Core de sta città
Visto che i lettori di questo blog si sono discretamente appassionati a notevoli querelle come quella sul significato esatto del verbo “rosicare” o sulla differenza sociogeografica tra dire la metro o il metrò, volevo segnalare questa interessante dissertazione di Borgognoni sul corretto utilizzo di due termini spesso confusi. La spiegazione, al termine di una sapida esegesi, viene così sintetizzata:
“Sticazzi = Chissenefrega, non me ne importa nulla.
Me cojoni = Nooo, mi prendi in giro!, Non ci credo! Incredibile!”
La differenza tra questi due modi di dire che spesso si sovrappongono (fuori dal Raccordo) è un tema del resto molto sentito, ed era già stato affrontato da Zoro nella prima videocronaca del Grande Fratello e richiamato nell’ultima (che forse è l’unico motivo per cui rimpiangiamo la fine di questo reality).
Insomma, la romanità è di moda. Ma non s’improvvisa, bisogna studiare. E ve lo dice un calabrese che sta qui da undici anni e ancora ogni tanto ne scopre una nuova.
Aggiornamento: non vorrei avere aperto una specie di vaso di Pandora (anzi, de Pandora), ma la letteratura a riguardo comincia a rivelarsi più vasta di quella relativa alle regole per avere successo nel lavoro e nella vita. Luca Sofri (pisano, n.d.b.) ne aveva già parlato in un Re:no subject del settembre 2006.
Pandora. Effetto Pandora. Giovani Tromboni aveva sfruculiato Gianluca Neri su questa cosa già nel 2003. Siamo già al blog-revival.

28 commenti a “Core de sta città”
Smeerch (25 apr 2007 alle 9:59)
Confermo. Io ho sempre inteso così.
E sticazzi! = E chi se ne frega!
Me cojoni! = Caspita! Accipicchia! Da non confondere con “me stai a cojonà” che significa “mi stai prendendo in giro”.
brassy (25 apr 2007 alle 10:41)
Da romana da una generazione confermo.
Anche se ogni tanto ne scopro una anche io, tipo mancoalicani , che quando l’ho visto scritto così (e non così: manco-a-li-cani) da un mio amico veneto gli ho domandato anche il significato.
Va beh, ‘sti cazzi.
Achille (25 apr 2007 alle 10:46)
No. fermi tutti: manculicani è calabrese! O comunque meridionale. Non facciamo come quelli che pensano che minchia sia un termine tipicamente milanese.
laPitta (25 apr 2007 alle 11:35)
mi permetto, il “me cojoni” non è sempre inteso solo per esprimere stupore e meraviglia. il più delle volte viene utilizzato con sarcasmo :-) tu ad esempio mi racconti le tue prodezze, professionali, sessuali, sportive, e io ti rispondo con un bel “me cojoni”.
consiglio a tutti la scuola di lingue per italiani di greg e lillo a 610, su radio2. questa settimana la perla è stata “stay beef” :-))))
Tetterifatte (25 apr 2007 alle 12:33)
Akì, t’assicuro che mancalicani e proprio romano. Manculicani sarà il corrispettivo calabro. La palma d’oro va a “vammoriammazzato”. Come lo diciamo noi, non lo dice nessuno.
Achille (25 apr 2007 alle 13:15)
Lapitta: vero.
Tetterifatte: oddio, ho una lettrice con questo nome?
alesstar (25 apr 2007 alle 14:01)
mmm in effetti anche il “sticazzi” ha diverse intonazioni che gli danno diverse sfumature, però. non so se dipende dal fatto che son cresciuta fuori il raccordo con nonna calabrese XD
Tetterifatte (25 apr 2007 alle 15:30)
Non fare il superfiaciale, “nomina sunt consequentia rerum”. Però mi sa che ora sono molto offesa.
laspostata (25 apr 2007 alle 16:32)
Invece piu’ a nord “sticazzi” si usa sia al posto di mecojoni (“eppero’, pensa te”), sia nell’accezione “e che ci vorra’ mai”.
Per la seconda opzione e’ consigliabile, per non essere fraintesi, premettere “anche un po’”:
“si’, ma anche un po’ sticazzi” = “vabbe’, dimmi una cosa che non so/ cosi’ son buoni tutti” eccetera.
Pero’ l’accezione romana sta prendendo piede ovunque.
DJ Peach Pit (26 apr 2007 alle 7:42)
Lo sai (anzi: ‘ce’ lo sai) che io a queste ‘provocazioni’ non resisto.
“(e) ‘Sticaxxi ” vuol dire: non me ne importa nulla.
“Me’ cojoni” vuole dire: accipicchia (anche usato in senso ironico)
Chi dice: “al nord si usa in quest’altro modo” mi fa venire l’orticaria.
“Minchia”, che è termine siculo e che è stato introdotto dagli emigranti prima a Torino (“Minchia Sabri..”) poi a Milano, non viene certo usato in maniera differente dal suo significato originario. Non è una questione di ‘accezione’. E’ questione di espressione dialettale.
Quindi: ‘sticaxxi = chissene.
Dateve ‘na regolata, altrimenti je lo dico a Uolly ;)
Quanto a
“Insomma, la romanità è di moda. Ma non s’improvvisa, bisogna studiare. E ve lo dice un calabrese che sta qui da undici anni“, vorrei ricordare a tutti quelli che non lo conoscono personalmente che il tenutario di questo blog ha superato con il massimo dei voti (e bacio accademico di “Betto e Meri”) l’esame di “Romano 10″. Conosco gente che è qui da anni e si è fermata alla terza annualità.
