Se bastasse staccare il cavetto

E così, grazie ad una ricerca realizzata addirittura dall’Università di Stanford, il Corriere della sera si è accorto che le ragazze anoressiche trovano su internet conforto e consigli sui modi per smettere di mangiare e perdere peso più in fretta possibile. A dire il vero molti di noi se n’erano accorti anche senza Stanford, ci era bastato leggere Broono. Ma questo post non è uno di quelli nei quali si fanno le pulci su chi è arrivato prima sulla notizia, tranquilli.
Questo post lo sto scrivendo come se fosse una preghierina, piccola e destinata probabilmente a non essere ascoltata: per favore, non facciamo che adesso è tutta colpa di internet.

Perchè l’aria che tira è proprio questa, e se n’è già parlato a proposito del bullismo e delle dichiarazioni del Ministro Fioroni (che almeno è coerente, quando gli hanno fatto notare che nei commenti del suo blog c’era un sacco di spam porno, non ha tolto lo spam, si è auto-oscurato il sito), e anche leggendo l’articolo del Corriere si sente nell’aria una domanda (che del resto era espressa chiaramente già in quel post di Broono): perchè non impediamo a queste ragazzine di accedere ad internet? Perchè non oscuriamo questi siti sui quali si confrontano e si aiutano e si applaudono a vicenda perchè hanno mangiato una fetta biscottata negli ultimi tre giorni?

Ora, io non vorrei fare la parte di quello che deve difendere per forza la rete o la libertà di parola di chiunque, ma la fantomatica lotta al download illegale di mp3 dovrebbe averci insegnato almeno una cosa: se la richiesta è forte, oscurato un sito se ne fa un altro. Se blocchi queste ragazze su una piattaforma, loro ne cercheranno un’altra, e così via. E anche ammesso che riuscissimo a bloccarle tutte: siamo proprio sicuri che quella sia la soluzione al problema e non semplicemente un tappo a quel buco nel muro dal quale riusciamo a vedere dentro una realtà altrimenti sconosciuta?

La mia è solo la domanda di un passante, personalmente fino a pochi giorni fa non sapevo niente di anoressia e bulimia, di queste ragazze dedite al culto di Ana (che è proprio il modo in cui chiamano l’anoressia, e io non lo capivo, pensavo si riferissero alla modella brasiliana morta recentemente), di queste piccole donne che parlano della loro malattia come se fosse una scelta di vita, una religione, una moda musicale da seguire perchè tra le amiche quest’anno va tantissimo. Io non ne sapevo niente finchè non ho seguito il post di Broono e sono entrato in alcuni di questi blog. E, vi assicuro, io non li leggo mai i blog veramente personali, i diari adolescenziali, dopo 5 minuti mi annoio, eppure su questi ci ho passato ore. E mi sono venuti i brividi. E mi sono spaventato. E ho pensato che non potevo proprio fare nulla, ma ho cercato almeno di informarmi, e ne ho parlato con tutti quelli che mi sono venuti a tiro, e ho raccontato di questi blog ad un’amica psicologa che non li conosceva, piccole cose così.

E non è niente, lo so. Però magari qualcun’altro può fare di più. Magari invece di oscurarli questi siti e questi blog è possibile studiarli, leggere quello che si dicono tra di loro, e che non dicono all’analista (dai quali vanno quesi tutte, da quanto si legge nei loro diari, solo per raccontargli favolette) e che non dicono ai genitori (dei quali raccontano peste e corna) e magari, in qualche modo, avvicinarle e magari aiutarle. Dico magari perchè non lo so, in fondo io vado a tentativi, e immagino cose che non si possono fare.

Magari invece hanno ragione gli altri, bisogna veramente chiudere internet, e risolviamo così. In fondo, occhio non vede, cuore non duole.

24 Responses to Se bastasse staccare il cavetto
  1. Kekule Rispondi

    Mh, che questa tipo lo già vista sotto altre spoglie. Insomma, Goldrake è sempre violento.
    Notato come il grado di potenziale pro-Ana e pro-Mia cresca al crescere degli errori grammaticali nei post delle interessate?
    Non è un caso.
    Non è un caso.
    No.

