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Last night a podcast saved my life

31 ottobre 2006 / 25 Comments

Era da un po’ di tempo che volevo scrivere qualcosa partendo dalla mia concezione neoromantica della radio, qualche osservazioni sull’attuale offerta radiofonica tradizionale e sugli spazi aperti da webradio e podcasting. Quindi grazie ad Apogeo per avermi chiesto di farlo per il loro portale.

Il podcasting salverà le star della radio?
Achille Corea su Apogeonline

P.s. sì, mi sa che è arrivato il momento di chiedere a qualcuno bravo di farmi una foto come si deve…

Posted in Apogeonline, I love my radio, Ueb
  1. 31 ottobre 2006

    sciroccata

    esatto, o sennò ti aiuti con la post produzione di photoshop :)

    Reply  
  2. 31 ottobre 2006

    Alessandro Venturi

    ottimo articolo. è giusto parlare di webradio, cercando di mettere la pulce nell’orecchio a quelle persone che l’hanno sempre sognato. io di mio ci ho provato scrivendo le FAQ sul podcasting, creando il primo newsgroup sul podcast e alla fine il libro (“Come si fa un podcast”). Non so se c’è stata tutta questa risposta però… che ne dici?

    Reply  
  3. 31 ottobre 2006

    Achille

    Alessandro, secondo me noi “Bloggettari” siamo dentro ad un microcosmo che afferra e consuma fenomeni alla velocità del suono. Bisogna vedere che succede quando ci arriva la gente che vive internet come uno dei tanti mezzi e non come universo principale.

    Sciroccata, ma per chi m’hai preso, per la Bellucci? :)

    Reply  
  4. 31 ottobre 2006

    Noantri

    …….
    La mia domanda è sempre la medesima: ma chi è – oggi, nel mondo – che legge articoli COSI’ LUNGHI sul Web? Io dico che la maggior parte si ferma al catenaccio. E per maggior parte intendo – tipo – il 97% dei lettori. Esagero?
    [Ste]

    Reply  
  5. 31 ottobre 2006

    Achille

    Secondo me dipende. Io per leggere gli articoli di Gatti sull’Espresso ho schiacciato “prossima pagina” anche quattro volte. Probabile che per i miei nessuno si sforzi così tanto. Comunque ci sono delle statistiche in merito, ora non ho tempo di cercarle.

    Reply  
  6. 31 ottobre 2006

    godzilla

    per la foto mi offro volontario! ma non chiedermi di venire a Roma apposta… :D

    ciao

    Reply  
  7. 31 ottobre 2006

    prostata

    In effetti avrebbe potuto essere un po’ più stringato. Trovo che sia una bella cosa, anche se personalmente non m’interessa più la radio, in nessuna sua forma. Il podcast “parlato” extramusicale invece non lo capisco molto, a meno di casi particolari: tra leggere e sentire uno che mi racconta qualcosa, a meno che non sia un attore, preferisco la prima. Anche perché mi piace ascoltare musica mentre navigo, se posso, e i siti che non stanno zitti li abbandono al loro destino.

    Reply  
  8. 31 ottobre 2006

    Disorder

    Sono scenari interessanti. Ma al di là del digital divide che ancora impera in Italia, web radio e podcasting presuppongono un’interattività e un rapporto con la musica che le masse che oggi ascoltano le radio “top 40″ non hanno e non avranno mai (non è per denigrarle, è legittimo non avere la musica tra i propri interessi). Probabilmente le webradio conquisteranno quella fascia di pubblico che prima utilizzava il peer2peer in dosi massiccie, mentre i podcasting extramusicali faranno concorrenza ai blog :)

    Reply  
  9. 31 ottobre 2006

    Luci

    Non per farti venire una crisi d’identità ma…Tu non sei Achille! Sei Sergio Rubini giovane! ;-)

    Riguardo quello che dice Ste, è vero, anche io ho il problema del calo di attenzione quando mi trovo davanti ad articoli (o anche post) lunghi sul web. Non sempre però, dipende dall’interesse che suscita in me l’articolo o il post. Quindi dai, c’è speranza per gli articoli lunghi.

    Reply  
  10. 31 ottobre 2006

    Antonio Sofi

    Articoli lunghi o brevi è falsissimo problema. Il punto è articoli scritti bene (e articoli che interessano, ca va sans dire, perchè se non interessa il tema tutto è sempre troppo lungo – come tutto è troppo leeeento se hai fretta). Quello di Achille è un signor articolo. Divulgativo, una tesi semplice e chiara, addirittura direi vagamente wirediano, di certo anglosassone nel piglio e nel cipiglio (ce ne fossero). Bravo :)

    Reply  
  11. 31 ottobre 2006

    Sw4n

    la foto la vuoi nudo o vestito? Posso pensarci io…

    (mi leggo l’articolo và)

