Last night a podcast saved my life

Era da un po’ di tempo che volevo scrivere qualcosa partendo dalla mia concezione neoromantica della radio, qualche osservazioni sull’attuale offerta radiofonica tradizionale e sugli spazi aperti da webradio e podcasting. Quindi grazie ad Apogeo per avermi chiesto di farlo per il loro portale.

Il podcasting salverà le star della radio?
Achille Corea su Apogeonline

P.s. sì, mi sa che è arrivato il momento di chiedere a qualcuno bravo di farmi una foto come si deve…

25 Responses to Last night a podcast saved my life
  1. sciroccata Rispondi

    esatto, o sennò ti aiuti con la post produzione di photoshop :)

  2. Alessandro Venturi Rispondi

    ottimo articolo. è giusto parlare di webradio, cercando di mettere la pulce nell’orecchio a quelle persone che l’hanno sempre sognato. io di mio ci ho provato scrivendo le FAQ sul podcasting, creando il primo newsgroup sul podcast e alla fine il libro (“Come si fa un podcast”). Non so se c’è stata tutta questa risposta però… che ne dici?

  3. Achille Rispondi

    Alessandro, secondo me noi “Bloggettari” siamo dentro ad un microcosmo che afferra e consuma fenomeni alla velocità del suono. Bisogna vedere che succede quando ci arriva la gente che vive internet come uno dei tanti mezzi e non come universo principale.

    Sciroccata, ma per chi m’hai preso, per la Bellucci? :)

  4. Noantri Rispondi

    …….
    La mia domanda è sempre la medesima: ma chi è – oggi, nel mondo – che legge articoli COSI’ LUNGHI sul Web? Io dico che la maggior parte si ferma al catenaccio. E per maggior parte intendo – tipo – il 97% dei lettori. Esagero?
    [Ste]

  5. Achille Rispondi

    Secondo me dipende. Io per leggere gli articoli di Gatti sull’Espresso ho schiacciato “prossima pagina” anche quattro volte. Probabile che per i miei nessuno si sforzi così tanto. Comunque ci sono delle statistiche in merito, ora non ho tempo di cercarle.

  6. godzilla Rispondi

    per la foto mi offro volontario! ma non chiedermi di venire a Roma apposta… :D

    ciao

  7. prostata Rispondi

    In effetti avrebbe potuto essere un po’ più stringato. Trovo che sia una bella cosa, anche se personalmente non m’interessa più la radio, in nessuna sua forma. Il podcast “parlato” extramusicale invece non lo capisco molto, a meno di casi particolari: tra leggere e sentire uno che mi racconta qualcosa, a meno che non sia un attore, preferisco la prima. Anche perché mi piace ascoltare musica mentre navigo, se posso, e i siti che non stanno zitti li abbandono al loro destino.

  8. Disorder Rispondi

    Sono scenari interessanti. Ma al di là del digital divide che ancora impera in Italia, web radio e podcasting presuppongono un’interattività e un rapporto con la musica che le masse che oggi ascoltano le radio “top 40″ non hanno e non avranno mai (non è per denigrarle, è legittimo non avere la musica tra i propri interessi). Probabilmente le webradio conquisteranno quella fascia di pubblico che prima utilizzava il peer2peer in dosi massiccie, mentre i podcasting extramusicali faranno concorrenza ai blog :)

  9. Luci Rispondi

    Non per farti venire una crisi d’identità ma…Tu non sei Achille! Sei Sergio Rubini giovane! ;-)

    Riguardo quello che dice Ste, è vero, anche io ho il problema del calo di attenzione quando mi trovo davanti ad articoli (o anche post) lunghi sul web. Non sempre però, dipende dall’interesse che suscita in me l’articolo o il post. Quindi dai, c’è speranza per gli articoli lunghi.

  10. Antonio Sofi Rispondi

    Articoli lunghi o brevi è falsissimo problema. Il punto è articoli scritti bene (e articoli che interessano, ca va sans dire, perchè se non interessa il tema tutto è sempre troppo lungo – come tutto è troppo leeeento se hai fretta). Quello di Achille è un signor articolo. Divulgativo, una tesi semplice e chiara, addirittura direi vagamente wirediano, di certo anglosassone nel piglio e nel cipiglio (ce ne fossero). Bravo :)

  11. Sw4n Rispondi

    la foto la vuoi nudo o vestito? Posso pensarci io…

    (mi leggo l’articolo và)