  2. gatinha79 Rispondi

    Anoressia e Bulimia sono sempre esistite e sempre esisteranno purtroppo, internet o no… Internet permette solamente di essere più informati sull’argomento, di sapere tutto su tutto e su tutti. Le (e gli) adolescenti si ritrovano catapultati in una società consumista e conformista che spesso richiede loro di adeguarsi a dei canoni (ERRATI!) di gran lunga superiori alle loro possibilità e agli strumenti a loro disposizione. Senza trascurare l’argomento genitori; per quanto essi vogliano essere vicini ai figli, molte volte non fanno altro che allontanarli ponendo divieti perentori o essendo troppo permissivi. Senza contare che non esistono più le famiglie di una volta, non ci sono più punti di riferimento validi. Internet o no. Ora sappiamo, conosciamo, leggiamo e vediamo una sofferenza che c’è ed è reale ma purtroppo non possiamo fermare, non da soli. Una delle poche auspicabili è diventare dei “buoni” genitori, capaci di ascoltare, vedere e capire senza bisogno di tante parole…

  3. Enrico Rispondi

    Tema ampio e complesso (in realtà anche più di un tema in questo tuo post), ho pensato almeno tre commenti per poi concludere che stavo per scrivere luoghi comuni e banalità inutili. Allora me ne sto zitto zitto e ti dò ragione sulla linea di fondo del tuo pensiero. Staccare i cavetti, comunque, piacerebbe a molti. Almeno potrebbero parcheggiare i propri figli davanti al monitor spento, così come fanno con la tv. Eeeeh, questa rete, che guaio.

  4. sylvara Rispondi

    Io sono per la libertà di pensiero , TUTTO il pensiero. Ovvio che poi c’è bisogno anke di qualcuno che ti spieghi il perchè di certe cose. Chi come me lavora nell’educazione si scontra tutti i giorni tra quello che dovrebbe essere (gli ideali, la morale civica etc) e la realtà. Non ha senso dire no all’anoressia e poi non parlare dell’obesità e delle morti che anke questa procura (e andate a controllare sono di +). E’ che l’anoressia è il trend del momento.
    L’educazione ,intesa come conoscenza di sè , degli altri , del proprio corpo e della propria mente , è l’unica cosa che può far luce su una realtà così complessa.

  5. AdRiX Rispondi

    Se chi lavora nell’educazione si presenta con lo scrivere in questa maniera non c’è più speranza.

  6. miic Rispondi

    passo giusto per remare contro la legge ferrea dei blog, quella per cui un post serio e importante avrà sempre molti meno commenti dell’ultima cazzata. bravo achì.

  7. broono Rispondi

    Eccomi qua, presente!
    Mi inserisco solo per una precisazione.
    Quel mio post, volutamente provocatorio (chi mi legge da tempo sa che dietro quelle mie “sentenze” c’è sempre qualcos’altro, per quello senza problemi lo spiego a chi invece passa da me per caso) non voleva indicare una soluzione per l’anoressia, ma rivolgersi ai gestori dela piattaforma per chieder loro, quando avranno finito di farsi le tanto attuali e di moda pippe sulle responsabilità penali di questo o quel contributo ospitato sui blog presenti nei loro server, se prima o poi cominceranno a porsi il problema anche delle responsabilità morali.
    Quel post avrei potuto scriverlo identico parlando dei blog nazisti che incitano all’odio razziale sui quali splinder fonda non poca parte dei suoi guadagni in termini di utenti registrati.
    Se lo rileggi alla luce di questa mia puntualzzazione, scoprirai che è così, nemmeno in una virgola troverai da me l’indicazione della chiusura dei blog come soluzione al problema.
    Nel momento in cui ho scelto di entrare nel tema anoressia, ho naturalmente approfittato dell’occasione per segnalare il fenomeno blog pro-ana, ma questo non significa né che indichi nella chiusura dei blog la sua soluzione (non sono così stupido) né che indichi nei gestori della piattaforma i responsabili della diffusione della malattia.
    Purtroppo io ho questo modo di fare qui, scrivo post provocatori per lasciar poi andare la discussione che generano sui punti che mi interessava sollevare.
    Non pretendo tu ti legga tutti i 150 e rotti commenti che quel post ha generato, però ti chiedo di credermi sulla fiducia (lo so è folle chiesta da uno sconosciuto ma that’s blog) qando ti dico che è nei commenti che puoi trovare il vero senso del post e soprattutto qual’è la mia reale posizione in merito.
    Che è quella (te la riassumo) di chi ha conosciuto da molto molto vicino quella malattia e che per questo ne ha un’idea discretamente precisa oltre che realistica che lo porta a incazzarsi prima di tutto con chi la considera un problema di banale alimentazione che coinvolge qualche ragazzina fanatica della moda.
    E’ molto di più, è molto più profonda, è molto più diffusa, è molto più in tutti noi.
    Nel post ce l’avevo con quelli di splinder, della malattia se n’é parlato nei commenti.
    Un saluto e i complimenti per questo post, assolutamente equilibrato.
    (dico sul serio, eh)

