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Qui se vuoi una brioche devi chiedere un cornetto

20 ottobre 2006 / 63 Comments

Scusate, lo so che è una cosa marginale e una fissa personale. Ma sono alcuni giorni che Repubblica continua a parlare della metropolitana di Roma chiamandola “Il metrò”. Ma perchè? Il metrò casomai e a Milano. A Roma (almeno negli ultimi 11 anni, prima non so) io ho sempre sentito tutti dire “La metro”. Esclusi i turisti e businessman milanesi che chiedono informazioni perchè, appunto, non conoscono la città.

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Posted in Diario degli errori
  1. 20 ottobre 2006

    davide-k

    volevi dire ‘A Metro forse?

    Reply  
  2. 20 ottobre 2006

    EmmeBi

    Anche a Milano “il metrò” non è pervenuto, ad eccezione di qualche sciura che tende a francesizzare la qualsiasi.
    Per tutti è “la metro”.

    Reply  
  3. 20 ottobre 2006

    Achille

    A Metro A

    Reply  
  4. 20 ottobre 2006

    paola

    e perchè… Perchè non l’hanno mai presa na metro…

    Reply  
  5. 20 ottobre 2006

    sasaki

    emmebi che c. dici? a milano il metrò è pervenuto eccome. tu sei toscano, che ne sai? :P
    s.

    Reply  
  6. 20 ottobre 2006

    farfintadiesseresani

    Io sono milanese (benché in esilio) e anch’io propenderei per “la metro”. Non me ne voglia Sasaki, ma “il metrò” è forma che ricordo dalle parti degli anni Settanta, quando ancora faceva distinto e moderno prenderla. Insomma, “il metrò” è un po’ retrò.

    Reply  
  7. 20 ottobre 2006

    sasaki

    ma si, la metro è correttissimo, dicevo solo che non è vero che a milano non si usi “il metrò”. poi c’è anche tutta una questione di “vado in spiaggia” “vado in ispiaggia”; mai capito perché però la mia nonna lo dice, ed anche lei è di milano :D

    Reply  
  8. 20 ottobre 2006

    Achille

    Come il maestro del libro cuore che diceva “non si battono le mani in iscuola”?

    Reply  
  9. 20 ottobre 2006

    orsodingo

    LA metrò????

    Reply  
  10. 20 ottobre 2006

    sasaki

    si esatto come il maestro del libro cuore. uguale uguale. “ma allora i tuoi amici si sono trasferiti in ispagna?” si nonna. ma si dice spagna.

    Reply  
  11. 20 ottobre 2006

    Smeerch

    A metro Bbì.
    In Isvizzera.

    Reply  
  12. 20 ottobre 2006

    Smeerch

    Ah, se voglio un ArancinA? Cosa chiedo? :D

    Reply  
  13. 20 ottobre 2006

    farfintadiesseresani

    In Ispagna? Nell’iscuola? Sant’Iddio!

    Reply  
  14. 20 ottobre 2006

    Carlo

    Confermo la coesistenza milanese di ‘La metro’ e ‘Il metrò’.
    Sasaki, ‘Ispiaggia’ (come Ispagna, del resto…) credevo fosse una cosa delle nonne sarde: a quanto pare certe liaison sono interregionali!

    Reply  
  15. 21 ottobre 2006

    Giorgia

    la faccenda del dire “in ispagna” (“seicentoquaranta…” – chi canta tutta l’aria del catalogo di Leporello insieme a me? oltugheder, nau!) anziché “in spagna” credo si chiami “eufonìa” (è un po’ come quando si scrive “ed” anziché “e” davanti a una parola che inizia per vocale, quella “d” si chiama “d eufonica”…)…

    Reply  
  16. 21 ottobre 2006

    swam

    a milano i francesismi retrò e le storpiature vanno abbastanza forte (è, sì, molto questione di generazioni).
    ho sentito con le mie orecchie e più e più volte e da persone diverse “l’ascenseur” (non so bene come scriverlo, ma insomma) e “il frigor”.
    oltre alla cosa abbastanza fastidiosa e risaputa di articolare tutti i nomi maschili (“l’Andrea” “il Luca”, ecc).
    temo che mi verrà in mente altro.

    metro e metrò, confermo la coesistenza. per le percentuali, ci farò attenzione statistica, la prossima volta.

