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Vedo le piattaforme morte

Blitz della Gdf. In tutta la Sicilia erano 51.287 (oltre 12mila solo a Palermo) le persone decedute ma ancora assistite dai medici di famiglia che percepivano l’indennità mensile.

Insomma, questi curavano persone morte. E riscuotevano pure, assisi su posizioni socialmente rispettabili. E quindi, se un giorno i blogger si sveglieranno e apprenderanno che stavano discutendo, vivendo e relazionandosi usando uno strumento già morto, penso che se ne faranno tutti una ragione.

  1. 7 commenti a “Vedo le piattaforme morte”

  2. elisa (15 nov 2008 alle 19:52)

    Ma perchè il blog dev’essere “morto”… ?
    Ora perchè son tutti pazzi per Facebook il resto non vale nulla??!!!
    Se anche la rete deve andare dietro le mode allora siamo messi proprio male :(

    ps.: il paragone con il caso dei medici è forte! :)
    ciao

  3. delfo (15 nov 2008 alle 20:39)

    scrivo come medico; non è per una difesa corporativa; è possibile che ci sia del marcio, anche peggio di quello che è uscito; ma il sistema è fatto in modo che io, come medico di base, ho ben poche possibilità di correggere i conti se gli elenchi dell’anagrafe non sono aggiornati. A bologna, dove lavoro, succede forse in misura minore, ma capita che un assistito che mi ha scelto, venga “caricato” dopo mesi, così come qualche morto rimane nelle liste. Quando ogni mese mi viene corrisposto lo stipendio, la cifra viene calcolata sul numero di assistiti che risultano alla Ausl: questo mese 1467, il prossimo 1459, quello dopo magari 1472, a seconda delle entrate, delle morti, dei trasferimenti. Mi è capitato che per un guasto del cervellone aziendale, proprio in un mese in cui fui scelto da una sessantina di pazienti, l’inserimento non andò a buon fine; la cosa si protrasse per oltre quattro anni, e quando fu risolta, gli arretrati mi furono corrisposti solo per dodici mesi “perchè tecnicamente non era possibile”. E quando la Asl mi dice che ho 1467 pazienti, non mi dice ogni mese tutti i nomi; e comunque non avrei nè il tempo nè il modo di verificare.
    Per cui: se scandalo c’è, sta nel pessimo funzionamento degli uffici comunali e Asl
    Enrico

  4. Achille (15 nov 2008 alle 20:55)

    Grazie, Enrico. Qui non c’è nessuna voglia di piantare bandierine inamovibili su malumori generici come “i medici sono ladri”, o i siciliani, o gli statali, o gli interisti (Per quento, gli interisti). Quindi accolgo con piacere la tua testimonianza, se è solo un problema di sistema, spero che ne escano tutti bene. (e che si riesca a cambiarlo, questo sistema)

  5. Alberto (16 nov 2008 alle 11:11)

    Il racconto di Enrico è incredibile, se ci pensate. Con la Rete, con la tecnologia, ecc. le cose che Enrico racconta non dovrebbero esistere, anzi. E invece…
    Siamo un Paese meraviglioso…

  6. Vittore (16 nov 2008 alle 22:19)

    Purtroppo l’italia è un paese di furbi. E di storie simili ce ne sono tante.

  7. Ludwig (17 nov 2008 alle 10:55)

    Senza una precisa, seria, univoca volontà di correggere determinate posizioni da parte della politica (se non erro è chi ha il potere che dovrebbe intervenire), non cambierà nulla, comunque non abbastanza.
    Fa male, è triste, perchè siamo (destinati a rimanere) per molti aspetti un paese zavorrato, incapace di prendere il volo che dovremmo, tanto per l’economìa quanto per il sociale.

  8. Antonio (17 nov 2008 alle 12:25)

    ”Purtroppo l’italia è un paese di furbi. E di storie simili ce ne sono tante.”

    Potremmo fare di meglio però.

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