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  1. Bambini moderni

    30 agosto 2006 / 25 Comments

    Sarà il sole che batte, sarà la brezza del mare, sarà che vai a letto tardi ma dormi comunque poco. Insomma, ti sarai sbagliato, quei bambini saltellanti e ridacchianti, che hai incrociato nella più classica delle passeggiate sul bagnasciuga, stavano sicuramente giocando a qualche gioco da bambini, perchè diavolo il più grande e vociante di loro avrebbe dovuto dire “io faccio Teo Mammuccari”?
    E però torni indietro, e a rischio di lapidazione per sospetta pedofilia ti metti a guardarli e ad ascoltarli, facendo finta di niente, e scopri che: in effetti i bambini più piccoli fanno domande su mestieri, età, partecipazioni televisive, in effetti il bambino più grande fa finta di andare a controllare dietro ad un’inesistente cabina, in effetti lo stesso bambino dice cose come “sì, ha fatto l’isola dei famosi” oppure “no, non è un cantante”.
    In effetti stanno proprio giocando a Cultura Moderna.

    Posted in Diario degli errori
  2. Tra poco nasce il sole, e brucerà

    28 agosto 2006 / 19 Comments

    Naturalmente è un’osservazione che non ha nessuna rilevanza statistica (ma conosco diverse persone pronte a sostenere che è la statistica a non avere nessuna rilevanza statistica), ma in diversi giorni in cui la radio è stata la principale fonte di musica, e attraversando cinque regioni diverse, il pezzo nel quale sono inciampato di più è stato l’ultimo singolo dei Red hot chili peppers. A notevole distanza Zero assoluto, poi via con Gianna Nannini, Neffa e altri. Vedete un po’ voi.

    Incredibilmente, però, il momento musicalmente più alto dell’estate non ha avuto niente a che fare con queste hit estive, ma è stato molto più intimo. Chissà quanti vicini hanno apprezzato la mia ironica selezione, quando in quell’8 agosto calabrese eccessivamente piovoso ho spalancato le finestre e sparato a tutto volume Last christmas degli Wham.

    Decisamente, invece, il ritmo dell’estate è stato in levare. Avendo scelto noi quel particolare angolo de lu salentu dove c’è reggae e solo reggae, e avendo trovato in Fab (bless ya) un cicerone giallo rosso e verde, è stato tutto un reggare dalla spiaggia al bar e dal bar alla spiaggia. Alla fine non reggevamo più. Però è stato bello.

    Curiosamente, pensavo, quando passi le tue giornate a sdraiarti al sole, tuffarti in acqua, bere e decidere dove si va a cena, non senti nessuna mancanza del web. In ufficio l’assenza di rete per più di cinque minuti può creare crisi isteriche di massa. Invece in un superminimarket pugliese, qualcuno ad un certo punto ha detto: “internet”. E io ho alzato un sopracciglio cercando per qualche secondo di fare mente locale. Poi ho sorriso pensando “ah, sì, internet”.
    Ovviamente Roma era rimasta lì ad aspettare, con quell’assoluta mancanza di rancore tipica di chi tanto sa che tornerai. Sono ragazzi, pensa ogni volta, lasciamoli pure pensare, per due, tre, settimane all’anno, che si possa vivere altrove e in un altro modo.

    grazie al signor Special Guest per la compagnia e a Fab per la guida.

    Posted in Appunti
  3. Sto diventando grande, lo sai che non mi va

    27 agosto 2006 / 7 Comments

    Giusto per farvi sapere che sono qui. Ma senza scrivere nulla. Vi consiglio la lettura di un post di Fabio De Luca. Ne varrebbe la pena anche solo per la teoria “Secondo me il Tetris è la più perfetta metafora della vita intelligente su questo pianeta.”

    Oggi è come se fosse il sei gennaio. Non per tutti, ma per molti. Ci vediamo domani. Bentornati su Akille.net

    Posted in Vita da blogger
  4. Fletto i muscoli, e sono nel vuoto

    4 agosto 2006 / 14 Comments

    Nel momento esatto in cui vieni a sapere la data del tuo ultimo giorno di lavoro prima delle ferie ottieni due certezze. La prima è che non potresti arrivare vivo oltre quella data. A mano a mano che quel giorno si avvicina senti salire la spossatezza, la stanchezza, il nervosismo, la debolezza. Ne sei certo, un giorno di lavoro un più, altre 24 ore nella calura metropolitana e saresti morto, non ce l’avresti fatta. Quello è proprio il limite estremo, il punto di non ritorno. Quello e proprio quello. Pensa che combinazione.
    La seconda è che, anche se ti dessero 6 mesi di preavviso, non riusciresti comunque ad arrivare preparato alla partenza. Quando mancano poche ore sei ancora pieno di voci non barrate, alle prese con vestiti da scegliere ripiegare e invaligiare, e certo che dimenticherai qualcosa. Non di meno si parte. Che siano ferie, viaggi, avventure, vacanze, quello che è. Basta che non sia quello che è per tutto l’anno dal lunedì al venerdì. Che magari non è manco male ma, pensa tu, proprio oggi sei convinto che non potresti sopportarlo un giorno di più.

    (Il blog viene in vacanza con me, non escludo di controllare la mail ogni tanto, ma non ci giurerei. Ci si vede tra una ventina di giorni. Abbracciatevi forte e vogliamoci tanto bene).

    Posted in Vita da blogger
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