Scusate, lo so che è una cosa marginale e una fissa personale. Ma sono alcuni giorni che Repubblica continua a parlare della metropolitana di Roma chiamandola “Il metrò”. Ma perchè? Il metrò casomai e a Milano. A Roma (almeno negli ultimi 11 anni, prima non so) io ho sempre sentito tutti dire “La metro”. Esclusi i turisti e businessman milanesi che chiedono informazioni perchè, appunto, non conoscono la città.

davide-k
volevi dire ‘A Metro forse?
EmmeBi
Anche a Milano “il metrò” non è pervenuto, ad eccezione di qualche sciura che tende a francesizzare la qualsiasi.
Per tutti è “la metro”.
Achille
A Metro A
paola
e perchè… Perchè non l’hanno mai presa na metro…
sasaki
emmebi che c. dici? a milano il metrò è pervenuto eccome. tu sei toscano, che ne sai?
s.
farfintadiesseresani
Io sono milanese (benché in esilio) e anch’io propenderei per “la metro”. Non me ne voglia Sasaki, ma “il metrò” è forma che ricordo dalle parti degli anni Settanta, quando ancora faceva distinto e moderno prenderla. Insomma, “il metrò” è un po’ retrò.
sasaki
ma si, la metro è correttissimo, dicevo solo che non è vero che a milano non si usi “il metrò”. poi c’è anche tutta una questione di “vado in spiaggia” “vado in ispiaggia”; mai capito perché però la mia nonna lo dice, ed anche lei è di milano
Achille
Come il maestro del libro cuore che diceva “non si battono le mani in iscuola”?
orsodingo
LA metrò????
sasaki
si esatto come il maestro del libro cuore. uguale uguale. “ma allora i tuoi amici si sono trasferiti in ispagna?” si nonna. ma si dice spagna.
Smeerch
A metro Bbì.
In Isvizzera.
Smeerch
Ah, se voglio un ArancinA? Cosa chiedo?
farfintadiesseresani
In Ispagna? Nell’iscuola? Sant’Iddio!
Carlo
Confermo la coesistenza milanese di ‘La metro’ e ‘Il metrò’.
Sasaki, ‘Ispiaggia’ (come Ispagna, del resto…) credevo fosse una cosa delle nonne sarde: a quanto pare certe liaison sono interregionali!
Giorgia
la faccenda del dire “in ispagna” (“seicentoquaranta…” – chi canta tutta l’aria del catalogo di Leporello insieme a me? oltugheder, nau!) anziché “in spagna” credo si chiami “eufonìa” (è un po’ come quando si scrive “ed” anziché “e” davanti a una parola che inizia per vocale, quella “d” si chiama “d eufonica”…)…
swam
a milano i francesismi retrò e le storpiature vanno abbastanza forte (è, sì, molto questione di generazioni).
ho sentito con le mie orecchie e più e più volte e da persone diverse “l’ascenseur” (non so bene come scriverlo, ma insomma) e “il frigor”.
oltre alla cosa abbastanza fastidiosa e risaputa di articolare tutti i nomi maschili (“l’Andrea” “il Luca”, ecc).
temo che mi verrà in mente altro.
metro e metrò, confermo la coesistenza. per le percentuali, ci farò attenzione statistica, la prossima volta.
sasaki
swam: non mi far fare il campanilista quale non sono. ma fra milano e roma la disputa su chi parla un italiano più storpiato mi pare irriverente.
secondo micropunto: “ascensore” per come l’hai sentito non è un francesismo è dialetto. chi ha scritto che frigo è corretto frigor no? l’articolo al maschile è un concetto un po’ troppo complicato per spigarlo in un commento. non si articola qualsiasi nome maschile. ma solo quello che in quel contesto rappresenta l’oggetto della discussione quasi lo si portasse al soggetto maschile per antonomasia, etc vabbé ribadisco è troppo lunga e non interessa a nessuno. ma credo che il fastidio sia il medesimo di “a macchina”; e poi è sbagliato anche l’articolo ai nomi femminili ma a prescindere da milano c’è un’altra bella fettina d’italia che lo mette.
a milano ci sono nato e ci vivo e vi lavoro, nessuno mi ha mai chiamato il simone. poi le leggende possono andare avanti all’infinito volendo.
Giorgia
(che poi era “in italia seicentoquaranta [snip] ma in ispagna son già milletré…”…vabbè, scusate.)
marquant
Una volta, in un bar di Roma, ho chiesto “un krapfen” e mi hanno guardato malissimo. Poi l’ho indicato, e mi hanno detto: “Aaah, a’ bbomba”.
alex
E il frigidaire?
alex
…e comunque, a Roma, il trasporto pubblico di superficie è svolto dagli AUTI.
wfl
ti avrei guardato male pure io (poi secondo me il Krapfen è molto più burroso della bomba, è come le frappe romane che sono diverse dalle chiacchiere fiorentine), a questo punto potevi entrare in un ristorante di milano e chiedere uno Schnitzel
davide-k
ahò ma che dàvero dàvero stamo a discute de ‘sta robba?
