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La pila dei libri non letti

Nella modesta biblioteca presente in casa mia (talmente modesta che mi viene sempre da dire “libreria”) esiste costantemente un luogo, più metaforico che fisico, chiamato “la pila dei libri non letti”. Questo insieme di volumi impilati l’uno sopra l’altro, rappresenta per me sia un monito che un cruccio.

Il monito è quello che dovrebbe spingermi a non comprare libri per un po’, che lì ce ne sono diversi da leggere, e potrei essere coperto per alcuni mesi.

Il cruccio è quello che dovrebbe spingermi a leggere di più, come se da quel mucchietto di volumi, da quelle migliaia di pagine ignote, venissero decine di vocine, che mi sussurrano inquietanti: “Cosa ci tieni a fare qui? Cosa perdi tempo in altre cose? Non sai quante storie potremmo raccontarti, quante informazioni potremmo comunicarti?”

Qualche giorno fa, fregandomene sia del monito che del cruccio, sono passato in libreria, e ho comprato un libro. Trattasi un volume di cui si è parlato molto qualche mese fa, e che io ho acquistato con quel vezzoso ritardo che mi porta a interessarmi dei libri alla moda solo quando smettono di esserlo (lo snob dello snob dello snob).

Il libro è Il cigno nero, di Nassib Nicholas Taleb, e a pagina 25 c’è scritto così.

I libri non letti sono molto più preziosi di quelli letti. Una biblioteca dovrebbe contenere tutti i libri su argomenti sconosciuti che i nostri mezzi finanziari, le rate del mutuo e le difficoltà del mercato immobiliare ci consentono di acquistare.

Da lì comincia ad argomentare sull’importanza di focalizzarsi sulle cose che non si sanno piuttosto che su quelle che si sanno. Certo, si tratta di un consiglio interessato, venendo da uno che scrive libri, e deve venderli. E nell’introdurre questa frase e nel proseguire , prende ad esempio Umberto Eco, quindi siamo lontani.

Ma da qualche giorno, dopo aver letto queste parole, mi sento come sollevato, e la pila dei libri non letti mi sembra meno minacciosa, e più amichevole. Vediamo se e quanto dura, e l’effetto che fa.

  1. 17 commenti a “La pila dei libri non letti”

  2. signora maria (30 nov 2008 alle 16:14)

    anche io pensavo che lo snobismo al cubo fosse un vezzo… poi qualcuno mi ha detto “si chiama coda lunga”. ovviamente continuo a ritenerlo un vezzo, e ad applicarlo a quasi tutta l’industria culturale :)

  3. Achille (30 nov 2008 alle 16:22)

    hm, non lo so, sai. Secondo me quando vorresti comprarla una cosa, ma diventi sospettoso perchè ne parlano tutti, e tutti bene, non è proprio coda lunga…

  4. la gentildonna (30 nov 2008 alle 16:23)

    io che ho finito ora di leggere Gomorra (e non ho ancora visto il film), quanti punti snobismo mi merito?

  5. Smeerch (30 nov 2008 alle 18:32)

    Mal comune in questo caso non fa mezzo gaudio. Ma la mia ‘pila di libri non letti non supera le 10 unità. L’accont Anobii me n’è testimone. :)

  6. Nicola Mattina (30 nov 2008 alle 19:57)

    La mia libreria contiene centinaia di libri non letti: io li compro in modo compulsivo e li metto da una parte. Poi prima o poi li apro, ne leggo un pezzo, li uso per delle citazioni. E’ buffo, di tanti libri immagino solo cosa c’è scritto e questo mi basta per andarli a pescare quando sto pensando una cosa e ho bisogno di un conforto.
    La cosa figa è che cercare serndip… (non so mai come si scrive “a culo” in modo elegante) nella biblioteca di casa è molto più divertente che googlare un certo argomento ;-)
    Ciao ciao
    Nicola

  7. Silvestro (2 dic 2008 alle 10:00)

    Credo che la mia “pila di libri non letti” rimarrà tale per tantissimo tempo, visto che la pila riguarda solo alcuni libri di Wilbur Smith, genere che non leggo più.

  8. gonza bassa (2 dic 2008 alle 10:02)

    Ciao Aki, la mia pila di libri non letti si aggira sul centinaio, mi accodo a Nicola sul fatto che cercare un libro nella tua libreria è più facile che tornare sempre da feltri.
    Comunque anche a me la citazione di Eco sul Cigno Nero è servita a sentirmi meno in colpa, per festeggiare mi sono comprata un altro po’ di libri….

  9. luca (2 dic 2008 alle 10:18)

    non durerà molto, si ripresenterà ancora più minacciosa, a me succee così…

  10. Miss Piggy (2 dic 2008 alle 11:04)

    Aki, io e te, separati alla nascita…
    proprio questo fine settimana mi sono cimentata nell’inutile esercizio di contare quanti libri intonsi avevo da leggere e quanti soldi avevo buttato quest’anno nel comprarli, nel tentativo di convincermi ad economizzare questa voce di spesa ricorrente.
    i numeri sono rispettivamente 93 e 471. Se li mischio e me li gioco al Superenalotto forse faccio qualcosa di buono.
    Pensa che ho talmente tanti libri che il mio account Anobii è praticamente vuoto: mi sono arresa subito per manifesta inferiorità.
    Però mi sa che quel libro lì, Il cigno nero, insomma, quasi quasi me lo compro…

  11. signora maria (2 dic 2008 alle 13:23)

    akille, io sono d’accordo con te, non è coda lunga, e infatti mi sembrava una spiegazione un po’ semplicistica, mentre il fenomeno anche nel mio caso è dovuto alla sfiducia automatica di cui parli. indi per cui, snobismo sicuro. :)

  12. luca (2 dic 2008 alle 17:35)

    ma non era proprio di Eco quella considerazione, ripresa da Taleb?
    L.

  13. Achille (2 dic 2008 alle 18:06)

    Luca, avendolo letto da pochi giorni mi azzardo a dire che non mi pare fosse messa come citazione. Poi può essere che la definizione sia di Eco (anti-biblioteca), magari c’è in nota, ma io le note le leggo alla fine :)

  14. luca (3 dic 2008 alle 9:47)

    Ho controllato: è un po’ equivoca, ma di fatto Taleb riferisce una considerazione di Eco raccontandola lui, quindi è probabile che l’abbia letta da qualche parte, o che gliel’abbia spiegata Eco stesso (l’espressione “antibiblioteca” è virgolettata). L.

  15. Alberto Lupi (5 dic 2008 alle 9:41)

    SIAMO UN POCHINO AUTOREFERENZIALI, OD ABBIAMO FUMATO DELL’AFGANO NERO…

  16. Paolo (5 dic 2008 alle 12:16)

    Vale pure se la pila dei libri non letti diventa una colonna?

  17. Miss(manca)Mondo (3 feb 2010 alle 12:35)

    Io ho un altro vizio, prendo in prestito i libri in biblioteca e poi leggo solo quello che mi interessa. Nella mia vita ho fatto un genocidio di autori. Mi dispiace. Vale sempre la legge dei grandi numeri, e anche la (anti)democraticità che mi fa dire che non tutti sono degni di ascolto. Selezione naturale. La grande legge del mondo.

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  2. dic 2, 2008: La consolazione della bibliofilia « Quadernino

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