Esiste una fastidiosa sensazione, di quelle difficili da confessare. Essa è tipica degli amanti della musica, usi ad arrivare per primi su un nuovo gruppo o un nuovo genere. Infatti avviene a volte che quel gruppo, che tu ascoltavi dal primo promo, che tu sostenevi quando tutti ti ridevano dietro, che tu andavi a vedere quando sotto il palco eravate in tre compresa la cugina del batterista, divenga improvvisamente famoso, e il suo nuovo disco passa sui grandi network, e il nuovo singolo fa da colonna sonora a quello spot, e sotto il palco c’è una folla di gente che ti impedisce di stare lì in prima fila, dove meriteresti di stare.In quel momento ti senti felice per loro, ma è come se ti avessero portato via qualcosa.
Ecco, una sensazione molto simile l’ho provata stamattina vedendo Gattuso sulla copertina di Vanity Fair.

LucaMarja
Domenico Dolce che definisce Gattuso “caravaggesco” è qualcosa di impagabile.
Betty Moore
Il colletto ad aereoplano della camicia di Gattuso vale il click sul link.
IlFra
Forse sono vissuto troppo a lungo. Gattuso in copertina su Vanity Fair. Il cuore non ha retto.é-é
tackutoha
Sembra Actarus de noantri. Fantastico.
marco
a me è successo con gli U2. prima mi ridevano dietro perché non li sentiva nessuno, adesso perché li sentono troppi. ah!
ringhio grattuso è molte cose. caravaggesco no, però!
p.s.:proprio oggi ho scritto sul blog di vinili e puntine, vengo qui e trovo su achiller questa splendida testata con, appunto, vinile e puntina. un caso? sì.
Smeerch
vabbè… adesso non è che Ringhio fosse l’ultimo degli sconosciuti… ma per te, Akille, non vale. Sei troppo di parte.