Achille
Davide mio, l’incontro/scontro Roma-Milano tira sempre. Anzi, ancora non è arrivato nessuno a dire che c’hanno solo la nebbia…
wfl
vabbè ma quello era ovvio (noi c’avemo er mare (anche 2 laghi) noi c’avemo er sole…)
davide-k
loro c’hanno la figa… (nel senso che noi l’abbiamo con la C)
wfl
soprattutto loro c’hanno: hei raga tutto rego e ueh figa sei il simpa della compa
alesstar
il krapfen a roma mi sa che lo dicono solo i tedeschi…
e sono convinta anche io che sia diverso dalla bomba.
( se serve qualcosa sulla nevvia posso dirlo io, basta chiedere XD)
alesstar
* nebbia, of course
Gatto Nero
Uè testina!
(Vabbè, volevo contribuire anche io alla sagra dei luoghi comuni, ma posso sfoggiare al massimo una disamina del calabrese, che non vale. “Ma la Vale? Come sta? Non lo so, chiedilo alla Martina.” E non dite che non usate gli articoli, mentirosi! Vi abbiamo sentiti tutti, una volta o l’altra. Vi terremo d’occhio…)
wfl
qualcuno si ricorda come faceva il pezzo di ecce bombo in cui moretti sgrida la madre per aver detto figa invece che fica?
verdementa
Però… Claudio Baglioni, che è romano diceva in “Poster”: >
Aaah, ma forse era licenza poetica!
verdementa
Ripeto:
Però… Claudio Baglioni, che è romano diceva in “Poster”:
“Seduto con le mani in mano sopra una panchina fredda DEL METRò”
Aaah, ma forse era licenza poetica!
Giorgia
verdementa – era solo per fare rima con “paltò” o altra roba simile…
masaccio
Ecco Moretti
http://www.youtube.com/watch?v=pCzVYTuI-9M
Tony
Fidatevi di un filologo: la i di Ispagna, Isvizzera,etc, è detta “i eufonica” ed è tipica dell’italiano, senza campanilismi. Tende, ovviamente a scomparire, e serve ad eliminare la vicinanza affricativa-sibilante.
Saluto
wfl
che efficienza!!! Grazie sai pure se da qualche parte c’è il pezzo di mughini che fa: pazzo è chi non capisce la pazzia perchè il pazzo stravolge la realtà ma la coglie?
Gatto Nero
La raaaaana in Ispagna graaaacida in icampagna…
Asended
E comunque anche alla francese dovrebbe essere : “la metro”, in quanto troncamento di “la metropolitaine” (voi non avete fatto la foto alla fermata della metro ai piedi della butte MontMartre? bene, li’ c’e’ ancora il vecchio cartello!). E anche “la metropolitaine” sottointende “ligne”.
Come dite? Troppo lezioso per essere lunedi’ mattina… ok basta.
(e a Modena i cornetti li chiamano “paste”…)
lorenzo
Allora.
A Roma e a Milano c’è qualcuno che dice (sbagliando) “il Metrò”. La cosa è molto più diffusa tra persone di una certa età (vd. anche Baglioni) e – evidentemente – tra i giornalisti di Repubblica: la qual cosa non mi stupisce affatto.
Chiunque ha sentito più e più volte milanesi dire (sbagliando) “la Gina, il Franco, la Simona…”. A Roma questa cosa non esiste. Ne esistono tante altre, ma questa no.
Il francese non c’entra niente. Quello di dire “il metrò” è un vezzo antico. Un errore di chi crede di fare il “colto”. Come quando al sud si dice “zio” con la z dolce pensando di essere più italiani. Io ho sentito qualche anziano dire “la crocchè” per indicare una crocchetta.
Sui krapfen: a Roma non si dice mai krapfen. Si dice “bomba”. I krapfen esistono solo in una bar nella piazzetta sul lungomare di Ostia. Per cui è nota l’espressione “annamose a pija i kraffen a Ostia”.
Achille
Oddio, che m’hai ricordato, i krafffen a Ostia. Non li vedo da anni, ma ricordo un qualcosa di assurdo in quel posto, tipo un dirigibile o un condotto che trasporta i krapfen, o qualcosa così. Boh. Devo tornarci.
lorenzo
a me di quel posto piace soprattutto la macchinetta colle biglie sotto il portico (il mini-ball drive).
giò
ma come sarebbe scusate. io lo dico spessissimo, però ero convinto che era INI….