    Reply  
  12. 31 ottobre 2006

    Bernardo Parrella

    se e’ vero che “lungo o breve” e’ un’inutile forzatura esterna, altrettanto vero e’ che proprio per dare incisivita’ a “un signor articolo” qual’e’ quello in questione, maggior brevita’ avrebbe permesso di accentuare l’aspetto “wirediano”, perche’ non dimentichiamo che specco lo stile anglosassone rimane a galleggiare in eterno senza tentare l’affondo ne’ lasciare un’incisione — e l’argomento qualche bel graffio lo merita(va) ;-) )

    btw, come testimoniano i miei capelli bianchi, io ero uno di quelli che nei primi 70 si e’ fatto le ossa (anche) nelle radio libere romane, belle storie davvero, e sicuramente oggi il podcast e le web-radio stanno rilanciadno alla grande simili atmosfere e influssi…e tornare davanti al microfono dopo 30 anni, come umile podcaster, e’ again una bella storia davvero!

    Reply  
  13. 31 ottobre 2006

    Bernardo Parrella

    ah, vedo ora che il pezzo di achille e’ stato letto 237 volte, non male visto che e’ appena uscito — certi miei pezzi su apogeonline hanno superato (incredibilmente!) le 1200 letture dopo una settimana-dieci giorni, ma mi chiedo se quei numeri sono veritieri…antonio, tu che ne dici? (in attesa che di spazi per la discussione anche li’, presto, mi dicono)

    Reply  
  14. 31 ottobre 2006

    Smeerch

    Io uno bravo per la foto lo conosco. :)

    Reply  
  15. 31 ottobre 2006

    Achille

    Antonio: uairechè? :D

    Per gli altri: state intervenendo su tre temi che mi interessanto tantissimo, la lettura sul web, la webradio e la possibilità che esista una foto in cui sono venuto bene. Scherzi a parte continuate, sono molto molto interessato.

    Reply  
  16. 1 novembre 2006

    Simone

    Sì, ok, ma giustifica il paragrafo….;-)

    Reply  
  17. 1 novembre 2006

    cybie

    E’ un po’ che leggo il tuo blog senza intervenire. Immaginavo avessi un altro nome, un viso pienotto e qualche anno in più… (ma non è che ho sbagliato blog?)
    hai un viso interessante, mi piacerebbe fotografarti (era inevitabile sentirselo dire dopo aver lanciato l’incipit sulla foto) è una sfida professionale…:-)

    Reply  
  18. 1 novembre 2006

    Bernardo Parrella

    be’, achille, se sei davvero interessato a darci da fare con i personal media (meno alle personal photo ;-) , sto insistendo qui, incluso nota/link al pezzo su aol: http://www.area.cinquantuno.it

    Reply  
  19. 2 novembre 2006

    Giorgia

    (detto con tutto l’affetto possibile, in effetti quella foto fa abbastanza paura, Achi’…)

    Reply  
  20. 2 novembre 2006

    Noantri

    Figurati, mica era una critica al tuo pezzo che ho cominciato a leggere e poi ho smesso (da qui, appunto, la riflessione). Per Gatti anche io ho schiacciato quattro volte il tasto (a proposito c’è un altro suo reportage sulla prostituzione minorile), però anche lì sono arrivato alla fine con il fiatone.

    Il problema è che quando leggi una cosa su Internet è quasi certo che ne stai leggendo almeno altre due contemporaneamente. Quando stai in poltrona, in metro o su una sedia, invece no.
    [Ste]

    Reply  
  21. 4 novembre 2006

    maia

    Certo l’articolo poteva essere tagliuzzato qua e là, ma io sono arrivata fino in fondo e l’ho trovato molto buono. Penso che 3000 battute siano il limite massimo dopo il quale la soglia di attenzione cade inesorabilmente. Triplicarle e riuscire a farsi leggere ugualmente è un successo.

    Reply  
  22. 6 novembre 2006

    Noantri

    Maia: quello è sicuro.
    [Ste]

    Reply  
  23. 9 novembre 2006

    Zio Burp

    Seppur in ritardo avrei da dire la mia sul lungo/breve. Io l’ho trovato perfetto.
    Era pienamente in linea con un tema che mi interessa, la fonte Apogeo era assai attendibile e conosciuta, le prime righe promettevano.
    Insomma: meritava una stampa e una lettura meditata al momento giusto.
    …
    Un paio d’ore dopo ho scoperto che era più lungo di una mia cagata media in orario di lavoro.
    Ci ho dovuto giuntare una cicca sul balcone. Fortuna che c’era il sole.

    Reply  
  24. 16 novembre 2006

    antoniocontent

    Ciao Achille,
    ho citato il tuo articolo, molto ben scritto, in un mio intervento su http://www.piublog.it, sempre sul podcasting.

    Il link è
    http://piublog.splinder.com/post/9914186/Radio+e+Podcasting%2C+il+punto+di+non+ritorno

    Ciao,

    a

    Reply  
  25. 16 novembre 2006

    achille

    Grazie, Antonio. Fa piacere.

    Reply  

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