Per Grazia. Ricevuta?
Scusate il titolo, ma se non lo uso questa volta chissà quando mi ricapita. Comunque da oggi, e per i prossimi 7 giorni, ho un account come autore sul blog di Grazia. Ovviamente è una cosa normalissima, che hanno fatto già in decine di blogger maschi, ma a me che vengo dal paese fa una certa impressione, un po’ come quando la Laurito urlava un uomoooo in un vecchio Domenica In, o l’altra sera, quando sono entrato in un negozio in cui c’erano solo donne e c’erano esposti solo libri scritti da donne e dischi di gruppi femminili, e sono uscito di corsa controllando platealmente il cellulare.
Comunque la prima missiva l’ho scritta. Nei prossimi giorni ne dovrebbero arrivare altre, a seconda di reazione ispirazione. Vi farò sapere.
Si chiama Cominciamo male.

9 commenti a “Per Grazia. Ricevuta?”
luca (11 nov 2008 alle 14:26)
allora buona fortuna, Akille…
Disorder (11 nov 2008 alle 22:13)
Dopo aver letto il post, come titolo sarebbe andato bene anche “Alta Achillità” – in senso hornbiano :)
luko (12 nov 2008 alle 0:18)
Caro Akille, quello che scrivi mi suona troppo familiare. Ho molte amiche donne e la maggioranza ti stenderebbe al tappeto con un solo schiaffo. E, sinceramente, potrei essere d’accordo con loro. Sono veramente allucinato quando ai miei amici vengono le crisi se una donna gli dice di costruire qualcosa. Non sono sposato, nè credo nel matrimonio in quanto tale, nè desidero figli, ma la mia scelta non deriva dalla “crisi”, ma dal fatto che non mi calo in quei ruoli perchè non mi interessa. E lo dico anche, chiaramente e subito. Non so conosco te, ma i miei conoscenti che parlano di “crisi”, di “è troppo presto” dopo anni di relazione, di “mi piaci ma non ti amo” dopo aver letteralmente perseguitato una donna, sono patetici. Perchè sono scuse. Basta essere chiari subito. Le donne spesso si aggrappano (e noi le facciamo aggrappare senza dire nulla, che codardi)a idee di noi che non esistono e noi le assecondiamo, per mesi, per anni, fino al momento cruciale. Lo trovo molto ingiusto, insensibile, infantile addirittura. Al di la degli stereotipi mi sembra che noi maschietti abbiamo smesso di credere in qualcosa di reale, di vero: non parlo di famiglia, figli, parlo del desiderio di avere accanto qualcuno da amare realmente, da coccolare e stringere forte, qualcuno con cui incazzarsi e urlare anche. Qualcuno in cui credere e per il quale possiamo fare il maledetto sforzo di essere sinceri e di non aver paura di essere mangiati. Se troverò quella persona e mi chiederà di sposarla o viverci insieme, potrò anche dirle di sì, perchè il mio desiderio di stare con lei e renderla felice andrà al di la degli stereotipi. E sono sicuro che non andrò in crisi.
luko (12 nov 2008 alle 0:19)
Comunque, buona fortuna per il blog!
Achille (12 nov 2008 alle 2:27)
Luko, il tuo è uno sfogo accorato, mi pare. Però io amo giocare con gli stereotipi, ma anche prenderli con le pinze. Se mi guardo intorno vedo che la maggior parte dei miei amici maschi sono sposati o fidanzati con la stessa donna da anni, con la quale magari convivono. E io dovrei stare proprio nel mezzo della generazione di trentenni che non vogliono impegnarsi.
Boh, forse dovrei cambiare amici :)
paolo (12 nov 2008 alle 4:08)
Dai aki, ora che sono tornato a fare i single incalliti siamo in due.
Achille (12 nov 2008 alle 9:22)
Single? Chi ha detto single?
loki (12 nov 2008 alle 10:09)
@Akille: Ecco lo dicevo io… sono sempre i migliori quelli che se ne vanno!
@Luko: puoi avere anche in parte ragione, ma da donna che con uomini che non si volgiono impegnare ha avuto a che fare varie volte (anche con quelli della più subdola specie che tu indicavi che sembra ti diano spazio per poi tirarsi indietro), posso dire che quella del post mi sembrava più che altro una provocazione. e poi chi lo dice programmaticamente è quello che si fa fregare prima (non me ne volere Akì)…
luko (12 nov 2008 alle 20:40)
Probabilmente ho detto il tutto con troppa enfasi, e comunque anche io amo gli stereotipi, ma non sui sentimenti…