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Nel fiore degli anni

Al di là di ogni valutazione politica e dei possibili retroscena, qui c’è un uomo che ha avuto una vita professionale piena di gratificazioni, ruoli di prestigio e grande visibilità, che a 60 anni (quasi 61) dice che vuole fare un passo indietro e rinunciare alla sua carica, per dedicarsi di più alla sua vita privata.
E tutto intorno uno stupore particolarmente significativo di questa nostra Italia.

  1. 9 commenti a “Nel fiore degli anni”

  2. Disorder (10 ott 2008 alle 1:37)

    Ma soprattutto, dove sono le eroine che dovrebbero dare dei figli anche ai Rutelli e ai D’Alema? :)

  3. Disorder (10 ott 2008 alle 1:37)

    (sì, non sparirebbero neanche così probabilmente…)

  4. davide-k (10 ott 2008 alle 8:31)

    Cito Striscia la notizia:

    Cofferati si ritira per motivi familiari: si, se si ricandidava, non lo votava nemmeno la moglie.

  5. Dario (10 ott 2008 alle 9:30)

    Non si candida sindaco perchè aspira a fare il sergretario del PD. Il che non è un male

  6. paoladl (10 ott 2008 alle 9:58)

    infatti achi, come dice dario, a me mi ricorda tanto la storia di quell’uomo che voleva andare in Africa…

  7. el pì (10 ott 2008 alle 10:29)

    Quoto Dario e Paoladl alla grande. Per certi versi la mia è anche una speranza. Il Cofferati potrebbe essere uno dei prossimi candidati premier più ostici da battere per la destra.

  8. davide-k (10 ott 2008 alle 11:45)

    Come non ricordare le sue grandi opere da uomo di sinistra, la difesa dell’articolo 18 e la cacciata di zingari e lavavetri. Che uomo!

  9. el pì (10 ott 2008 alle 13:28)

    Senza entrare nel merito della questione dell’articolo 18, in quell’occasione, da rappresentate del più grande sindacato italiano, cofferati ha dato dimostrazione di una grande capacità di mobilitazione e coinvolgimento. Si può discutere su quanto servano i cortei nel 2008, ma diciamo che in quell’occasione ha dimostrato una forza carismatica rara ai politici del pd.
    Per quel che riguarda zingari e lavavetri è bene non fare demagogia. A piani di integrazione, bisogna per forza di cose affiancare piani di repressione. Porto l’esempio di Torino, che conosco meglio. Torino ha risolto molti problemi riguardanti la sicurezza in questi ultimi 10 anni. Da una parte creando una rete di assistenza e di integrazione verso gli abitanti dei quartieri immigrati, come ad esempio porta palazzo e san salvario, dall’altra a suon di retate, di fermi ed arresti a discapito di chi non entrando nel mondo del lavoro, spesso perchè minorenne, spacciava e delinqueva nei parchi della città. Tenendo a mio parere sempre ben presente i diritti dell’arrestato, soprattutto se minorenne, e cercandolo di inserire in programmi di recupero, senza ne carcere facile, ne facili espulsioni.
    Scusate la lunghezza.

  10. ALASKA (20 ott 2008 alle 15:14)

    credo che Cofferati abbia avuto le mani legate e pressioni notevoli, quando prese le decisioni da sceriffo che ben conosciamo. quando si entra nell’arena politica odierna, fatta di concertazioni e mediazioni che poco salvano le ideologie più nobili, si deve prestare il fianco alle alleanze che hanno permesso la tua elezione! ad ogni buon modo, abdicare in virtù di questioni personali è un gesto coraggioso e moooolto umano, quand’anche dipenda da fallimenti e paure…sebbene supponga anche io ci sia un disegno preciso dietro. Non mi dispiacerebbe averlo come Segretario del pd…è dai tempi di berlinguer che non si trova un leader con gli attributi..già mi vedo in piazza, striscioni cori e ardire di CAMBIARE qualcosa!

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