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Racconti differenziati

Che poi avere dei dubbi sul “fenomeno Beppe Grillo” non vuol dire di certo avere fiducia o voglia di difendere l’informazione che si fa in Italia, anzi. Solo per rimanere sull’attualità: ma in mezzo a tutti questi articoli e “reportage” sul problema dei rifiuti a Napoli, al di là dei racconti degli scontri, agli ispirati affreschi del degrado, delle dichiarazioni generiche dei politici, quante volte siete riusciti a leggere una cosa puntuale e semplice da capire sulle possibili soluzioni? No perchè il problema è grosso, e prescinde dalla pur grave guerriglia (per intenderci, se domani mattina gli abitanti di Pianura accettassero con rassegnazione ogni decisione e si chiudessero nelle loro case, voi considerereste il problema risolto?) e quindi essere informati sulle possibili soluzioni dovrebbe essere abbastanza prioritario, visto che non è che le scuole di pensiero siano così intercambiabili . Ad esempio ci sono quelli che puntano tutto sugli inceneritori, e vedono nella mancanza di inceneritori il fulcro del problema, e quelli che vedono gli inceneritori come il fumo negli occhi (scusate la battuta) e pensano che siano una soluzione che porterà a problemi più gravi. Ecco, secondo me questo dovrebbero spiegare i grandi giornali e le grandi televisioni, come prima cosa. E invece uno queste cose le deve raccattare qua e là, a fatica. Ad esempio sui giornali degli ultimi giorni mi sarebbe piaciuto trovare, con approfondimenti, pareri e potenziali smentite, discussioni sugli interrogativi che solleva questa tabella sui danni degli incenitori pubblicata proprio da Beppe Grillo. Oppure altri racconti su come si è arrivati allo stato attuale, come in questo articolo di Guido Viale pubblicato sul Manifesto. Mi sarebbe piaciuto anche leggere approfondimenti di stampo diametralmente opposto, come quelli trovati nei link di questo post nel quale si mettono in dubbio le teorie che stanno alla base della lotta di chi si oppone agli inceneritori, e di alcune campagne lanciate in passato da Grillo.
Poi in quel post c’è anche il link ad una lunghissima discussione sui Meetup che appoggiano il comico. In questo thread si parla in particolare proprio delle ricerche sulle nanoparticelle, e dei dubbi di alcuni sull’iniziativa che ha portato molte persone a sborsare soldi per finanziare il lavoro di due scienziati indicati sul blog.
Anche ad una veloce lettura del forum, emergono due cose.
La prima è che Beppe Grillo e il suo staff non sembrano avere proprio come priorità quella di rispondere ai lettori e ai sostenitori, e a quanto si racconta lasciano cadere nel vuoto segnalazioni anche parecchio delicate, specie se fatte da gente che ha messo mano al portafoglio sulla fiducia. Questa non è una cosa buona, soprattutto per chi dice di credere alla rete e si dipinge come un megafono per la gente senza voce.
La seconda è che però dietro Beppe Grillo (in mezzo purtoppo ad un consistente numero di ultras dai toni poco costruttivi) c’è un sacco di gente che si appassiona, studia, approfondisce, si muove, si parla, si chiede, si interroga.
E questa è una cosa buona, e una cosa che fa bene al web.
AGGIORNAMENTO: ecco, intendevo questo.

  1. 9 commenti a “Racconti differenziati”

  2. Lollodj (10 gen 2008 alle 13:59)

    Complimepnti per l’opinione sensata che una volta tanto va oltre il “Grillo è un figo e non si tocca, vaffanculo!” e il “Grillo è un coglione, vaffanculo!”.
    Grillo, con modi anche discutibili e con argomenti anche criticabili, per lo meno agita le coscienze e alimenta la discussione, il dialogo e il dibattito su temi che, come sottolinei, spesso vengono ignorati o abilmente aggirati dai media cosiddetti “ufficiali”.

  3. Asended (10 gen 2008 alle 14:08)

    Ciao Akille,
    mi ha fatto davvero piacere vedere che anche fra i MeetUp c’e’ un dibattito aperto sulla validita’ delle indagini sulle nanoparticelle e in particolare sulle ricerche condotte dai due scienziati (parola un po’ inadatta per quei due) di Modena. Io a Modena ci ho fatto il dottorato e la mia coinquilina lavorava per quei due e so quanto marcio e quanta poca scienza ci sia dietro quelle ricerche. E’ roba che dovrebbe far aprire gli occhi a tanti!
    Sinceramente non credevo che queste cose sarebbero mai venute alla luce e quindi e’ con un certo piacere che ne leggo.

