Non so voi, ma io ogni mattina amo leggere la rubrica di Costanzo sulla prima pagina del Messaggero. Trattasi di una rubrichetta dal titolo variabile, a seconda delle stagioni: Diario d’autunno/inverno/primavera/estate. Poche righe in cui il sor Maurizio tratteggia ritratti, coglie perle di saggezza, distribuisce riflessioni profonde. Un appuntamento imperdibile, con un fascino difficile da analizzare, una scrittura che ammalia, idee fulminanti. Prendete ad esempio la rubrica di oggi. (che riporto, sperando di non far nulla di scorretto. Del resto è online è riportò nome dell’autore e link al sito originale, quello del giornale che vi invito vivamente ad acquistare).
“C’è proprio tanta rabbia in giro. Non riesco a dimenticare quell’uomo che ha quasi staccato il lobo dell’orecchio di un impiegato di una linea aerea dato che si era trovato senza posto. In Venezuela una coppia di italiani in viaggio di nozze è stata aggredita, lei uccisa e lui picchiato violentemente. Ma perché questa violenza, questa insoddisfazione, questa incapacità a vivere la straordinaria avventura che è la vita? Ma non sarà colpa del voler essere sempre altri, del gioco dei ruoli, del mischiarsi in una chat pensando di essere speciali?”
E se non è grande giornalismo questo…

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