    Reply  
  17. 21 ottobre 2006

    sasaki

    swam: non mi far fare il campanilista quale non sono. ma fra milano e roma la disputa su chi parla un italiano più storpiato mi pare irriverente.

    secondo micropunto: “ascensore” per come l’hai sentito non è un francesismo è dialetto. chi ha scritto che frigo è corretto frigor no? l’articolo al maschile è un concetto un po’ troppo complicato per spigarlo in un commento. non si articola qualsiasi nome maschile. ma solo quello che in quel contesto rappresenta l’oggetto della discussione quasi lo si portasse al soggetto maschile per antonomasia, etc vabbé ribadisco è troppo lunga e non interessa a nessuno. ma credo che il fastidio sia il medesimo di “a macchina”; e poi è sbagliato anche l’articolo ai nomi femminili ma a prescindere da milano c’è un’altra bella fettina d’italia che lo mette.

    a milano ci sono nato e ci vivo e vi lavoro, nessuno mi ha mai chiamato il simone. poi le leggende possono andare avanti all’infinito volendo.

    Reply  
  18. 21 ottobre 2006

    Giorgia

    (che poi era “in italia seicentoquaranta [snip] ma in ispagna son già milletré…”…vabbè, scusate.)

    Reply  
  19. 21 ottobre 2006

    marquant

    Una volta, in un bar di Roma, ho chiesto “un krapfen” e mi hanno guardato malissimo. Poi l’ho indicato, e mi hanno detto: “Aaah, a’ bbomba”.

    Reply  
  20. 21 ottobre 2006

    alex

    E il frigidaire?

    Reply  
  21. 21 ottobre 2006

    alex

    …e comunque, a Roma, il trasporto pubblico di superficie è svolto dagli AUTI.

    Reply  
  22. 21 ottobre 2006

    wfl

    ti avrei guardato male pure io (poi secondo me il Krapfen è molto più burroso della bomba, è come le frappe romane che sono diverse dalle chiacchiere fiorentine), a questo punto potevi entrare in un ristorante di milano e chiedere uno Schnitzel

    Reply  
  23. 21 ottobre 2006

    davide-k

    ahò ma che dàvero dàvero stamo a discute de ‘sta robba? :D

    Reply  
  24. 21 ottobre 2006

    Achille

    Davide mio, l’incontro/scontro Roma-Milano tira sempre. Anzi, ancora non è arrivato nessuno a dire che c’hanno solo la nebbia…

    Reply  
  25. 21 ottobre 2006

    wfl

    vabbè ma quello era ovvio (noi c’avemo er mare (anche 2 laghi) noi c’avemo er sole…)

    Reply  
  26. 21 ottobre 2006

    davide-k

    loro c’hanno la figa… (nel senso che noi l’abbiamo con la C) :D

    Reply  
  27. 21 ottobre 2006

    wfl

    soprattutto loro c’hanno: hei raga tutto rego e ueh figa sei il simpa della compa

    Reply  
  28. 21 ottobre 2006

    alesstar

    il krapfen a roma mi sa che lo dicono solo i tedeschi…
    e sono convinta anche io che sia diverso dalla bomba.
    ( se serve qualcosa sulla nevvia posso dirlo io, basta chiedere XD)

    Reply  
  29. 21 ottobre 2006

    alesstar

    * nebbia, of course :(

    Reply  
  30. 22 ottobre 2006

    Gatto Nero

    Uè testina!
    (Vabbè, volevo contribuire anche io alla sagra dei luoghi comuni, ma posso sfoggiare al massimo una disamina del calabrese, che non vale. “Ma la Vale? Come sta? Non lo so, chiedilo alla Martina.” E non dite che non usate gli articoli, mentirosi! Vi abbiamo sentiti tutti, una volta o l’altra. Vi terremo d’occhio…)

    Reply  
  31. 22 ottobre 2006

    wfl

    qualcuno si ricorda come faceva il pezzo di ecce bombo in cui moretti sgrida la madre per aver detto figa invece che fica?

    Reply  
  32. 22 ottobre 2006

    verdementa

    Però… Claudio Baglioni, che è romano diceva in “Poster”: >
    Aaah, ma forse era licenza poetica!

    Reply  
  33. 22 ottobre 2006

    verdementa

    Ripeto:
    Però… Claudio Baglioni, che è romano diceva in “Poster”:
    “Seduto con le mani in mano sopra una panchina fredda DEL METRò”
    Aaah, ma forse era licenza poetica!

