Complice il caldo, e il matrimonio di una compagna di scuola, me ne torno al paese. Ci si vede lunedì.
Complice il caldo, e il matrimonio di una compagna di scuola, me ne torno al paese. Ci si vede lunedì.
E comunque è sicuro: subito dopo la fine dei mondiali mi ricorderò improvvisamente che il televisore acceso produce una certa quantità di calore, e che comunque fuori fa più fresco.
E così, dopo aver sofferto indicibilmente nella calura metropolitana per la nazionale italiana, questa sera potremo invece gustare una bella partita di calcio, valutandone i lati estetici e gli aspetti tecnici. Apprezzeremo o meno le scelte dei tecnici senza perdere l’appetito, sollazzandoci con le prodezze dei campioni e irridendo gli errori dei brocchi, che però non ci precluderanno la possibilità di gustare in santa pace una bella cenetta, che masticheremo con calma nonostante in ballo ci sia un’eliminazione diretta.
Insomma, questa sera Francia o Spagna. Purchè se magna.
Se la nazionale italiana continua a giocare così non ce la faremo mai ad arrivare fino alla fine.
Cioè, forse loro ci arriveranno pure, ma non so quanti di noi avranno ancora il sistema nervoso necessario.

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