Il codice Verga
Sarò infantile, ma a me la discussione su cosa siano i lupini dei Malavoglia diverte sempre. Ricapitolando, io ho pensato per anni che fossero semini, finchè qualcuno non mi ha detto “ma sei scemo, sono tipo delle vongole”. Da lì sono derivati un paio di post, parecchio commentati.
Ovviamente altri in rete ne dibattevano già e hanno continuato a farlo, e ieri il tema è tornato in una trasmissione di Radio Rai.
Alla fine sembra che non ci sia modo di venirne a capo, o meglio che nel romanzo non sia spiegato, e che nessuno abbia un’argomentazione realmente definitiva, per cui ognuno continua a pensare di aver ragione (che cosa strana).
Io, dopo parecchi giri, ormai propendo per i semini, e tanti saluti. Poco fa, a mio vantaggio, ho trovato questa commentatrice del blog di Condor, che ha riportato una nota del SuperBur dei Malavoglia.
Capitolo I, pagina 121, nota n. 34:” Lupini: si tratta del lupinus albus, pianta erbacea delle leguminose. I suoi semi, piatti, tondeggianti, di colore giallastro, vengono messi in acqua e sale e poi venduti come commestibili; se ne estrae anche una fecola venduta in farmacia.”
Questa mi sembra la cosa più vicina ad una chiusura della discussione, insieme alla teoria di Malingut, secondo la quale i lupini dei Malavoglia sono come la valigetta di Pulp Fiction.
Nel frattempo, secondo il volantino del supermercato vicino a casa mia, i lupini intesi come tiponaspeciedivongole sono in offerta a 2,90. Quasi quasi.

12 commenti a “Il codice Verga”
andrea poulain (19 set 2008 alle 13:41)
Facci una mangiata sopra che a 2.90 sono ancora abbordabili per i nostri portafogli..
giò (19 set 2008 alle 14:20)
Ma perciò so’ fusaie!! e daje che c’ho avuto sempre ragione pure io!!
ennio (19 set 2008 alle 15:05)
… come ricorda Luca, Verga descrisse lo stato dei lupini come “avariati” e “fradici”;
avariati è utilizzabile per entrambe le scuole di pensiero, ma fradici no;
se riferito a lupini/vongole, dovrebbe intendersi come rafforzativo di avariato;
nel caso di lupini/leguminose assume il significato di molto pregni di umidità/acqua sino a diventare mollicci; questa interpretazione si sposa con i lupini/leguminose conservati in acqua e sale che avariandosi si gonfiano d’acqua;
i molluschi avariati perdono il liquido;
Achille (19 set 2008 alle 15:36)
Sempre da Sofri, segnalo questa, che è utile.
http://www.wittgenstein.it/2008/09/19/sommersi-dai-lupini/
Maxime (19 set 2008 alle 16:49)
I lupini, da me, son quelle robe gialle salate. Sintomatiche, insieme alle “nocelle” (arachidi tostate vendute con la buccia dentro tipiche bustine di carta rossa), delle peggiori feste di rione.
Silvestro (19 set 2008 alle 17:03)
Anche per me, come dice Maxime, i lupini sono “quelle robe giallastre”, venduti nelle peggiori feste di rione, insieme alle “nocelle”.
laPitta (19 set 2008 alle 18:08)
speriamo finalmente sia stata messa la parola fine a questa assurda diatriba :-)
incredibile però vedere come l’ignoranza si tramandi attraverso la scuola: ai miei tempi (!) gli insegnanti non avevano dubbi nell’affermare che si trattasse di legumi: quando e grazie a chi sono diventati molluschi?
massenti (19 set 2008 alle 20:02)
Dalle mie parti si chiamano lupini anche le vesciche ai piedi… credo derivi dalla somiglianza con i lupini seme.
Smeerch (20 set 2008 alle 11:03)
Vongole a 2.90 Euro il kilogrammo sono foriere di mal di panza. Lassa perde.
elisa (20 set 2008 alle 18:44)
Ma sono quelli che si trovano nei banchetti alle fiere paesane vicino ai brigidini (roba toscana)e al croccante..son buonissimi….!
asha (22 set 2008 alle 10:58)
io, citando ascanio celestini, bypasso il problema e me ne faccio un altro: ma i lupini-fusaie si mangiano con la buccia o senza? :)
zatteraa (29 ott 2009 alle 21:52)
ciao a tutti, sono alessandro da roma e vendo pesce da una vita, si chiamano lupini, le vongole normali (non veraci), il loro nome scentifico è (Venus gallina) comunemente chiamato lupino molto probabilmente per lasua forma tondeggiante. e comunque a roma i lupini/leguminose, si chiamano fusaje, e sono buonissime. P.s. in realtà i lupini bivalvi (vongole), sono se pur molto piccole, più saporite e gustose delle vongole veraci, datosi che quest’ultime sono per la gran parte coltivate e l’origine della loro specie è tailandese, a differenza del lupino, che è autoctono e pescato. pertano vi consiglio vivamente di impiegarlo per piatti di pasta, mentre la verace si può gratinare o cucinare in soutè.