Rock this place. Again

Poco più di 20 anni fa, il nome Bomb the bass fece irruzione nella scena dance europea, allora in pieno fermento. Pezzi come Beat Dis hanno avuto un’influenza incredibile sulle produzioni house successive, paragonabile a quella di dischi come Pump up the volume dei Marrs. Insomma, se amate la musica fatta dai dj, con campionamenti, sonorità acide e ritmiche ossessive, dovete qualcosa a Tim Simenon, anche se magari non lo sapete.

Prima e dopo quell’hit memorabile, il nostro fece altri pezzi dal discreto successo, come Don’t make me wait (che metto in video qua sotto, perchè è una delle mie canzoni preferite di quando avevo 14 anni e lo sapete che sono un nostalgico) e mise le mani su alcuni pezzi notevoli, come Buffalo Stance di Neneh Cherry (che durante il pezzo gli si rivolgeva appunto con la frase “Bomb the bass…rock this place”) e Crazy di Seal. Negli anni 90 si è fatto sentire ogni tanto con qualcosa di interessante, ma con minor influenza sulla “scena” (però Bug power dust è andata molto).

Ora è tornato, con un disco che sembra più pacato e di sicuro meno innovativo, ma che promette bene.
Se vi interessa qui c’è il singolo da scaricare.
Sul sito di Mtv c’è tutto il disco da ascoltare (anche se mi sembra vada solo con determinati browser e lettori).
Altrimenti sul sito dell’album ci sono 5 tracce da sentire.

Nei prossimi giorni lo ascolterò con più attenzione, ma sono comunque molto curioso di leggere le recensioni e di sentire le reazioni degli appassionati, anche di quelli che passano da qui.
Sono passati 20 anni, noi siamo cambiati, sembra cambiato anche lui. Vediamo se allo stesso modo.

5 Responses to Rock this place. Again
  1. e. Rispondi

    “Beat dis” fu il mio primo sette pollici :-)
    Nel nuovo album segnalo anche le collaborazioni con Fujiya e Miyaji, Jon Spencer e Mark Lanegan.
    ciao, e.

  2. Achille Rispondi

    Niente 7 pollici per me, lo ammetto. Avevo l’album, che ho perso. @*##ç

  3. tommy Rispondi

    Ricordo, e vediamo se trovo un altro così nerd qua in giro, il brano Megablast, come lo ascoltai introdotto in un videogioco sull’Amiga, di nome Xenon II Megablast, appunto. E che fu uno dei primi tentativi di inserimento di campioni e brani musicali su computer che fino all’epoca usavano soprattutto i propri generatori di suono per creare musica.

    Il nuovo album è molto interessante, cosa che ovviamente era da aspettarsi da Tim Simenon.

  4. Smeerch Rispondi

    Ecco. Questo è il tipico post a cui non può mancare un mio commento allucinato. Sarò io troppo giovane, ma di “Beat Dis” non ho memoria. E’ un pezzo che ho scoperto troppo tardi attraverso una superficiale ricerca nelle compilation postume che celebravano la cosiddetta acid-house. Achille, sei sicuro che paragonarlo a “Pump Up The Volume” non sia un po’ troppo? Comunque grazie mille per aver ripreso a postare di musica in maniera massiccia. :)

  5. Dario Rispondi

    Beat Dis, Doctoring The House, S-Express insieme a Jack Your Body, Love Can’t Turn Around e, ovviamente, Pump Up The Volume sono i caposaldi assoluti della pop house: dal biennio 1987-88 la musica non fu più la stessa

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