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Perchè la sinistra ha perso

13 giugno 2008 / 16 Comments

Ieri diverse persone (gente di scolarizzazione decisamente alta e abbastanza interessata alla politica) mi hanno detto di aver iniziato a leggere il lungo articolo Le ragioni di una sconfitta, di Fausto Bertinotti, e di non essere riusciti ad arrivare fino alla fine.
Ecco, io non lo so perchè la sinistra ha perso, ma questo mi sembra già un motivo credibile.

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Posted in Diario degli errori
  1. 13 giugno 2008

    Camillo Miller

    E’ un’operazione meta giornalistica e alla fine BErtinotti è riuscito ell’intento dichiarato nel titolo, ovvero spiegare le ragioni della sconfitta ;-)

    Reply  
  2. 13 giugno 2008

    mattiaq

    Io ribalterei la questione. Conoscete qualcuno che abbia finito (e capito) l’articolo? No, perché se lo conoscete io mi preoccuperei per lui.

    Reply  
  3. 13 giugno 2008

    davide-k

    comunque è scritto seguendo le più rigide regole della “scrittura per il web”. Conciso, breve, con molti paragrafi e un qualche grassetto. leggibilissimo!

    Reply  
  4. 13 giugno 2008

    Fabrizietto

    Non potevamo vincere la guerra con questi soldati.

    Reply  
  5. 13 giugno 2008

    Alberto

    Però, scusate, ma all’inizio del pezzo si dice che l’articolo sarà pubblicato sulla rivista che Bertinotti dirige. Ergo, non era pensato e scritto per il web (e nemmeno per Repubblica). E poi, se è vero, come è vero, che la sconfitta della sinistra tutta (radicale e non – e io, per inciso, ho votato Pd, dopo una vita di falci e martelli) è epocale, terribile, ecc. ecc., allora, almeno il tempo di leggerci questo articolo dovremmo trovarlo. Poi si potrà anche essere in disaccordo.
    Morale: io mi sarei preoccupato del contrario. Se Bertinotti avesse tentato di spiegare quello che è successo in due battute. Chiusa: alla fine dell’articolo Bertinotti cita Napoleoni e una sua celebre espressione (cercate ancora). Cosa che fa da anni, in verità. Ma forse è una cosa che bisognerebbe fare per davvero, una buona volta. E scusate il pippardone…

    Reply  
  6. 13 giugno 2008

    andrea poulain

    perchè lo dice su repubblica e non lo dice fuori da ua fabbrica?
    si ricorda come sono fatte falce e martello?
    e cmq ho letto su zoro che uno l’ha letto tutto ma alla fine dici che i problemi sta a noi cittadini risolverli..
    ovvio che poi non ti vota nessuno..

    Reply  
  7. 13 giugno 2008

    wizzo

    No Akille no. Sai cosa m’è venuto in mente leggendo post e commenti? quella cosa che cantava Giovanni Lindo Ferretti tanti anni fa: produci-consuma-crepa e, aggiungerei, fallo di corsa

    Reply  
  8. 13 giugno 2008

    gino

    io ho letto solo tre righe ma mi sa che dietro questo articolo c’è tanto massimo fagioli…che palle

    Reply  
  9. 13 giugno 2008

    akiro

    io non l’ho ancora letto, cmq la risposta è semplice dato che ha vinto ancora Berlusconi… è riuscito con le sue tv ad indottrinare l’elettorato che ora è convinto che lui è perseguitato.
    Le avesse avute Riina le tv ora sarebbe fuori.

