In spiaggia, oppure on line
Seconda uscita del vostro sul blog di Grazia. Questa volta si chiama Se per voi fa differenza.
Ven, 14 Novembre 2008 | Scritto da Achille in Vita da blogger |
Seconda uscita del vostro sul blog di Grazia. Questa volta si chiama Se per voi fa differenza.
7 commenti a “In spiaggia, oppure on line”
loki (14 Nov 2008 alle 12:11)
Hai ragione, in linea di principio è proprio così. Anzi, paradossalmente, in rete (soprattutto sui blog o sulle chat specifiche) si possono intavolare discussioni profonde che dicono della persona molto più di quanto non faccia un incontro banale in un locale affollato. Eppure per me questa differenza sussiste: vedere una persona in carne ed ossa mi dà una sicurezza che la virtualità emotivamente non mi garantisce. Fermo che non darei mai il mio numero a una persona che non mi fosse stata presnetata (sono proprio un caso clinico), la mera virtualità mi blocca. Ho parlato anche per telefono per più di un anno con un uomo, tra l’altro di una città vicina, senza volerlo vedere mai. Ma so che questa non è che una suggestione culturale.
luca (14 Nov 2008 alle 14:14)
in effetti anche io trovo improprio demonizzare tutto ciò che nasce tramite internet…
Ulrike (14 Nov 2008 alle 14:15)
Sono d’accordo, non vedo la differenza. Anzi, da come uno scrive si può capire molto di più… Insomma, può bastare una frase detta ma anche scritta per capire che si dovrebbe scappare subito :))
Disorder (14 Nov 2008 alle 23:41)
Beh, l’alitosi o un tono sgradevole di voce si scoprono solo dal vivo: ma su internet si può fare selezione sugli interessi e sulla sintassi. Non è poco: sono il solo a cui l’interesse per una persona conosciuta dal vivo crolla al primo sms con orrori ortografici?
Ulrike (15 Nov 2008 alle 9:17)
Non sei il solo. Il fenomeno errori/orrori ortografici era decisamente sottinteso anche nel mio messaggio precedente. Solo che (da straniera) ho evitato di dirlo così chiaramente - chissà magari sbagliavo proprio quella fase. :)
luko (15 Nov 2008 alle 17:05)
Caro Akille, il tuo post stavolta mi piace. Mi trovo in mezzo ad una storia nata su Facebook. E’ complicata, senza futuro e quasi sicuramente inutile.
Il mio parere è che sì, possono nascere storie su internet, ma dipende soprattutto da chi sono i protagonisti. Il computer è un mezzo spesso troppo facile per conoscere gli altri e farsi conoscere, ma se usato bene non può che essere uno strumento come altri. Però, cerchiamo di favorire una comunicazione più diretta, face to face. Altrimenti si rischia di non guardarsi più negli occhi.
loki (16 Nov 2008 alle 12:09)
@Luko direi che la circostanza che la tua storia nata su FB sia complicata è davvero inerento con lo spirito di questo social network che prevede espressamente situazioni sentimentali “è complicato”… perdonatemi la caustica e velleitaria considerazione.