Il 2008 dei blogger

Ciao, volevo chiederti una cosa. Sì, proprio a te (dicono gli esperti che per creare coinvolgimento è sempre bene dare del tu, come facevano ad Italia Network qualche anno fa). Insomma, tu saprai che da qualche mese ho il bizzarro status di “blogger di riferimento” di una trasmissione radiofonica di Capital. In sintesi, ogni settimana c’è una telefonata in cui cerco di spiegare qualcosa di interessante della “blogosfera” a chi la frequenta poco o per niente.

Il prossimo appuntamento sarà giovedì 18 dicembre, e vista l’imminenza della fine dell’anno, pensavo di fare un collegamento in cui citare alcune delle cose che più hanno colpito l’immaginario dei blogger italiani nel 2008.

Io pensavo a cose tipo: le polemiche intorno ai ddl “anti-blog”, l’Obama-mania, il successo di Facebook, l’ascesa di Friendfeed, il declino di Twitter, la blogfest di Riva del Garda, il ritorno di Blogbabel e tutte le discussioni intorno alla sua classifica.

Tu cosa ne dici? Cosa ti viene in mente ripensando a questo anno da blogger (o da lettore di blog?).

Dai, partecipa anche tu (e io in cambio prometto che dal prossimo post ritorno alla seconda plurale).

25 Responses to Il 2008 dei blogger
  1. Giulia Rispondi

    A me viene solo in mente quanto ero felice quest’estate, senza soldi, con le gite a Sabaudia e il bicchierone di grattachecca menta e orzata sulla spiaggia e le mozzarelle comprate al ritorno.
    Come blogger non mi viene in mente nulla. Sarà che alla Blogfest stavo allavora’ :D

  2. Achille Rispondi

    beh, questa è già una cosa: ai blogger, se gli dai il sole, la spiaggia e l’orzata, frega poco dei blog :P

  3. Giulia Rispondi

    A me, se mi dai il sole, la spiaggia e l’orzata, frega veramente poco di qualsiasi cosa :D

  4. alesstar Rispondi

    quand’è che è declinato twitter? che io non me ne sono accorta… :roll:

  5. Lollodj Rispondi

    Facebook con il mondo del blog centra ben poco, non più di Myspace.Io direi la Blogfest di Riva del Garda, con i suoi strascichi di polemiche; e l’inizio del riflusso dal “fenomeno” blog con l’inevitabile dibattito “in Italia il blog ha cambiato il modo di fare informazione/giornalismo o ha fallito?”.
    Troppo serio?

  6. Miss Piggy Rispondi

    A me ha colpito il passaggio dal blog alla tv di Zoro. Sarò provinciale, ma è stato bello poter vedere a Parla con Me una persona di cui da tempo seguo il percorso di ricerca di nuovi linguaggi anche metamediali (ammazza come parlo, manco McLuhan!).
    Che poi sia un segnale di vittoria, o perlomeno la conquista di un avamposto, del blog sulla tivù lascio a voi (anzi, a te) stabilirlo.
    Però è un fatto che il successo in rete di Diego ha suscitato l’attenzione degli autori televisivi, che evidentemente attingono sempre più ai contenuti dei blogger. E di questo me ne rallegro ingenuamente.
    Può andar bene per la Cercato o ho cannato completamente lo svolgimento del tema?

  7. signora maria Rispondi

    in quanto blogger, cioè persona che redige un blog, la cosa che nel 2008 più ha colpito il mio immaginario è (come ti sbagli) la PUPPYCAM. :) lo so, un commento totalmente inutile. ma anche solo l’idea della puppycam citata alla radio, dopo l’epocale embed, mi fa sbellicare dal ridere. :) secondo posto, il widget “neve” di wordpress. ok, ok, “ho esaurito il bonus cazzate”. (op. cit.)

  8. Disorder Rispondi

    Facebook invece c’entra con i blog, e tra tutti i social network paralleli è quello che più sta contribuendo al loro declino, o almeno al declino del “blog personale” (e con questo non intendo diaristico). Naturalmente che molti vecchi blogger smettano o scrivano meno è nell’ordne delle cose (il naturale ricambio), però è indubbio che oggi il blog non è più lo strumento principale per “stare in rete”.

    Ah, per quanto riguarda il declino di Twitter: per chi lo utilizza/utilizzava tenendo centinaia di contatti attivi e chattanti secondo me non aveva speranze (non permettendo di tener traccia delle conversazioni, di rispondere per esteso ecc), è normale che Friendfeed e gli status di Facebook siano molto più utili allo scopo. Twitter continua ad avere un senso se si ha un piccolo giro di contatti con interessi affini – io lo penso come un modo per mandare equivalenti dell’sms multiplo.

  9. apelle Rispondi

    Cioè, no, a me del 2008 ha colpito molto una cosa: parlo di quei bloghèr che fino a poche settimane fa passavano il loro tempo a tirar lucido il proprio blog, a cambiare ogni tot mesi il template, a comprarsi il dominio perché stare su blogger o su splinder non faceva più abbastanza figo, era troppo anonimo, non lasciava abbastanza libertà, che uno si sentiva soffocare.
    Hai presente?
    Ecco, quei blogher lì invece adesso se ne stanno dalla mattina alla sera intruppati su quei robi socialist, tipo Feedfriend o Facebook, a chattare e a fare flanella.
    Mi segui?
    Cioè, dei posti che più standard non si può.
    Che al massimo ci sbatti su una cacchio di fotina 2×2, dico.
    Cioè, mi spiego??
    Altro che template custom made.
    Ecco, io non capisco, veramente.
    E i loro bei blog nel frattempo vanno a peripatetiche, che ti viene quasi voglia di andar lì a fare lo squatter.
    Cioè, mi capisci?
    Rob de matt.
    Vabbe, quasi quasi mi apro un account su twitter. :)

  10. Achille Rispondi

    Bene per Zoro (in effetti avrei dovuto pensarci già io, ma oggi pioveva troppo) e bene per il commento su Twitter di Disordere.

