Alle feste in casa si finisce per parlare degli argomenti più impensabili. All’ultima a cui sono stato, una festa di laurea, Giuseppe, conosciuto due minuti prima, ha cominciato a raccontarmi dell’irrisolvibile mistero della sigla di Lamù. Non nego che all’inizio la definizione di “irrisolvibile mistero” mi sembrasse inappropriata. In seguito mi sono accorto che era l’unica possibile.
Per farla breve: negli ultimi anni abbiamo assistito ad un revival financo esagerato delle sigle tv anni 70/80, in particolare di quelle legate ai cartoni animati giapponesi. Un filone ricco, in cui la qualità abbondava, e c’erano vere e proprie perle musicali. Echi di questa mania sono arrivati anche al “pubblico di massa”, con qualche programma tv e un po’ di aneddoti e personaggi tornati alla luce.
In tutto questo risplendere e luccicare è rimasta una piccola, ma incredibile, zona d’ombra. La sigla italiana del famosissimo cartone animato Lamù (per intenderci, quella che inizia con “sarà un amore strano questo qua”) non ha titolo, autore nè interprete.
Direte voi, non l’avranno cercato bene, gli appassionati e gli addetti ai lavori lo sapranno. Qui vi sbagliate. Perchè il brano risulta senza titolo, autore e interprete anche su siti dei fans dei cartoon e di quel cartoon. E perchè ci sono orde di “maniaci” che si sono impegnati in una caccia senza quartire e, fino ad ora, senza risultati. Il disco non è mai stato trovato. Dei credits non sono mai stati trovati. Un brano con quel testo, tra quelli registrati alla Siae non è mai stato trovato. Le ricerche di contatti e informazioni presso case discografiche, case di produzione, televisioni locali, importatori di cartoni animati non hanno dato esito. In un forum dedicato c’è una discussione che va avanti da quasi tre anni, nella quale si incrociano ipotesi e piani d’azione, indizi e tesi complottiste che vanno da Telecapri ad Antenna 3, da Enrico Ruggeri a Luca Sofri, dal Trio Medusa ad Antonio Ricci, ma risultati zero. Il che se ci pensate è bizzarro: se esiste un tizio che ha la paternità del testo, della musica o dell’interpretazione di una sigla mediamente famosa, l’uscire allo scoperto potrebbe giusto procurargli un po’ di notorietà e magari del guadagno.
Ora, cosa potrebbe esserci dietro a tutto questo? Alieni? Un tentativo di colpo di stato? Un serio professionista che ora occupa un ruolo delicato e non vuole ammettere uno scheletro nell’armadio?
Se non c’è niente di tutto questo, beh, che qualcuno parli. L’Italia ha già troppi misteri, cronici, tragici e inesplicabili. Abbiamo il diritto di sapere almeno di chi è la sigla di Lamù.

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