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E così da qualche settimana è tornato il Deejay Time, programma culto della radiofonia anni 80-90, che ha avuto diverse vite (nella notte dei tempi era un semplice spazio pomeridiano in cui si passavano pop e new wave, finchè Jovanotti e Albertino non lo trasformarono in una trasmissione hip hop e house, alla fine è diventato un talk show, in mezzo è stato probabilmente il format radiofonico più rappresentativo della scena dance, che all’epoca era davvero un fenomeno di massa).
Com’è questo Deejay Time redivivo? Beh, il riferimento è il programma dance degli anni 90, ma tiene conto del tempo che è passato. Strizza l’occhio ai nostalgici con qualche pezzo vecchio, ma soprattutto con tanti brani nuovi che comunque sono remix di successi usciti 10 o 20 anni fa.
Per il resto si barcamena tra musica dance “di tendenza” e “commerciale”, in una scena molto più frammentata di quella di qualche anno fa, dove a tenere questo equilibrio si fa un po’ di fatica.
I “ragazzi” si divertono sempre molto con la tecnologia (effettistica sulla voce, jingle, pezzi modificati in diretta) ma nel frattempo la tecnologia ha fatto tanta strada ed è alla portata di tutti.
E così tutti i giochini del Deejay Time sono divertenti ma sembrano meno “magici” di quanto non sembrassero agli adolescenti di qualche anno fa, che strumenti in grado di modificare una voce o tagliare e incollare suoni se li sognavano, e non li scaricavano certo da emule.
Per non parlare del fatto che tutti gli amici della cassettina (quelli che registravano i programmi su audiocassetta) non hanno più molto senso in una radio in cui i podcast sono a portata di clic.
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E però ascoltando Albertino nel Deejay Time (ma anche Marco Baldini nel suo nuovo programma in solitaria nella mattina di Radio2) non posso fare a meno di pensare di quanto ormai sia vintage una trasmissione con un uomo solo che “parla alla radio”. In un panorama radiofoniche che ormai ha adottato alla grande la formula dei conduttori in coppia (una cosa che fino a qualche anno fa faceva tanto “radiorai”), il dj che conduce da solo sembra quasi un cavaliere d’altri tempi, che insegue improbabili mulini a vento. E che potrà mai raccontarci uno da solo, senza una spalla o un partner? Finirà mica per parlare dei dischi che mette? Non scherziamo.
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Comunque, ormai i palinsesti estivi sono partiti e i programmi di maggior successo sono in vacanza da un bel po’. Un cambio basato più che altro sul modello televisivo e sulle esigenze delle aziende (soprattutto intorno alla radio pubblica, c’è tutto un mondo che si basa sulle sostituzioni durante il trimestre estivo) che su una reale aderenza alla società odierna, dove ormai 3 mesi di ferie non le fa più nessuno.
Anzi, a pensarci bene, tra spostamenti in macchina, jogging, spiaggia, gite, laghi, e tv agostane deprimenti, uno la radio rischia di ascoltarla di più in estate che in inverno (e del resto non mi pare che Audiradio segnali clamorosi cali degli ascoltatori nel periodo giugno-agosto).
Facciamo così: se vi sembra che tra rincalzi e sostituzioni, in questo periodo sia spuntato qualche programmino o qualche voce intessante nelle radio italiane, segnalatelo nei commenti.

Tony Siino
Secondo me anche il format di Radio random di Deejay, che c’era già l’anno scorso, merita. Rompe la logica rigida delle playlist, no?
Smeerch
Akille: the radio-analyst.
Come nuovo soprannome dici che potrebbe calzarti?
SuperBimba
diciamo che le fasi di palinsesti loffi delle tv si basano principalmente sui periodi di garanzia (http://it.wikipedia.org/wiki/Periodo_di_garanzia_televisivo) o no. la differenza è sostanziale, se non ci sono investimenti pubblicitari. audiradio sostanzialmente lascia fuori dalle rilevazioni il solo agosto. le esigenze aziendali sono sicuramente diverse da radio a radio, ma molte sostanzialmente inventano il “palinsesto estivo” per risparmiare sui contratti e sui conduttori. per quanto riguarda il sistema dei contratti, della scelta degli estivi e delle conferme dei conduttori “veri” potrei dirne a decinaia e decinaia.
Achille
Tony: in effetti RadioRandom sembra un buon esempio di user generated radio
Smeerch: visto che la parola analyst è perennemente bloccata dal mio antispam, facciamo radio columnist.
SuperB: mi piaci perchè ne sai a pacchi, ma lo lasci solo intravedere
SuperBimba
sono quelle cose che ti insegnano da bambina, sai;)
Achille
Nel frattempo mi autocommento per dire che il pomeriggio di RadioCapital in diretta da Italia Wave sembra succoso.
Un po’ scomodo per chi lavora ecco, ma non si può avere tutto dalla vita.
AleRoots
Nei lontani anni ’90, prima che DeeJay prendesse la via (vincente) della conduzione in coppia, i momenti di radio più divertenti erano i passaggi di consegne tra un programma e l’altro, quando i conduttori per un intervento interagivano.
Che dire, hanno visto lungo…
Max Grosso
Premesso che :
- A me il Deejay Time piace anche con questa formula.
- Albertino è un fenomeno da radio come ce ne sono pochi in circolazione, perlomeno quando si tratta di parlare di dance.
- Non lo criticherei neanche sotto tortura tanta è l’ammirazione e il rispetto che ho nei suoi confronti.
Vorrei fare le mie considerazioni, alcune in linea con quelle espresse dall’autore di questo blog.
1 – La dance dei 90’s era più easy e sicuramente più fruibile anche per i non appassionati del sound da discoteca. Il Deejay Time di oggi punta su un sound che talvolta per l’ascoltatore “medio” alla lunga può diventare un po’ pesantuccio.
2 – Mixaggi, jingles e effetti vari sulla voce oggi non hanno più l’effetto “stupore” che si aveva una volta ascoltandoli. Questo fa perdere al programma quell’eccezionalità tecnologica che aveva 15 anni fa. Che era una delle caratteristiche che lo rendeva unico in Italia.
3 – Con l’offerta illimitata di musica e intrattenimento che offre la Rete riuscire ad emergere in radio solo grazie alla selezione musicale diventa sempre più difficile, anche per un genio come Albertino, che pure si distingue per la sua sterminata cultura nel mondo dance.
In conclusione : nel 2008 molte delle caratteristiche che rendevano impareggiabile il Deejay Time degli anni 90 non sono più ripetibili. E questo porta molti che un tempo avevano una sola preferenza per il programma radio del pomeriggio a non seguirlo più. Credo abbia perso un po’ di ascoltatori … infatti momentaneamente (o definitivamente ???) non è più in onda …