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Facesouth

16 dicembre 2008 / 17 Comments

Stavo parlando ad un amico, che non ha un profilo su facebook, di come dentro fb ci sia questo effetto particolare (su cui si fa tanta ironia) in base al quale le persone si incontrano e si salutano con grande entusiasmo, frizzanti scambi di battute, sorrisi, per poi scoprire che non hanno niente da dirsi oltre ai convenevoli, non vedendosi spesso da anni e anni.

Mentre glielo raccontavo, ho visto un’espressione sul suo viso che non saprei descrivere ma che ho immediatamente inteso. Mi stava per dire che non c’è niente di nuovo: è quello che succede da anni a noi ragazzi del sud, emigranti di prima generazione, quando torniamo a casa e salutiamo persone che vediamo solo a natale, pasqua e ferragosto.

Un caloroso saluto, a volte abbracci, spesso baci. Come stai, sempre bene. E poi due domande fondamentali: “quando sei arrivato?” e “quando te ne vai?”

E lì, di solito, finisce la conversazione.

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Posted in Appunti
  1. 16 dicembre 2008

    Smeerch

    Hai dimenticato “Che si dice a Roma?” e “Come ti trovi lì?”? :D

    Reply  
  2. 16 dicembre 2008

    Achille

    Che si dice a Roma è talmente un classico che l’ho citata al secondo collegamento su Radio Capital, quando mi hanno chiesto “che si dice tra voi blogger?”

    Reply  
  3. 16 dicembre 2008

    Fyaa

    Sono cent’anni che vivo a Roma… C’è un maledetto zio che mi chiede SEMPRE “come sta il papa”… -_-

    Reply  
  4. 16 dicembre 2008

    fiordiblog

    Ahahah! Com’è vero!!
    Barese da 5 anni a Roma, affronto puntualmente gli scambi di battute da voi riportati, con in più l’immancabile: “Ehi, come stai… ‘La Romana’! seguito, subito dopo la mia risposta, da: ‘Però, vedo che ancora non hai perso la cadenza’ (barese), detto con un tono che non si capisce se sia un complimento o una critica :D

    Reply  
  5. 16 dicembre 2008

    Domiziano Galia

    Non suona meglio SouthBook? :-)

    Reply  
  6. 16 dicembre 2008

    signora maria

    hai dimenticato “cosa fai a capodanno?”, e “se non ci vediamo prima, buon anno”.
    io, di solito, quando mi chiedevano “che si dice a milano”, rispondevo “figa. figa si dice un sacco, a milano.” :)

    Reply  
  7. 16 dicembre 2008

    Achille

    Eh, ma il concetto è “Facce da sud”

    Reply  
  8. 16 dicembre 2008

    miic

    bravo smeerch. il che si dice a roma ha anche una risposta più o meno obbligatoria: tuttapposto.

    Reply  
  9. 16 dicembre 2008

    kilotto

    e quando si vive all’estero, si aspettano che racconti “le novità” :)

    Reply  
  10. 16 dicembre 2008

    barnabo

    fyaa…forse abbiamo lo stesso zio!!!!

    Reply  
  11. 16 dicembre 2008

    Rob Adamich

    Bellissimo!

    Rob
    kappero.com

    Reply  
  12. 17 dicembre 2008

    Giulia

    In realtà a volte succede un’altra cosa: dopo i convenevoli, si finisce per commentarsi a vicenda gli status, ci si mandano messaggi, insomma, piano piano il motore della vecchia amicizia ricomincia a ronzare. Senza malinconie. E’ bello anche così, sapere che le persone a cui hai voluto bene sono ancora in giro, vive, hanno figli, cani, gatti, lavori più o meno fighi. Anche se poi si parla poco, sapere che sono ancora vive da qualche parte ti dà l’impressione che anche il tuo passato sia un po’ vivo.

    Reply  
  13. 17 dicembre 2008

    Fyaa

    Barnabo ahahah incredibili!! XD

    Reply  
  14. 17 dicembre 2008

    annillima

    In verità non è che succeda solo al sud. Basta trasferirsi per qualche anno in un’altra città per fare l’università, e immediatamente al ritorno a casa ci si sente disadattati sociali.

    Reply  
  15. 18 dicembre 2008

    daniela

    Sottoscrivo tutto, da barese emigrata e girovaga: prima ero la “bolognese”, poi la “milanese”, ora la “perugina” :-)

    Reply  
  16. 5 gennaio 2009

    Luigi Mariano

    Complimenti!
    Sono d’accordissimo.

    Vorrei qui aggiungere una cosa su cui quasi nessuno è d’accordo, ma la dico lo stesso, prendendo spunto dal finale di questo post: il mondo del web e dei contatti umani “via web” (myspace, facebook, eccetera) non è affatto così diverso dal mondo reale. Mi sembra a volte stucchevole criminalizzarlo troppo. Le maschere ce le mettiamo dappetutto e quando vogliamo ce le togliamo. Non cambia se siam protetti dal filtro di uno schermo PC o dal filtro (altrettanto protettivo) delle convenzioni ipocrite di circostanza in occasioni di feste e quant’altro.

    Reply  
  17. 5 gennaio 2009

    Achille

    Io lo dico sempre che internet è una straordinaria novità, ma che nella maggior parte dei casi sul web si usano tecniche e atteggiamenti già usati altrove. Concordo, quindi.

    Reply  

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