Un piccolo esempio per dire qual è la considerazione del web tra i giornalisti italiani (non tutti ma, ci siamo capiti) quando siamo nell’anno di grazia 2007, in un momento in cui ci saremmo già ben stancati di discutere su questa cosa. In un servizio andato in onda oggi su un tg nazionale si presentava il cercaprof di studenti.it, che in effetti è un applicazione notevole dal punto di vista del costume, perchè esalta una vera e propria mania dei maturandi degli ultimi vent’anni, e la sviluppa come si conviene “ai tempi di internet”.
Bene, in due minuti di servizio, tutto si è pensato a dire, tranne a fornire il nome e la url (tra l’altro coincidono) del sito che ha realizzato quello di cui si stava parlando, che è stato genericamente definito come “un sito”.
Il che non sembrerebbe molto giornalistico, eppure è stato fatto in un tg nazionale.
p.s. va beh, non ce la faccio proprio: era il Tg2.

AdRiX
Mio ingenuo Achille! Un tg italiano qualunque non è “giornalismo”, è manipolazione di informazione.
Dontink
Esatto. Il tema trattato la dice già lunga sulla serietà della nostra informazione, inoltre quel poco di informazione che c’è è vaga, imprecisa, preconfezionata e a volte prepagata. Te ne rendi conto in un giorno di malattia in cui ti capita di farti tutti i tg al mattino pomeriggio e sera.
Comunque miei prof sono evidentemente tutti in pensione o altro.