Forse alcuni di voi potrebbero trovare sollievo nello scoprire che alcuni inconvenienti capitano anche a chi dovrebbe essere più, come si può dire, sgamato?
… un giornale musicale piuttosto blasonato (Rumore) ha recensito, senza accorgersene, la versione fake di un disco diffusa su internet al posto di quella vera. Il disco in questione è Narrow Stairs dei Death Cab for Cutie, eletto Disco del mese dal mensile in una recensione firmata da Sara Poma (ma probabilmente, c’è da dire, di questi tempi una cosa simile poteva capitare quasi a chiunque) che con tutta evidenza parla del disco sbagliato, citando arrangiamenti elettronici, inserti di pianoforte, o sperimentazioni rumoristiche di cui nei brani originali non c’è nemmeno l’ombra (e nei fake sì)…

Zoost
ma questo significa che neanche i giornalisti musicali ricevono più i cd gratis da recensire?
mi cade un mito!
o è la corsa al “brucio tutti sul tempo, lo scarico e lo recensisco prima che esce”?
comunque sarà più divertente quando capiterà con un film, considerato il “contenuto abituale” dei fake dei film scaricati…
Achille
Mi sembra di aver capito che l’ipotesi giusta sia la prima: le case discografiche, anche per paura che i cd vengano messi in P2P prima del tempo, non mandano i cd ma invitano i giornalisti nei loro uffici a sentire gli album (attendo conferma da qualche lettore “introdotto”).
Questo è anche il motivo per cui non succederà (almeno non a breve) con i critici cinematografici. Alla fine all’anteprima per la stampa ti ci invitano, e si è sempre fatto così.
Smeerch
Ecco. Un motivo in più per scatenarsi contro la corsa al “brucio tutti sul tempo, lo scarico e lo recensisco prima che esce”.
Io sto scoprendo ancora adesso i primi due volumi di Jazzmatazz… per dire, eh…
fakers
e pensare che ci sono santoni giornalisti che gettano fango sulla rete e sulle webzine accusandole di scarsa professionalità…oramai le riviste sono inutil, soldi sprecati.