  4. c (10 gen 2008 alle 15:55)

    Aki ma hai letto le domande:
    “Gli chiedo ad esempio se non ritiene che i giornali e la Rete possano convivere, visto che la tivù non ha ucciso la radio.”
    Ma questo da dove viene che domanda è questa, cioè, è inutile e vecchia, non è il nocciolo della questione. Il problema è la qualità dell’informazione. Poi il NYT ha annunciato che fra qualche anno non andrà più in tipografia ma solo in rete significa che la domanda è ormai vecchia.
    seconda domanda
    “Se non crede che grazie alla loro buona salute economica molti giornali possano fare anche ottime inchieste, e gliene elenco alcune di questo e di altri giornali. Gli faccio l’esempio di Mastella, su cui diversi giornali hanno fatto inchieste ampiamente riprese dallo stesso Grillo nel suo blog.”
    Ma le facciano le loro inchieste e visto che godono di buona salute perchè devono prendere i soldi dei cittadini.
    “Gli chiedo dunque se non pensa che sia sbagliato mettere sullo stesso piano i quotidiani di partito inesistenti che prendono soldi direttamente dallo Stato e i giornali veri – magari perfino utili al dibattito sociale e al controllo sulla politica – che hanno solo detrazioni postali e contributi per la carta.”
    MONDADORI, RCS, GRUPPO L’ESPRESSO, LA STAMPA sono grandi gruppi editoriali perchè devono prendere i soldi dei cittadini. Mi dite un motivo per favore?
    … bastano le prime 3 domande per far capire quanto fosse “poco interessante” l’intervista.
    Per le prossime volte suggerisco a Grillo di far finta di rispondere e di dividere il suo intervento fra le varie domande.
    Sicuramente Grillo evita il confronto ma non sbaglia completamente. Grillo fa paura e ci sono tanti anzi tantissimi che lo vogliono delegittimare. Come hai sottolineato bene in questo tuo post l’informazione italiana non analizza le osservazioni di grillo sugli inceneritori, dicono solo che non inquinano senza argomentare con la stessa precisione di Grillo le tesi a favore degli inceneritori.

    Il linguaggio di Grillo e dei Grillini è forse violento ma quanto siete incazzati per questi ultimi governi? Quanta merda addosso c’hanno buttato i nostri amministratori.
    Se certi soggetti politici non capiscono che devono lasciare le poltrone non sarà Grillo il problema ma coloro che invece di urlare le loro proposte alternative, lanceranno sassi, molotov e poi bombe (pianura docet)

    Bye

  5. Achille (10 gen 2008 alle 16:10)

    Forse una cosa che sarebbe utile ricordare è che Giglioli è uno che per l’Espresso scrive di internet, tecnologia, comunicazione. Probabilmente è fuorviante uno scontro tra Grillo e giornalisti con Giglioli a rappresentare i giornalisti, ed è fuoriluogo che tutti gli scrivano “perchè non intervista Mastella o Berlusconi” perchè Giglioli non ha come compito quello di intervistare Mastella o Berlusconi a meno che non si parli di blog o di informatica.
    Che poi le domande fossero un po’ “romantiche” e fossero tutte incentrate sul tentativo di far sembrare l’attacco di Grillo ai finanziamenti pubblici come una cosa esagerata penso sia un’opinione un po’ di tutti o quasi.

  6. Ale (10 gen 2008 alle 18:07)

    Ehm, il mio tracback ti intasa leggermente i commenti. Imbarazzante.

  7. Asended (10 gen 2008 alle 18:28)

    p.s. Gilioli, non Giglioli… altrimenti fai come Fede… :-)

  8. Achille (10 gen 2008 alle 18:32)

    Cavolo, è vero. Tra l’altro mi sto documentando un po’ meglio e mi pare che anche definirlo uno che scrive di tecnologia e rete sia riduttivo. Chiedo scusa.

  9. robba (11 gen 2008 alle 13:44)

    Non solo non si pronunciano sulla soluzione ma alzano un enorme poleverone anche sulle cause. La questione ambientale (inceneritore sì o no, discarica sì o no) infatti è gravissima ma è solo la punta dell’iceberg. La questione alla base è economica e di ordine pubblico e attiene al nuovo e remunerativo business dei rifiuti che avrebbe potuto creare un indotto e invece in questi anni ha fatto la fortuna soltanto di amministratori politici e imprenditori (locali e non, mafiosi e non). Tra parentesi: la punta dell’iceberg è emersa a Napoli dopo decenni di immondizia per le strade ma la base è enorme e si estende in tutta Italia. Per dire: delle 12 procedure di infrazione dell’Ue a carico dell’Italia in corso e aventi per oggetti i rifiuti nessuna riguarda Napoli e la Campania (ogni procedura significa miliardi di euro di multa più risarcimento danni che pagheremo di tasca nostra con le nostre tasse).

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  2. gen 10, 2008: Akille.net - Racconti differenziati « La paginetta di Ale

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