  8. Achille Rispondi

    Broono, ma io mi fido, figuriamoci. Dico sul serio.

  9. catepol Rispondi

    è un po’ quello che pensavo dopo aver letto qualche post in questi giorni sul tema…io da docente andrei a leggermeli tutti ben bene a scavare in profondità in quello che raccontano, vorrei capire, comprendere per intervenire…anche solo per mettere davanti agli occhi dei genitori che “Houston, abbiamo un problema”…in questa famiglia e che queste figlie, alunne, magari cuginette o figlie di amici non vanno lasciate sole, vanno aiutate..

  10. laspostata Rispondi

    Per una volta sarò seria, cercando allo stesso tempo di essere concisa.
    Anoressia e Bulimia non sono sempre state così diffuse. Si stanno diffondendo, allargandosi ai ceti sociali più disparati, a fasce d’età più giovani e più vecchie rispetto all’adolescenza, allargandosi ai ragazzi, magari variando un poco per adattarsi alle loro esigenze (bigoressia, quella dispercezione per cui ti vedi moscio e sfigato anche se sei in forma, allora ti ammazzi di palestra – ti ammazzi sul serio intendo). Si diffonde moltissimo la bulimia, quasi due volte l’anoressia, solo che di questa non se ne parla perché è molto meno cool dell’anoressia – vomitare fa schifo, diciamocelo – e le persone che ne soffrono se ne vergognano *davvero* e lo sbandierano in misura ben minore.
    I forum pro-ana non sono solo pieni di confessioni di anoressiche. Sono pieni di ragazzine (ine, ine) che chiedono CONSIGLI su come diventare anoressiche. L’imitazione da sempre è una molla fortissima per questa malattia, che però quanto ti prende sul serio ti scombina a sufficienza il cervello (dispercezione eccetera) da farti dimenticare perché hai iniziato, un po’ come le droghe. C’è da dire che, come le droghe, non tutti ci cadono anche se ci provano. C’è da dire che spegnerti le sigarette sulle braccia da adolescente non ti impedirà di diventare comunque un adulto persona equilibrata e serena, mi seguite?

    Da una parte c’è troppo allarmismo, dall’altra si guarda il problema da un’ottica secondo me sbagliata.
    Le pretese di questa società nei confronti delle giovani donne, sempre più oggetto di violenza fisica, verbale, psicologica, di volgarità a tutto schermo (messaggio: donna = troia, vittima, debole e indifesa), mentre le si loda per i migliori risultati scolastici e si asserisce che dovrebbero emanciparsi da modelli retrogradi e conciliare lavoro e femminilità e cura della casa e ruolo materno (messaggio: donna = uomo, combattiva, intraprendente, carrierista, madre-lavoratrice).
    I disturbi del comportamento alimentare sono uno dei tanti canali di sfogo di questa situazione schizofrenica e sull’orlo del crollo. Altri sono i rapporti sempre più carichi di violenza e ambiguità all’interno delle famiglie, tra madri infanticide e figlie matricide; altri sono le nevrosi che come non mai colpiscono gli adolescenti, i rituali sessuali di gruppo, i ventenni che prendono il viagra perché si sentono sotto pressione e le gare di pompini.

