Stavo parlando ad un amico, che non ha un profilo su facebook, di come dentro fb ci sia questo effetto particolare (su cui si fa tanta ironia) in base al quale le persone si incontrano e si salutano con grande entusiasmo, frizzanti scambi di battute, sorrisi, per poi scoprire che non hanno niente da dirsi oltre ai convenevoli, non vedendosi spesso da anni e anni.
Mentre glielo raccontavo, ho visto un’espressione sul suo viso che non saprei descrivere ma che ho immediatamente inteso. Mi stava per dire che non c’è niente di nuovo: è quello che succede da anni a noi ragazzi del sud, emigranti di prima generazione, quando torniamo a casa e salutiamo persone che vediamo solo a natale, pasqua e ferragosto.
Un caloroso saluto, a volte abbracci, spesso baci. Come stai, sempre bene. E poi due domande fondamentali: “quando sei arrivato?” e “quando te ne vai?”
E lì, di solito, finisce la conversazione.

Smeerch
Hai dimenticato “Che si dice a Roma?” e “Come ti trovi lì?”?
Achille
Che si dice a Roma è talmente un classico che l’ho citata al secondo collegamento su Radio Capital, quando mi hanno chiesto “che si dice tra voi blogger?”
Fyaa
Sono cent’anni che vivo a Roma… C’è un maledetto zio che mi chiede SEMPRE “come sta il papa”… -_-
fiordiblog
Ahahah! Com’è vero!!
Barese da 5 anni a Roma, affronto puntualmente gli scambi di battute da voi riportati, con in più l’immancabile: “Ehi, come stai… ‘La Romana’! seguito, subito dopo la mia risposta, da: ‘Però, vedo che ancora non hai perso la cadenza’ (barese), detto con un tono che non si capisce se sia un complimento o una critica
Domiziano Galia
Non suona meglio SouthBook?
signora maria
hai dimenticato “cosa fai a capodanno?”, e “se non ci vediamo prima, buon anno”.
io, di solito, quando mi chiedevano “che si dice a milano”, rispondevo “figa. figa si dice un sacco, a milano.”
Achille
Eh, ma il concetto è “Facce da sud”
miic
bravo smeerch. il che si dice a roma ha anche una risposta più o meno obbligatoria: tuttapposto.
kilotto
e quando si vive all’estero, si aspettano che racconti “le novità”
barnabo
fyaa…forse abbiamo lo stesso zio!!!!
Rob Adamich
Bellissimo!
Rob
kappero.com
Giulia
In realtà a volte succede un’altra cosa: dopo i convenevoli, si finisce per commentarsi a vicenda gli status, ci si mandano messaggi, insomma, piano piano il motore della vecchia amicizia ricomincia a ronzare. Senza malinconie. E’ bello anche così, sapere che le persone a cui hai voluto bene sono ancora in giro, vive, hanno figli, cani, gatti, lavori più o meno fighi. Anche se poi si parla poco, sapere che sono ancora vive da qualche parte ti dà l’impressione che anche il tuo passato sia un po’ vivo.
Fyaa
Barnabo ahahah incredibili!! XD
annillima
In verità non è che succeda solo al sud. Basta trasferirsi per qualche anno in un’altra città per fare l’università, e immediatamente al ritorno a casa ci si sente disadattati sociali.
daniela
Sottoscrivo tutto, da barese emigrata e girovaga: prima ero la “bolognese”, poi la “milanese”, ora la “perugina”
Luigi Mariano
Complimenti!
Sono d’accordissimo.
Vorrei qui aggiungere una cosa su cui quasi nessuno è d’accordo, ma la dico lo stesso, prendendo spunto dal finale di questo post: il mondo del web e dei contatti umani “via web” (myspace, facebook, eccetera) non è affatto così diverso dal mondo reale. Mi sembra a volte stucchevole criminalizzarlo troppo. Le maschere ce le mettiamo dappetutto e quando vogliamo ce le togliamo. Non cambia se siam protetti dal filtro di uno schermo PC o dal filtro (altrettanto protettivo) delle convenzioni ipocrite di circostanza in occasioni di feste e quant’altro.
Achille
Io lo dico sempre che internet è una straordinaria novità, ma che nella maggior parte dei casi sul web si usano tecniche e atteggiamenti già usati altrove. Concordo, quindi.