    Forza, dai, la volemo fa sta rubrica 2.0 o no?

  11. luk75 Rispondi

    io akille lo ricorderò per la vittoria di Obama e l’”esplosione” di facebook, ma vorrei tanto che il prossimo fosse ricordato per un impegno serio contro la droga, grazie…

  12. Achille Rispondi

    Apelle, è che ormai buonaparte dei blog (ad esempio il mio) vengono letti da più persone tramite feed che non tramite web. Quindi la mania del template ha i giorni contati (come il liberismo nella canzone dei baustelle).

  13. andrea puolain Rispondi

    i viral spot akillone..i me piase tanto

  14. Lucao Rispondi

    Obama, l’esplosione della bolla di twitter, zoro in tv, direi pure il di pietro che si vanta del suo blog, come zoro piu’ in quanto segnale (zoro funziona benissimo sia su web sia in tv) che come fenomeno in se’.

  15. Duca d'Auge Rispondi

    La Satira On-line: Zoro ma soprattutto Spinoza!
    Poi sicuramente Obama.

  16. Smeerch Rispondi

    Io col blogging l’anno scorso ho guadagnato tre volte quello che ho guadagnato quest’anno.
    Puoi dire questo alla tua amica Flavia, se ti va. :D

  17. michele Rispondi

    e il declino di beppe grillo? chi lo avrebbe detto fino a poco tempo fa? sputtanato da attivissimo, reddito on line, parecchi fedelissimi che lo abbandonano, blog in svizzera, insultato in piazza…

    e anche la rodotà a seguire le elezioni americane, come simbolo dell’informazione diretta dei blog vs tv e giornali

  18. laflauta Rispondi

    La blogsfera…. ma esiste ancora? O è diventata una discoteca demodé, piena di cimeli alle pareti di gente che non ci viene più da un pezzo, di template messi li che nun ce se ricorda più perchè, in cui i commenti, quando ci stanno, son pochi, quasi di rappresentanza, che già è tanto se ogni tanto ci si legge?

    A parte questa (tristiiiiisssima) considerazione, forse ravvivata giusto dal psla (tipo pizza di fine anno, a cui si partecipa orgoglioni di essere i sopravvissuti), mi veniva in mente, la butto là, l’uscita vicendevole dall’anonimato. Che è un fatto, causa facebook molti blogger hanno un nome e cognome, una faccia, un lavoro improponibile, un cane e l’influenza nel weekend. Basta poco per intercettarli, e tutto l’alone magico scompare.

    Prima sembrava che il blogger fosse un’entità sovrannaturale che donava pillole di aurea scrittura all’etere degli sconosciuti. Ed era tutta campagna. E si stava meglio. Eccetera eccetera.

  19. Achille Rispondi

    Su questa cosa Morte dei commenti>morte dei blog ne dovremmo parlare. Io ho sempre meno commenti, ma gli stessi visitatori nel corso dei mesi.

  20. Commento in coma Rispondi

    Vabè, Obama… Ma il risultato delle elezioni /italiane/ non lo ha colpito neanche un pochino l’immaginario dei bloggerz italiani nel 2008?… E la canzoncina del PD sulle note di YMCA, ve la ricordate?…

  21. Achille Rispondi

    In effetti la lotta I’m Pd Vs Meno male che Silvio c’è è stata epocale.

    Me la segno, anche se è web fino ad un certo punto.

  22. Commento in coma Rispondi

    …Salva il commentatore, salva il blog?…

  23. Smeerch Rispondi

    Da quando sono entrato in FriendFeed invece gli accessi del mio blog sono aumentati dell’80% circa.
    Come la mettiamo?

    [di commentare, invece, non se ne parla proprio :D ]

  24. Disorder Rispondi

    Vero, bravissima Laflauta, le tendenze della morte dell’anonimato e dei commenti sul blog sono due cose molto rilevanti. In particolare, divertente come Twitter prima e soprattutto FF dopo abbiano in pratica soppiantato i commenti. Con l’assurdo risultato di frammentare la conversazione con la scusa di ampliarla: del post di Achille (blog che pure resta uno di quelli in cui i commenti sono “vivi”) si discute più sugli elementi condivisi di quello e di quell’altra, che sul post stesso. Risultato, o si seguono (distrattamente) sempre più persone, alienandosi sempre di più, o si rinuncia al dibattito (sopratutto si rinuncia al vitale dibattito con i non-blogger, visto che su FF ci sono tutti i blogger storici o comunque accaniti, e credo pochissimi lettori non blogger).
    Si è capito che sono contro Friendfeed? del resto, lo sono con tutti i social network a cui (ancora) non mi sono iscritto ;)

  25. Ultimo minuto Rispondi

    Ken Lee!!
    Non scordarti Ken Lee. (Tulibu dibu dauciù).

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