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Incomprensibile ai più

13 marzo 2007 / 19 Comments

Il problema è vecchio, e riguarda anche e soprattutto chi pubblica in luoghi e modi ben più alti: a chi si scrive quando si scrive? Chi è il pubblico che si immagina, qual è il lettore ideale che si ha in testa? Personalmente sono della scuola “meglio non pensarci”. L’idea di avere un lettore tipo dall’altra parte mi condiziona, mi rende più levigato, mediato, strutturato, studiato. Il pensiero di avere qualcuno in particolare che legge poi mi blocca, se non totalmente, almeno parzialmente. Ad esempio, immagina di scoprire di avere un lettore che non sospettavi, una persona che conoscevi solo di nome e che ti legge. Intanto cominci a temere il giudizio. Oddio. Oddio e mo che scrivo? Oddio ma che veramente questa viene qui e legge questa fesseria. No, aspetta. Ma non hai un’opinione illuminante su una qualche crisi internazionale? Un bruciante punto di vista su un qualcosa sotto gli occhi di tutti che però nessuno ha mai sintetizzato con ironia e puntualità? No, non ce l’hai. Temporeggi. Aspetti. Oddio, non scrivo più. Fuori discussione l’idea di dire qualcosa che la riguarda. Un giudizio sul suo lavoro, su un’opera. Eppure magari ce l’avresti. Eppure sarebbe il momento giusto. Non è questo internet un modo per gettare messaggi dentro bottiglie che una volta ogni tanto (Dio benedica Google, ma anche Zincone sul Magazine del Corriere) arrivano a destinazione? Niente, fossi matto. Forse sei matto. Una volta che sai che uno di cui potresti scrivere ti leggerà, non ci pensi nemmeno. Se ne scrivi bene dalla tua spalla sinistra arriverà un sussurro. “Piacione”. Se ne scrivi male, ecco, dovrai almeno scriverne male bene. Cioè bene nel senso di. Ecco, mi sono già incartato. Se ne scrivi affettuosamente, ma che fai, te la tiri? Se ammicchi, beh, ammicca pure, ma tutti gli altri lettori? Che capiranno? Ecco, sei un maleducato.
Con questa consapevolezza rinunci a scrivere qualsiasi cosa. Tanto la soluzione c’è. Sei un blogger, distratto e compulsivo. Non potrai pensarci per sempre. E verranno i momenti in cui, irritato o entusiasmato, scriverai d’impulso. Beata l’incoscienza. E internet che la porta in giro.

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Posted in Vita da blogger
  1. 13 marzo 2007

    giorgia

    Da quando ho scoperto che alcuni insospettabili leggono il mio blog, vado a ruota libera ancora peggio di prima…

    Reply  
  2. 13 marzo 2007

    Smeerch

    Questo post è bruttissimo.

    Reply  
  3. 13 marzo 2007

    Antar

    A parte che, se ti leggeva, magari gli piaceva come scrivevi e quindi basterebbe [facole a dirsi, no?] contunuare come prima…

    Ma poi chi è?

    Reply  
  4. 13 marzo 2007

    pierone

    /maestrina dalla penna rossa: mode ON/ ‘qual è’ senza apostrofo /maestrina dalla penna rossa: mode OFF/ :) ora la domanda seria: di chi vuoi dire che ha fatto una cosa che non ti piace ma non riesci a dirlo?

    Reply  
  5. 13 marzo 2007

    Achille

    La seconda ipotesi è sbagliata. Per quanto riguarda la prima, sappi che ci sono discussioni a non finire, ma accetto la correzione.

    Reply  
  6. 13 marzo 2007

    robba

    Potresti almeno dirci chi è colui di cui stavi giusto per scrivere male quando hai scoperto che legge il tuo blog. E comunque ricordati: non sempre si legge per simpatia. Il primo blog che leggo tutte le mattine da anni è un blog di cui non condivido una sola opinione. Detesto anche come è scritto. Lo leggo per il puro piacere di indignarmi e tenermi aggiornata su quello che secondo me non si dovrebbe mai scrivere e nemmeno pensare. Subito dopo passo su Akille.net per disintossicarmi.

    Reply  
  7. 13 marzo 2007

    Achille

    Sono felice che il titolo di questo post sia stato così rispettato. E forse Smeerch ha ragione. Non stavo per scrivere male di nessuno, anzi.

    Reply  
  8. 13 marzo 2007

    robba

    Volevi scrivere bene di qualcuno. E di chi?

    Reply  
  9. 13 marzo 2007

    davide-k

    si invece volevi parlare male di me, il tuo GRAFICO! :D

    Reply  
  10. 13 marzo 2007

    Smeerch

    Come forse? :D

    Reply  
  11. 13 marzo 2007

    kindlerya

    Bellissimo questo post :)

    Reply  
  12. 13 marzo 2007

    io

    io so chi è il personaggio famoso! se mi dai trentamila euro non lo dico a Corona!

    Reply  
  13. 13 marzo 2007

    barynia

    È come se stessi dicendo “perdona la mia momentanea inadeguatezza”: solo un lieve imbarazzo, passerà in fretta, beviti un grappino.

    Reply  
  14. 13 marzo 2007

    Choppa

    …Di solito lancio invettive furiose o dichiarazioni d’amore esplicite e per non farmi sgamare appongo iniziali.
    Un blando tentativo di giocare a nascondino con i miei destinatari e la coscienza.
    Vero è che UNA VOLTA UNA ho scritto un nome per esteso e sono stata prontamente contattata dall’interessato!
    In generale comunque, credo si scriva sempre a se stessi. A un vasto pubblico ideale formato da tanti se stessi, tutti con la medesima faccia. Un vero incubo freudiano. W la scrittura

    Reply  
  15. 14 marzo 2007

    pierone

    “A un vasto pubblico ideale formato da tanti se stessi, tutti con la medesima faccia”: Essere Achille.net.

    Reply  
  16. 14 marzo 2007

    giorgia

    «Essere Akille.net», con Akille che interpreta se stesso e tanti gggiovani attori italiani che interpretano i commentatori del suo blog che trovano una porticina in un negozio di specialità calabresi da dove si entra nella sua capoccia?
    Sai che botto al box office…

    Reply  
  17. 14 marzo 2007

    gparker

    amen

    Reply  
  18. 16 marzo 2007

    silvya

    soveratesi su http://www.tuoblog.it/unaNUOVAsoverato/
    grazie..

    Reply  
  19. 20 marzo 2007

    kikkio

    E allora, a chi l’hai scritto questo post?

    Reply  

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