing Pumpkins il fratellino di SuperVicky?
miramascia (7 dic 2005 alle 16:28)
io la storia di Jeeg non l’ho sentita, ma guardando alla tv l’ultima parte di un episodio (e seguendo i titoli di coda, proprio per sapere chi cantava) mi sono vista scritto proprio il nome Pelù. Perciò, incredula, ho cercato più volte in internet di sapere chi cavolo cantava per verificare, ma non ho mai trovato nulla. Ora, OK, Piero non è stato, ma allora chi cavolo era quel Pelù di cui ho visto personalmente il nome? si chiamava Gino? non ho potuto vederlo perchè i titoli erano velocissimi, riusciresti a scoprirlo tu?
grazie
Achille (7 dic 2005 alle 16:33)
Miramascia, che io sappia il cantante della sigla originale di Jeeg era tale Fogus, il cui vero nome era Roberto Fogù. Per il resto lascio la parola ad esperti di cartoon più esperti di me che si trovassero a passare da qui.
miramascia (7 dic 2005 alle 16:35)
grazie mille, mi sa che data la velocità ho letto Pelù anziché Fogù. Sorry!
Andrea Beggi (7 dic 2005 alle 17:37)
Quella di Pelù era una leggenda a cui mi piaceva credere. Uffa! Mi sento come quando mi hanno svelato che Babbo Natale non esiste…. :-(
piero (7 dic 2005 alle 18:19)
babbo natale era piero pelù
Alex (8 dic 2005 alle 2:41)
Per quel che riguarda Jeeg Robot mi sono sempre chiesto come si potesse mai credere che potesse essere Piero Pelù, dal momento che era avvertibile anche da orecchie poco allenate che era cantata da una persona con evidente accento anglosassone.
raccoss (9 dic 2005 alle 16:51)
L’ha smentita anche de Fiorello, dove però ha ammesso di aver cantato la sigla di Sandokan.
Kekule (11 dic 2005 alle 13:03)
…che poi ancora non hai spiegato dove hai riscontrato la voce su Chef Tony: m’hai fatto leggere un intero forum, per scoprire che non se ne parlava.
Achille (11 dic 2005 alle 14:20)
La voce sullo chef tony gira senza fonte alcuna, anche negli post di questo stesso blog dedicati alla televendite dei coltelli miracle blade sono mesi che di tanto in tanto spunta gente dicendo “ho sentito che è morto”.
Kekule (11 dic 2005 alle 20:36)
Ma no, Achi’, sono mesi che Chiara ha eliminato i commenti, come ti verrà di parlarne adesso?
Come ti verrà di parla…
Come ti verrà di…
Come ti v…
Com…
…
Ah.
Beh.
Ok.
Anonimo (11 dic 2005 alle 21:05)
Kekule, non ho capito nulla.
Giorgio (5 feb 2006 alle 15:51)
ne so un’altra abbastanza conosciuta… quella della morte di noel gallagher, chitarrista e fondatore degli oasis… dicono che sarebbe morto nel 96, e ke un sosia lo abbia sostituito.. e addirittura che le canzoni scritte negli album successivi siano state fatte con l’aiuto di richard ashcroft, ex-verve… certe cose sono veramente ASSURDE!!!
davide-k (6 feb 2006 alle 0:20)
e vogliamo parlare della leggenda del tale che trova il portafoglio di un extracomunitario islamico che rivela in quale giorno non deve prendere la metro perchè è organizzato per quel tale giorno un attentato? non è musicale ma sempre leggenda metropolitana è :P
Andrea (21 apr 2006 alle 1:44)
esilaranti e grottesche storie e leggende metropolitane raccolte sul mio sito da un’occhiata grazie
http://www.maggiulli.eu
gianluca (11 nov 2006 alle 0:40)
piero pelù sei unicooooooooooooooooooooooooooooooo
Daniela (13 mar 2007 alle 12:23)
noooooo….che delusione..la sigla del mio cartone preferito non e’ stata cantata dal mio Piero….
Vera (8 mag 2007 alle 23:24)
Ma allora Lorna di Papi Chulo è viva o morta?