    Io, se non s’è capito, sono per studiare e capire, e intervenire alla radice. Che non significa “a scuola”, ma prima di tutto dentro ognuno di noi, pensando al modello di donna a cui tendiamo, che pensiamo come giusto, che trasmettiamo ai nostri figli, alle nostre compagne, a noi stesse eccetera.
    Scusate per lo spiegone…

  11. dandyna Rispondi

    toh….è arrivato anche Akille. Ma che strano. :)

  12. Achille Rispondi

    Ah, perchè? C’era la scadenza? O un’esclusiva? Oppure bisognava parlarne per primi se no niente? Scusate, eh, ma sono un blogger ingenuotto. :D

  13. Kekule Rispondi

    laspostata, certo che per essere una spostata mi pare tu la sappia davvero lunga: è la cosa più completa ed intelligente che, senza nemmeno piagnucolare e scevra di miamartinismi, abbia letto sull’argomento.

  14. dandyna Rispondi

    eh siiii akillino vuoi esser furbo ma sei sempliciotto e ti vogliamo bene

  15. Achille Rispondi

    Cara Dandyna, da cosa nascono questi commenti acidini?

    Forse dal voler vedere negli altri gli stessi schemi e comportamenti che hanno caratterizzato la tua avventura nel mondo dei blog, quando tempestavi chiunque di mail e richieste e provocazioni per avere un link, un accesso, un commento in più? In questo caso, so che ti risulterà difficile crederci, ma sappi che non tutti sono mossi da tali meccanismi.

    Oppure il problema (ma ci ho dovuto pensare un po’) è che in quest post non ho citato (linkandolo) il tuo sentito e benscritto intervento in tema, scritto a seguito della discussione nata dal di Broono, che invece linko?
    Beh, se è per questo, figurati se ci perdiamo per così poco.

    http://www.macchianera.net/2006/11/22/io_non_volevo_parlarne_ma.html

  16. dandyna Rispondi

    ovvio che era per quello :D :D

  17. davide-k Rispondi

    ma cazzo, akille è un signore: in meno di 15 parole gli hai dato del furbo, del sempliciotto e dall’alto in basso gli dici pure che gli vuoi bene, con un odioso plurale da maestrina fatta e vissuta! E io che avevo letto quell’articolo (che guarda, alla lunga mi so stupito che non l’hanno messo anche su novella 2000 e sul sole24ore) e mi ero anche immedesimato nel tua posizione! ma lo sai che c’è? ma meglio che lascio perdere va…
    ah, ovviamente :D :D

  18. anna cappelli Rispondi

    e dàgli all’untore…

  19. laspostata Rispondi

    Grazie Kekule, è un argomento che mi sta a cuore.
    E, sì, Akille è un signore. :)

  20. dandyna Rispondi

    l’ha detto lui per primo che è un sempliciotto!

  21. davide-k Rispondi

    scusa sa, me se io mi dò dello stronzo, secondo te, poi mi faccio dare dello stronzo da chiunque? ma tralasciando ‘ste finezze, sei stata molto squallida con quel commento. per quanto ti possa interessare hai perso un fan. mi sono già pentito di non averti “abbandonata” dopo che avevi smesso di commentare ogni post di achille a un minuto dalla pubblicazione… ti ricordi? quando c’erano 6500 commenti in giro per questo blog sempliciotto e furbetto? :)
    ah ovviamente :D :D

  22. dandyna Rispondi

    quante storie ;)

  23. davide-k Rispondi

    quanta vaghezza ;)

  24. Elisa Rispondi

    Credo fermamente che l’unico cavetto che basterebbe staccare sia quello che alilmenti il “cervellino” di chi impone certi assurdi parametri di bellezza. Per fortuna alcuni cervelli ancora funzionano.

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