  12. Bernardo Parrella Rispondi

    se e’ vero che “lungo o breve” e’ un’inutile forzatura esterna, altrettanto vero e’ che proprio per dare incisivita’ a “un signor articolo” qual’e’ quello in questione, maggior brevita’ avrebbe permesso di accentuare l’aspetto “wirediano”, perche’ non dimentichiamo che specco lo stile anglosassone rimane a galleggiare in eterno senza tentare l’affondo ne’ lasciare un’incisione — e l’argomento qualche bel graffio lo merita(va) ;-) )

    btw, come testimoniano i miei capelli bianchi, io ero uno di quelli che nei primi 70 si e’ fatto le ossa (anche) nelle radio libere romane, belle storie davvero, e sicuramente oggi il podcast e le web-radio stanno rilanciadno alla grande simili atmosfere e influssi…e tornare davanti al microfono dopo 30 anni, come umile podcaster, e’ again una bella storia davvero!

  13. Bernardo Parrella Rispondi

    ah, vedo ora che il pezzo di achille e’ stato letto 237 volte, non male visto che e’ appena uscito — certi miei pezzi su apogeonline hanno superato (incredibilmente!) le 1200 letture dopo una settimana-dieci giorni, ma mi chiedo se quei numeri sono veritieri…antonio, tu che ne dici? (in attesa che di spazi per la discussione anche li’, presto, mi dicono)

  14. Smeerch Rispondi

    Io uno bravo per la foto lo conosco. :)

  15. Achille Rispondi

    Antonio: uairechè? :D

    Per gli altri: state intervenendo su tre temi che mi interessanto tantissimo, la lettura sul web, la webradio e la possibilità che esista una foto in cui sono venuto bene. Scherzi a parte continuate, sono molto molto interessato.

  16. Simone Rispondi

    Sì, ok, ma giustifica il paragrafo….;-)

  17. cybie Rispondi

    E’ un po’ che leggo il tuo blog senza intervenire. Immaginavo avessi un altro nome, un viso pienotto e qualche anno in più… (ma non è che ho sbagliato blog?)
    hai un viso interessante, mi piacerebbe fotografarti (era inevitabile sentirselo dire dopo aver lanciato l’incipit sulla foto) è una sfida professionale…:-)

  18. Bernardo Parrella Rispondi

    be’, achille, se sei davvero interessato a darci da fare con i personal media (meno alle personal photo ;-) , sto insistendo qui, incluso nota/link al pezzo su aol: http://www.area.cinquantuno.it

  19. Giorgia Rispondi

    (detto con tutto l’affetto possibile, in effetti quella foto fa abbastanza paura, Achi’…)

  20. Noantri Rispondi

    Figurati, mica era una critica al tuo pezzo che ho cominciato a leggere e poi ho smesso (da qui, appunto, la riflessione). Per Gatti anche io ho schiacciato quattro volte il tasto (a proposito c’è un altro suo reportage sulla prostituzione minorile), però anche lì sono arrivato alla fine con il fiatone.

    Il problema è che quando leggi una cosa su Internet è quasi certo che ne stai leggendo almeno altre due contemporaneamente. Quando stai in poltrona, in metro o su una sedia, invece no.
    [Ste]

  21. maia Rispondi

    Certo l’articolo poteva essere tagliuzzato qua e là, ma io sono arrivata fino in fondo e l’ho trovato molto buono. Penso che 3000 battute siano il limite massimo dopo il quale la soglia di attenzione cade inesorabilmente. Triplicarle e riuscire a farsi leggere ugualmente è un successo.

  22. Noantri Rispondi

    Maia: quello è sicuro.
    [Ste]

  23. Zio Burp Rispondi

    Seppur in ritardo avrei da dire la mia sul lungo/breve. Io l’ho trovato perfetto.
    Era pienamente in linea con un tema che mi interessa, la fonte Apogeo era assai attendibile e conosciuta, le prime righe promettevano.
    Insomma: meritava una stampa e una lettura meditata al momento giusto.

    Un paio d’ore dopo ho scoperto che era più lungo di una mia cagata media in orario di lavoro.
    Ci ho dovuto giuntare una cicca sul balcone. Fortuna che c’era il sole.

  24. antoniocontent Rispondi

    Ciao Achille,
    ho citato il tuo articolo, molto ben scritto, in un mio intervento su http://www.piublog.it, sempre sul podcasting.

    Il link è
    http://piublog.splinder.com/post/9914186/Radio+e+Podcasting%2C+il+punto+di+non+ritorno

    Ciao,

    a

  25. achille Rispondi

    Grazie, Antonio. Fa piacere.

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