    Reply  
  34. 22 ottobre 2006

    Giorgia

    verdementa – era solo per fare rima con “paltò” o altra roba simile… :)

    Reply  
  35. 22 ottobre 2006

    masaccio

    Ecco Moretti

    http://www.youtube.com/watch?v=pCzVYTuI-9M

    Reply  
  36. 22 ottobre 2006

    Tony

    Fidatevi di un filologo: la i di Ispagna, Isvizzera,etc, è detta “i eufonica” ed è tipica dell’italiano, senza campanilismi. Tende, ovviamente a scomparire, e serve ad eliminare la vicinanza affricativa-sibilante.
    Saluto

    Reply  
  37. 22 ottobre 2006

    wfl

    che efficienza!!! Grazie sai pure se da qualche parte c’è il pezzo di mughini che fa: pazzo è chi non capisce la pazzia perchè il pazzo stravolge la realtà ma la coglie?

    Reply  
  38. 23 ottobre 2006

    Gatto Nero

    La raaaaana in Ispagna graaaacida in icampagna…

    Reply  
  39. 23 ottobre 2006

    Asended

    E comunque anche alla francese dovrebbe essere : “la metro”, in quanto troncamento di “la metropolitaine” (voi non avete fatto la foto alla fermata della metro ai piedi della butte MontMartre? bene, li’ c’e’ ancora il vecchio cartello!). E anche “la metropolitaine” sottointende “ligne”.
    Come dite? Troppo lezioso per essere lunedi’ mattina… ok basta.
    (e a Modena i cornetti li chiamano “paste”…)

    Reply  
  40. 23 ottobre 2006

    lorenzo

    Allora.
    A Roma e a Milano c’è qualcuno che dice (sbagliando) “il Metrò”. La cosa è molto più diffusa tra persone di una certa età (vd. anche Baglioni) e – evidentemente – tra i giornalisti di Repubblica: la qual cosa non mi stupisce affatto.

    Chiunque ha sentito più e più volte milanesi dire (sbagliando) “la Gina, il Franco, la Simona…”. A Roma questa cosa non esiste. Ne esistono tante altre, ma questa no.

    Il francese non c’entra niente. Quello di dire “il metrò” è un vezzo antico. Un errore di chi crede di fare il “colto”. Come quando al sud si dice “zio” con la z dolce pensando di essere più italiani. Io ho sentito qualche anziano dire “la crocchè” per indicare una crocchetta.

    Sui krapfen: a Roma non si dice mai krapfen. Si dice “bomba”. I krapfen esistono solo in una bar nella piazzetta sul lungomare di Ostia. Per cui è nota l’espressione “annamose a pija i kraffen a Ostia”.

    Reply  
  41. 23 ottobre 2006

    Achille

    Oddio, che m’hai ricordato, i krafffen a Ostia. Non li vedo da anni, ma ricordo un qualcosa di assurdo in quel posto, tipo un dirigibile o un condotto che trasporta i krapfen, o qualcosa così. Boh. Devo tornarci.

    Reply  
  42. 23 ottobre 2006

    lorenzo

    a me di quel posto piace soprattutto la macchinetta colle biglie sotto il portico (il mini-ball drive).

    Reply  
  43. 23 ottobre 2006

    giò

    ma come sarebbe scusate. io lo dico spessissimo, però ero convinto che era INI….
    INI-spiaggia
    INI-spagna
    INI-svezia… e mo che sarebbe sta storia dell’eufonica?!?
    allora a sto punto chiedo: ma… “ANDIEDI” (e simili tipo diedi) è italiano??

    Reply  
  44. 23 ottobre 2006

    giò

    ah dimenticavo.. per alex che dice:

    “E il frigidaire?”
    si, ma solo se lo pronunci “il friggidè” ;)

    Reply  
  45. 23 ottobre 2006

    mikebongiorno

    a Roma oltre agli “auti”, in superfice c’è pure il “tranve”

    Reply  
  46. 23 ottobre 2006

    giò

    ah si, per non parlare dei cami (ovviamente plurale di camio)

    Reply  
  47. 23 ottobre 2006

    Achille

    va beh, in merito non dico nulla: in calabria non abiamo gli autobus, solo i pulmani

    Reply  
  48. 23 ottobre 2006

    davide-k

    e a napoli ù pullmà-nn

    Reply  
  49. 23 ottobre 2006

    daniela

    akì, in calabria abbiamo i “postali”

    Reply  
  50. 23 ottobre 2006

    man0lo

    la stessa cosa che ho pensato io mentre tiravo fuori dal cestino una vecchia copia di metro (il giorno dopo l’incidente).

    Reply  
  51. 23 ottobre 2006

    leetah

    E lo sai che a Trieste se vuoi un cappuccino devi chiedere un caffellatte?

    Reply  
  52. 23 ottobre 2006

    Achille

    Vero daniela, ho dato un’informazione incompleta.