    Reply  
  10. 14 giugno 2008

    Alberto

    Andrea, prima di affidarti a uno che l’ha letto e commentato su Zoro, fossi in te lo leggerei, e poi, solo dopo, ne trarrei le mie conclusioni. Così è davvero facile: la colpa è sempre del politico di turno che non capisce, che non fa le cose che dovrebbe fare, che non capisce più il popolo, ecc. ecc. E noi, noi cittadini, di sinistra, comunisti, e via cantando che facciamo? Nemmeno la briga di leggerci un testo forse un po’ lungo. E poi, nel merito del tuo post: non ti pare che leggere quell’intervento davanti a una fabbrica non basti, sia un po’ riduttivo? Perchè non leggerlo, allora, davanti a una scuola, in una università, davanti a un ospedale, davanti ai contadini calabresi, nella sala d’attesa di una stazione, in un porto qualsiasi?
    Insomma, se non è con l’intervento di Bertinotti che si vincono le elezioni, forse nemmeno la brillante ironia di Akille che ci sta facendo adesso discutere può essere d’aiuto. O no?

    Reply  
  11. 14 giugno 2008

    masaccio

    A me l’articolo, nel merito, non convince, come ha scritto Valentino Parlato sul Manifesto. Ma qualsiasi italiano che una licenza di terza media saprebbe arrivare in fondo. Chi non lo fa, non ha voglia. E allora chi lo obbliga?
    Ci vediamo davanti alle fabbriche, militanti severi…

    Reply  
  12. 14 giugno 2008

    Achille

    Una battuta è una battuta è una battuta.

    E però, permettetemi un paio di precisazioni, non da milintante o chissà che (che vogliate crederci o no, io non milito) ma da osservatore.

    1) è vero, il testo di Bertinotti è pensato per una rivista di approfondimento e non per un grande giornale, e questo potrebbe essere una scusante. Ma osservo Bertinotti (e non solo) da un bel po’, e la mia impressione è che in qualunque contesto (interviste, programmi tv, radio) usi comunque un linguaggio e un argomentare che hanno poca presa sulle masse che, fino a prova contraria, dovrebbero votarlo. Curiosamente questa impressione coincide con un risultato elettorale molto scarso, ma magari è un caso.

    2)è vero: volendo uno l’articolo lo legge fino in fondo, anche senza essere laureato. Il punto è che in molti non arrivano fino alla fine dell’articolo non perchè sia incomprensibile, ma perchè risulta prolisso e poco interessante. Ora voi potrete anche dirmi che non è dovere di un politico essere sintetico e accattivante e che un suo diritto rivolgersi solo a persone talmente motivate da volerlo stare a sentire comunque, dedicandogli una parte del suo tempo perchè è leader politico. Può anche darsi.

    Reply  
  13. 14 giugno 2008

    nicogio

    Caro Akille, grazie per aver segnalato l’articolo. Io son laureato e mi son (per ora) fermato a pagina sette, ma solo per mancanza di tempo. Non l’ho trovato scritto male, forse un pò prolisso e di sicuro non pensato per il web (17 pagine!! E chi le legge 17 pagine sul web?). Non essendo arrivato alla fine non posso tirare alcuna conclusione, tranne che (e la cosa mi ha fatto tristemente ridere) Bertinotti è un comico involontario: l’a privativa citata nel testo mi ricorda tanto “il nostro è un partito a-politico, a-partitico a-nfame” della tv delle ragazze di tanti anni fa. Ad maiora!

    Reply  
  14. 18 giugno 2008

    Proletari's

    Giusto per segnalare che oggi Augias ha pubblicato – nel consueto spazio di Repubblica – un commento di una lettrice che non è stata in grado di completare la lettura della riflessione di Bertinotti. Per arrivare a conclusioni molto simili a quelle di post e commento.

    Reply  
  15. 18 giugno 2008

    andrea poulain

    mi pareva chiaro che fosse una battuta provocante o no?
    cmq può leggerlo dove preferisci, dico solo che è difficile riconquistare l’elettore dai salotti e poi accusare il popolo di scelte sbagliate..
    quando erano al potere non hanno saputo o potuto fare nulla sul conflitto di interessi?
    magari con una informazione corretta bertinotti avrebbe preso molto più voti, ma magari non con articoli di 17 pagine ma con frasi più ad effetto..
    insomma è inutile negare che la maggior parte degli italiani è ignorante nel senco che ignora troppo della storia d’italia.
    quindi aggiornati e agisci di conseguenza.
    poi quando governi cerchi di spiegare il tutto..

    Reply  

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