Sia messo agli atti che da un po’ di tempo la mia idea su Sanremo è questa: direzione artistica e conduzione a Paolo Limiti, priorità ad artisti degli anni ’50, ’60 e ’70, tanta nostalgia, filmati, omaggi, belle e commoventi storie. Partnership con programmi di liscio delle emittenti televisive del nord e festival di neomelodici napoletani. Niente “giovani proposte”, ma spazio a pochi talenti dalle voci potenti che si esibiranno eseguendo grandi classici insieme a famose orchestre di balera. Durata drasticamente ridotta. Dopofestival affidato a Bruno Vespa, che rievoca le canzoni dei bei tempi con parlamentari di tutti gli schieramenti e ripercorre la storia politica del paese con soubrette e modelle, lanciando servizi e discussioni con esperti su questa musica rumorosa e senza contenuti che ascoltano i giovani, che mentre la sentono a volumi fastidiosi ne approfittano per consumare droga, fare sesso estremo, scattarsi foto da pubblicare sui blog.
Finale non di sabato sera, ma di domenica pomeriggio.
Insomma, un po’ di senso della realtà.
è questione di Limiti
28 febbraio 2008
9 Comments

miic
però poi Vespa non si fa vedere per tutto il resto dell’anno
Disorder
Se non si fa vedere per tutto il resto dell’anno per me Vespa può anche fare ( oltre al Dopo- ) il direttore artistico e presentatore unico del festivàl.
benty
magari con un plastico del palco, per ripercorrere il luogo del misfatto
Rosario
Parlando di Forlani, del pentapartito, del baratto, dei sacrifici umani.
Lollodj
Beh, qualcosa del genere c’era già, Una Rotonda Sul Mare se non sbaglio…
PS: L’idea del plastico del palco è geniale!
Bisax
Non lo guarderei lo stesso, ma sarebbe certamente più coerente.
simona
E le vallette? che festival sarebbe senza vallette (ovvero di che parlerebbero “Oggi” e “Chi” il giorno dopo)?
ciao Akilles!
davide-k
L’idea del plastico del palco è geniale!
akiro
raccapricciante