Carissimo giornalista c/o telegiornali italiani

In questi giorni stai scioperando, per avere un nuovo contratto di lavoro, per combattere contro il precariato come stumento di controllo e pressione degli editori sui giornali e sull’informazione. Massima solidarietà, ci mancherebbe altro. Io davvero spero che tu possa trovare sotto l’albero o nella calza della befana un nuovo contratto, che ti renda più libero e più felice e che ci dia un’informazione migliore. Ma visto che in questi giorni magari hai un po’ di tempo libero, e visto che leggi questa mia, permettimi di sperare anche in un paio di regalini in aggiunta, dagli editori o da chi comanda. Sono un paio di piccole cose, delle quali certo tu non hai colpa, ma magari potresti chiederne conto, mentre ti batti per un nuovo contratto e un nuovo trattamento. Io te le dico, poi vedi tu se chiederle agli editori o a babbo natale.

Io li guardo poco i telegiornali, lo ammetto, sui fatti del giorno mi informo tramite i giornali e il web, e la sera vorrei un po’ di approfondimento, e non tutta quella cronaca e tutte quelle dichiarazioni dei politici appartenenti a tutto l’arco costituzionale. Ma sto divagando. Pur guardandoli poco non ho il diritto di dire che i telegiornali italiani siano da buttare via. Giusto due cose non sopporto, giusto due tipologie di lavori che, sicuramente per imposizioni dall’alto, alcuni tuoi colleghi sono costretti a svolgere.

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Gli intervistatori di gente comune per strada: soprattutto in questi giorni di Natale, ma non solo, è tutto un rincorrere gente per farsi dire che no, nonceunaliranemmenoperpiangere, sì, ilcenoneconlospumantesifa, comunque è tradizione. E io a chiedermi: a cosa serve? Dobbiamo guardare i tg per sentire cosa pensa l’uomo della strada? Non facciamo prima a metterci in fila alla posta? Dobbiamo fare finta di non capire che con una mezza giornata per strada puoi trovare 4-5 passanti pronti a sostenere anche, che ne so, che l’Italia dovrebbe risolvere il caro prezzi tornando al baratto?

Con tutta la buona volontà e la buona fede, non mi fido più di sondaggi fatti su un campione di centinaia di persone scelte per collocazione geografica ed estrazione sociale, non mi fido più di quanto dichiarano gli elettori appena usciti dalle urne, e devo fidarmi di dieci passanti presi a caso in una via del centro?
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I raccoglitori di dichiarazioni dei parenti delle vittime: questo è il disagio maggiore, lo ammetto. Ma davvero è di una qualche utilità mandare inviati a citofonare e presidiare i cancelli e le porte chiuse, in attesa di una lacrima, di una faccia triste, di una dichiarazione di circostanza o di uno sfogo, di parole pronunciate in momenti in cui nessuno trova mai le parole giuste? Fa audience? Serve a qualcosa, oltre che a renderci più morbosi e a spalmare sulla nostra opinione una carica di emozione, rabbia e indignazione? Questo è lo scopo di un telegiornale?
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Ecco, io te le ho dette queste due cosine. Ti auguro di avere un buon contratto, sinceramente, e ti auguro di non vedere più questi tuoi colleghi costretti a svolgere compiti così inutili e lontani da una così nobile professione. Senza augurare loro la disoccupazione, senza richiederne la rimozione dagli incarichi. Potrebbero semplicemente cambiare mansione. Potrebbero, la butto lì, fare i giornalisti.

15 Responses to Carissimo giornalista c/o telegiornali italiani
  1. Emanuela Rispondi

    Mi hai segato tutta la redazione di Studio Aperto in un solo post. Oddio, ho detto “redazione”…

  2. Smeerch Rispondi

    E i servizi dei tg regionali sulle manifestazioni locali che sembrano pagati dalla pro-loco? Vogliamo parlarne? :)

  3. zapping Rispondi

    assolutamente d’accordo. ma sono cose che, per esempio, in un tg inglese non vedrete mai.

    posso aggiungere il pastone delle dichiarazioni dei politici, spesso con voce over? la specialità che fu di Pionati al tg1?

  4. egine Rispondi

    i parenti delle vittime, non solo vengono assediati, ma una volta raggiunti, nessuno di loro
    sfugge alla domanda d’obbligo , quella sul perdono, c’è il sangue che sta ancora colando
    sul pavimento, e mi sottoponi all’esercizio della carità cristiana, se capitasse a me rispiarmerei
    l’assassino ma non il cronista.

  5. Disorder Rispondi

    Giusto. Oltre alle dichiarazioni dei parenti segherei anche quelle dei vicini impiccioni (“dal signor Achille non me lo sarei mai aspettato. Un blog normalissimo, inoffensivo, salutava sempre gentilmente la mattina quando andava al lavoro”)

  6. miic Rispondi

    insomma, credi a Babbo Natale. Che tenerezza.

  7. Antar Rispondi

    Quoto tutto.
    Così, tante volte passasse un giornalista a leggere, vede che siamo più di uno a pensarla così.

    [anzi, potremmo usare il metodo Grillo/radicale e mandare una mail tutti insieme al Presidente della Repubblica, no?]

  8. fra Rispondi

    Io vorrei vedere meno servizi reciclati di anno in anno, quello dell’invenzione della granita me lo sono già beccato 2 volte in 2 anni su rai2……..ebbene si caro direttore del tg ho una memoria a lungo termine.

  9. chamberlain Rispondi

    inverni rigidi ed estati afose.
    autunni piovosi e primavere che sembrano estati.

  10. Sw4n Rispondi

    Indovina indovinello…

    In aggiunta al punto due c’è chi aggiunge sottofondi musicali strazianti. Su, che è semplice indovinare chi è…

  11. metroguida Rispondi

    Le notizie che più mi fanno girare le scatole riguardano quelle sui reality. Possibile che in questo paese il nome del vincitore del Grande Fratello è da annucniare come prima notizia al telegiornale?

  12. passante Rispondi

    Esiste davvero chi pensa che per combattere il caro prezzi si può tornare al baratto, l’ho scoperto su internet, of course. Ciao Achille, scrivi proprio bene. Ripasserò eh…

  13. mikebongiorno Rispondi

    a me stanno sul cazzo anche i servizi in cui i contributi filmati sono più corti dello speaker, e quindi li mandano a loop anche 2 o 3 volte.

  14. lapardaflora Rispondi

    e dell’OdG, vogliamo parlarne?
    Lamentano di esssere sottopagati, ma provasse un avvocato o un commercialista a lavorare senza rispettare il tariffario minimo imposto dall’ordine, e poi vediamo cosa succede?
    Il fatto che sia l’unica categoria professionale che non è riuscita a far rispettare il rinnovo del contratto di lavoro approvato sei, diconsi sei anni fa, non induce a qualche riflessione sulla categoria e sul suo ordine professionale e la sua serietà?
    L’Ordine dei Giornalisti si comporta compiaciuto come una casta, ma non sa neppure tutelare i propri iscritti: a quando l’abolizione di questo ambaradan completamente inutile, come in altri paesi europei?

  15. [...] Dedicated to: Francesco (Che so che la pensa più o meno come me)Non condivido molto gli scioperi ... robie.it/wpblog/2006/12/22/linutile_sciopero

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