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  1. Sempre in Liguria stiamo

    28 febbraio 2007 / 14 Comments

    E così, invece di vedere Sanremo, sono andato a teatro. Ma non è che sono venuto qui a vantarmene, anche perchè è stato quasi un caso, io ero rassegnaato e vagamente motivato a stare lì in ciabatte a guardare il festival, poi è arrivato un invito dell’ultimo momento e la mia serata è cambiata radicalmente. Ecco, radicalmente è il termine giusto.
    Sono andato a vedere Genova 01, di Fausto Paravidino. Uno spettacolo teatrale su quanto successo a Genova durante il famoso G8, su Carlo Giuliani e non solo, sulla scuola Diaz e la Caserma Bolzaneto e non solo. Ma non è che sono venuto qui a fare una recensione teatrale, anche perchè non ne ho le competenze.
    Vi dirò però che lo spettacolo mi è piaciuto, che è stata una narrazione corale, con otto attori sul palco, di quanto avvenuto in quei pochi giorni, e quanto è rimasto avvolto nel mistero. Un testo ritmato, asciutto, ironico, a suo modo leggero, nonostante una parte iniziale in cui spesso si ammicca a chi già la pensa in un certo modo (cosa che a mio parere è sempre un limite).
    Poi c’è la seconda parte. E lì essere leggeri e brillanti serve fino ad un certo punto. Perchè certe domande, certe accuse, certe incertezze, arrivano come sassate, anche (o forse soprattutto) se ben raccontate e riassunte da un palco.
    Ora, io non so quale sia la vostra opinione in politica, ma a meno che non sia un’opinione secondo la quale il modo per evitare tensioni è evitare le manifestazioni, o secondo la quale anche chi va pacificamente, ma magari un po’ chiassosamente, a manifestare e protestare contro l’autorità in carica forse non è un terrorista ma è comunque suo amico, dovreste ricordarvele ogni tanto le accuse, i dubbi, le domande e le inquietudini che quei giorni ci hanno lasciato. Che abbia ragione questo o quello, che si sia più propensi a credere alle ricostruzioni ufficiale o a quelle ufficiose, che si sia prevenuti contro l’ordine costituito o contro i complottisti poco importa. Importa ricordarsi che ci sono cose successe anni fa, e ancora non sappiamo veramente come è andata. Sono cose importanti, cose che a sapere come sono andate possono far cambiare l’opinione su persone, istituzioni, movimenti sociali. Storie che ti fanno pensare che se si sapessero farebbero crollare palazzi, carriere, convenzioni e convinzioni.
    E invece non si sanno, o non le si sa mai per intero, e si va avanti lo stesso.
    E allora mi è sembrato importante, uscendo da teatro, aver ricordato per un po’ quei fatti, aver alimentato la mia curiosità, essermi interrogato su qualcosa, avere voglia di condividerlo. Mi è sembrato utile.
    Che non ci sarebbe niente di male a guardare Sanremo, se prima o poi ci facessero vedere cosa è successo davvero a Genova.
    Sempre in Liguria stiamo, no?

    Posted in Appunti
  2. Sanremo duepuntozero

    28 febbraio 2007 / 41 Comments

    Insomma, questa prima serata del festival non l’ho vista. Sono uscito (ma quanto sono alternativo? poi vi racconto) ma, voglio dire: questo web 2.0, questi contenuti generati dagli utenti, questi siti fatti dal basso, che valgono solo per i portali e i magazine dove non c’hanno voglia di lavorare? Che stai a vedere che solo Akille.net non può affidarsi ai suoi valorosi lettori?
    Allora amiche e amici, com’era questo festival? Le canzoni erano tutte brutte? La Hunziker era gnocca? La scenografia era imponente? Cornacchione faceva ridere? E il dopofestival? E chiambretti? E Pulsatilla? Se siete usciti anche voi o avete visto Dottor House ci tocca parlare di politica. Regolatevi.

    Posted in Tele-visioni
  3. L’aruspice (con tutti i problemi seri che ci stanno in Italia…)

    27 febbraio 2007 / 7 Comments

    Dunque. Il campionato di calcio dominato dall’Inter farebbe prevedere una vittoria di Toto Cutugno, che però ha perso un’occasione d’oro e non partecipa. Peccato. La situazione politica (caratterizzata da forte voglia di centrismo, instabilità governativa e ritrovata importanza strategica del senatore Giulio Andreotti) farebbe invece pensare ad una vittoria di Johnny Dorelli. E potrebbe anche starci. Ma volendo potremmo anche riportare tutto alla solita magnifica ossessione, e ricordarci che dopo i Mondiali dell’82 il podio del festival fu così composto: Tiziana Rivale-Donatella Milani-Dori Ghezzi. Quindi uno potrebbe azzardare un, che ne so, Tosca-Leda Battisti-Amalia Grè. Non vorrei però dimenticare che il governo Prodi ha messo al centro del suo rinnovato slancio la famiglia, e allora forse è il caso di puntare su Facchinetti padre e figlio (ci sarebbe anche la famiglia Bella, ma Casini ha puntato il dito sulle convivenze di convenienza e allora meglio non rischiare).
    Capirete che c’è grande confusione sotto il cielo di Sanremo, il paese è spaccato, il governo è debole, il momento storico è incerto e co st’euro costa tutto il doppio. Io alla fine dico Al Bano. Oppure Piero Mazzocchetti. Che è giovane, sconosciuto, famoso in Germania, ha un nome da commercialista, la faccia da bravo ragazzo, canta le strofe come Spagna e i ritornelli come Bocelli. Insomma, sembra fatto apposta per il Festival.

    Posted in Tele-visioni
  4. Partito (nazional)Popolare

    26 febbraio 2007 / 4 Comments

    La cosa più divertente vista in tv nell’ultimo fine settimana: ennesima girandola di opinioni di leader, portavoce, segretari, esponenti vari ed eventuali sulla crisi di governo, tutti gli onorevoli sono ripresi in luoghi visti e rivisti, dai corridoi di qualche palazzo istituzionale alle solite vie del centro di Roma, dal loro uffici a qualche sala convegni di provincia. Tutti escluso Cesa. Il segretario dell’Udc ha dichiarato ai microfoni la sua disapprovazione per il ritorno di Prodi con lo sfondo, ben visibile, del teatro Ariston di Sanremo.

    Posted in Tele-visioni
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