    Reply  
  53. 23 ottobre 2006

    Giorgia

    davide – per essere precisi, a napoli c’è ‘o pullmànn (a eboli, provincia di terronia…ehm, volevo dire salerno, il furgoncino/van/quellocheè tipo ducato, oppure quello della volkswagen, ma anche la multipla e persono “vito” (!) della mercedes, insomma, quelli per il trasporto delle persone, viene chiamato ‘o pullmandìno…)

    Reply  
  54. 23 ottobre 2006

    Paolo

    Se posso tornare a bomba sul culinario… Tra la Bomba e il Krapfen ci sono differenze sostanziali: innanzitutto la Bomba vera è fritta bisunta, mentre il krapfen originale salutista è al forno. in secondo luogo il krapfen originale teutonico è ripieno di marmellata (…’na tristezza…) mentre la Bomba non è tale se non ti macchia di crema una parte a tua scelta del vestito(… mi pare di ricordare una battuta di Verdone in Acqua e sapone a tal riguardo). Dulcis in fundo, il krapfen è ricoperto di zucchero a velo mentre la bomba con zucchero granulare. Leetah a Roma se chiedi un caffelatte ti dovrebbero dare un biccchiere di latte con parecchio caffè, almeno spero.

    Reply  
  55. 23 ottobre 2006

    Ridenz

    Rilancio sulla diatriba “la metro e il metrò” con la questione degli interruttori della luce.
    A Roma, sono all’interno degli ambienti da illuminare.
    A Milano, rigorosamente fuori. Se sei al cesso e qualcuno da fuori ti fa uno scherzetto, devi pregare di non confondere l’asciugamano con la carta igienica.

    Reply  
  56. 23 ottobre 2006

    davide-k

    invece per giorgia, dipende dal grado di parlata: ‘o pullmànn è standard ma ù pullma-nn si sente. te manno mi padre :D
    piuttosto ti si vede poco da ste parti, non come un tempo… :(

    Reply  
  57. 23 ottobre 2006

    maia

    Io a Milano non ho mai sentito “il metrò”, e sì che c’ho vissuto cinque anni! A Roma invece mi fa morire “l’auto” (Ma’ mò arivo, sto sull’auto) che a Milano è “il bus”. FRIGOR ragazzi miei non esiste! Achille la BRIOSCIA non è quella con la palla sopra? :D

    Reply  
  58. 23 ottobre 2006

    Gatto Nero

    Il postale!
    Non può far altro che ricordarmi “la fochista”…

    Reply  
  59. 8 novembre 2006

    Rituccia

    Ehi ma che tipi strani che siete… simpatici però!
    Looooooove

    Reply  
  60. 14 novembre 2006

    _Ale_

    A Milano ho sentito dire “…prendi la 90…” intendendo la linea del bus, mentre a Roma quando diciamo “…il 90 arriva a Termini…” ci riferiamo all’auto(BUS). A Roma mangio la sorchetta doppio schizzo, che a Milano non è traducibile!!! E poi… a Capri sono entusiasta quando ordinando una “caprese” arriva una torta DA PAURA e non pomodoro e mozzarella, come nel resto d’Italia!!!

    Reply  
  61. 14 marzo 2007

    Andrea

    Ciao a tutti… Posso chiedervi una cortesia?

    Lancerei un sondaggio: come chiamate voi, nella vostra città, la cosa con cui fate colazione assieme al cappuccino (io… “cornetto”) ? E quanti diversi tipi ne conoscete (io… ne ho contati più di una dozzina, a Roma)?

    Vi sarei molto grato se poteste darmi una mano: starei tentando di scribacchiarci, sull’argomento, un articolino per un convegno… e non mi va di limitarmi a scartabellare libri :-)

    Grazie grazie!

    Reply  
  62. 6 maggio 2008

    Clodiclo

    Il mio raga è di Torino e per loro tutto quello che si mangia a colazione è “brioche”. Qui a Roma se chiedi una brioche ti portano un panino dolce (ammesso che ce l’abbiano!) altrimenti mangiamo i cornetti (alla crema, alla nutella, con la confettura oppure semplici), le bombe (o bomboloni) farciti come i cornetti, i ventagli di pastasfoglia, i danesi, i fagottini, sfogliatine, ecc ecc. I poveri baristi diventano pazzi tra i vari tipi di caffè e la pasticceria! :-) Inoltre sempre a Torino i “rustici” (che non sanno cosa siano) sono chiamati “salatini” mentre qui c’è una netta distinzione tra salatini e rustici. A volte ho la sensazione che abbiano un vocabolario più ridotto…forse perché l’italiano è nato nel centro Italia e non lì? Boh….ai posteri l’ardua sentenza.

    Reply  

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