Rispetto.
Morris (26 apr 2007 alle 8:43)
Comunque è vero: qui, giù nel nord, ‘sti cazzi è inteso come ‘caspita’, ‘però’.
La prossima volta, voi che siete del posto, fate girare qualche circolare ministeriale sull’uso del dialetto; ho passato una vita a dire ‘non me ne importa nulla’ con faccia stupita.
tengi (26 apr 2007 alle 9:23)
grazie. mi si è aperto un mondo.
vic (26 apr 2007 alle 10:11)
Fate la fila, please:
http://www.fozzdances.com/blog/2003_02_01_archivio.html#89720874
http://www.macchianera.net/2003/04/29/e_sticazzi.html
Paolo (26 apr 2007 alle 11:26)
sticazzi rende molto bene anche con il prefisso ma –> masticazzi. Suona più rotondo…
giò (26 apr 2007 alle 11:26)
mah… gente strana quelli del nord…
su sto di equivochi romani mo’ verifico na cosa e se è come penso mi permetterò di suggerirti un post..
si posso.
giò (26 apr 2007 alle 11:30)
manca “tema” tra “sto” e “di”.
comunque sticazzi, se capiva
miic (26 apr 2007 alle 14:27)
che figura, io sono andato a rimorchio del rimorchio del rimorchio. ma vabbè, sticazzi.
garbaland (26 apr 2007 alle 14:33)
Se ne era parlato due anni fa anche da me (http://garbaland.belfagor.net/archives/105-Annotazione-confusa.html#c1339). Comunque, a laspostata del commento #9: dici che sta prendendo piede l’accezione romana. Io al contrario ho invece trovato qualche romano che inizia ad usare sticazzi anche alla milanese, cioè come espressione di stupore.
vic (26 apr 2007 alle 14:40)
Paolo, “masticazzi” lo trovi pure nelle tavole delle declinazioni, congiuntivo, condizionale, una roba di quelle. Io mastico, tu masticasti, che io masticazzi.
E’ parente del “che io fotti” di fantozziana memoria.
Miic: ormai hai adottato l’approccio cinese, riesci a produrre dei post virtualmente indistinguibili dagli originali. Attento che prima o poi ti ci passo sopra con un rullo compressore.
Achille (26 apr 2007 alle 14:46)
Booni, booni. Che state a litità nei commenti mia?
Piuttosto, siate gentili con tetterifatte, che se l’è presa, e ha cominciato a parlare lingue morte.
Antar (26 apr 2007 alle 15:25)
Mi posso mettere in fila pure io?
Ne avevo parlato a giugno 2005 [ http://cornersoul.splinder.com/post/5053860/misuriamo+le+parole ] e c’era pure una storiellina esemplificativa che secondo me chiarisce molto…
miic (26 apr 2007 alle 15:48)
non ho capito se l’approccio cinese è un complimento o un insulto sanguinoso…(ma la minaccia del rullo mi fa temere la seconda che ho detto)
vic (27 apr 2007 alle 0:56)
Tranquillo Miche’, trattavasi di conseguenza del combinato disposto del tuo recente viaggio e della mia lettura di cose come queste:
http://www.edmunds.com/insideline/do/News/articleId=117145
che mi ha causato una momentanea deriva alla Louis Vuitton, presto rientrata.
Con immutata stima e ammilazione.
miic (27 apr 2007 alle 10:16)
tanto tra un po sti cinesi ce fanno er culo a tutti (per aggiungere un altro tocco di qualunquismo romaneggiante)
laspostata (27 apr 2007 alle 12:42)
@garbaland: i romani che conosco io, prima di fare qualsiasi cosa “alla milanese” si scuoierebbero vivi passandosi nel tritarifiuti.
garbaland (27 apr 2007 alle 17:16)
@laspostata: ovviamente queste persone non lo sanno che stanno parlando “alla milanese”, altrimenti ci starebbero più attente. E io non mi azzardo a dirglielo
Clodiclo (6 mag 2008 alle 10:58)
No c’è differenza tra “Me cojoni” e “Me stai a cojona’” se non il fatto che la prima è al presente indicativo e la secondo al gerundio. “Me cojoni” significa esattamente “mi coglioni”, “mi prendi in giro” dal verbo “cojonare” ossia trattare come un “cojone”. Infatti “me cojoni” si usa esattamente con questo significato e si dice quando qualcuno ci dice qualcosa che ci suona non vera, esagerata. Un amico dice: “Mi sono comperato una Ferrari”, e l’altro risponde “me cojoni?!?!” ossia “mi coglioni, mi prendi in giro, ma davvero?!?!”. I non romani pensano che forse significhi letteralmente “i miei coglioni” (in linea con “‘sti cazzi” che significa invece “non me ne importa nulla”) ma non è così poiché in romano si direbbe allora “i mi cojoni” o “mi cojoni” e non “me”. Baci da Clodico romano da innumerevoli generazioni.
Giovanni (12 giu 2008 alle 11:57)
Anfatti “me cojoni” se po’ pure di’ in italiano “me canzoni” cioè “me stai a canzona’”, “me stai a prenne in giro”, “me stai a pija’ per c..o”