INI-spiaggia
INI-spagna
INI-svezia… e mo che sarebbe sta storia dell’eufonica?!?
allora a sto punto chiedo: ma… “ANDIEDI” (e simili tipo diedi) è italiano??
giò
ah dimenticavo.. per alex che dice:
“E il frigidaire?”
si, ma solo se lo pronunci “il friggidè”
mikebongiorno
a Roma oltre agli “auti”, in superfice c’è pure il “tranve”
giò
ah si, per non parlare dei cami (ovviamente plurale di camio)
Achille
va beh, in merito non dico nulla: in calabria non abiamo gli autobus, solo i pulmani
davide-k
e a napoli ù pullmà-nn
daniela
akì, in calabria abbiamo i “postali”
man0lo
la stessa cosa che ho pensato io mentre tiravo fuori dal cestino una vecchia copia di metro (il giorno dopo l’incidente).
leetah
E lo sai che a Trieste se vuoi un cappuccino devi chiedere un caffellatte?
Achille
Vero daniela, ho dato un’informazione incompleta.
Giorgia
davide – per essere precisi, a napoli c’è ‘o pullmànn (a eboli, provincia di terronia…ehm, volevo dire salerno, il furgoncino/van/quellocheè tipo ducato, oppure quello della volkswagen, ma anche la multipla e persono “vito” (!) della mercedes, insomma, quelli per il trasporto delle persone, viene chiamato ‘o pullmandìno…)
Paolo
Se posso tornare a bomba sul culinario… Tra la Bomba e il Krapfen ci sono differenze sostanziali: innanzitutto la Bomba vera è fritta bisunta, mentre il krapfen originale salutista è al forno. in secondo luogo il krapfen originale teutonico è ripieno di marmellata (…’na tristezza…) mentre la Bomba non è tale se non ti macchia di crema una parte a tua scelta del vestito(… mi pare di ricordare una battuta di Verdone in Acqua e sapone a tal riguardo). Dulcis in fundo, il krapfen è ricoperto di zucchero a velo mentre la bomba con zucchero granulare. Leetah a Roma se chiedi un caffelatte ti dovrebbero dare un biccchiere di latte con parecchio caffè, almeno spero.
Ridenz
Rilancio sulla diatriba “la metro e il metrò” con la questione degli interruttori della luce.
A Roma, sono all’interno degli ambienti da illuminare.
A Milano, rigorosamente fuori. Se sei al cesso e qualcuno da fuori ti fa uno scherzetto, devi pregare di non confondere l’asciugamano con la carta igienica.
davide-k
invece per giorgia, dipende dal grado di parlata: ‘o pullmànn è standard ma ù pullma-nn si sente. te manno mi padre
piuttosto ti si vede poco da ste parti, non come un tempo…
maia
Io a Milano non ho mai sentito “il metrò”, e sì che c’ho vissuto cinque anni! A Roma invece mi fa morire “l’auto” (Ma’ mò arivo, sto sull’auto) che a Milano è “il bus”. FRIGOR ragazzi miei non esiste! Achille la BRIOSCIA non è quella con la palla sopra?
Gatto Nero
Il postale!
Non può far altro che ricordarmi “la fochista”…
Rituccia
Ehi ma che tipi strani che siete… simpatici però!
Looooooove
_Ale_
A Milano ho sentito dire “…prendi la 90…” intendendo la linea del bus, mentre a Roma quando diciamo “…il 90 arriva a Termini…” ci riferiamo all’auto(BUS). A Roma mangio la sorchetta doppio schizzo, che a Milano non è traducibile!!! E poi… a Capri sono entusiasta quando ordinando una “caprese” arriva una torta DA PAURA e non pomodoro e mozzarella, come nel resto d’Italia!!!
Andrea
Ciao a tutti… Posso chiedervi una cortesia?
Lancerei un sondaggio: come chiamate voi, nella vostra città, la cosa con cui fate colazione assieme al cappuccino (io… “cornetto”) ? E quanti diversi tipi ne conoscete (io… ne ho contati più di una dozzina, a Roma)?
Vi sarei molto grato se poteste darmi una mano: starei tentando di scribacchiarci, sull’argomento, un articolino per un convegno… e non mi va di limitarmi a scartabellare libri
Grazie grazie!
Clodiclo
Il mio raga è di Torino e per loro tutto quello che si mangia a colazione è “brioche”. Qui a Roma se chiedi una brioche ti portano un panino dolce (ammesso che ce l’abbiano!) altrimenti mangiamo i cornetti (alla crema, alla nutella, con la confettura oppure semplici), le bombe (o bomboloni) farciti come i cornetti, i ventagli di pastasfoglia, i danesi, i fagottini, sfogliatine, ecc ecc. I poveri baristi diventano pazzi tra i vari tipi di caffè e la pasticceria!
Inoltre sempre a Torino i “rustici” (che non sanno cosa siano) sono chiamati “salatini” mentre qui c’è una netta distinzione tra salatini e rustici. A volte ho la sensazione che abbiano un vocabolario più ridotto…forse perché l’italiano è nato nel centro Italia e non lì? Boh….ai posteri l’ardua sentenza.