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    8 gennaio 2009 / 10 Comments

    Da un paio di giorni vorrei scrivere un post sulla questione “Sostenitori della mafia su Facebook”. Siccome il rischio è di rimandare finchè l’argomento non sarà passato e la voglia pure, vi lascio qui qualche riflessione non particolarmente strutturata. Accontentatevi.

    Il punto di partenza è un vecchio post di più di due anni fa, quando l’emergenza era “Il bullismo su Youtube” (a proposito, tutto bene nelle nostre scuole? Il tg non ne parla più, quindi suppongo sia tutto a posto) in cui dicevo che c’è gente che se sente il cane abbaiare perchè entra un ladro, spara senza dubbio alcuno al cane.

    Oggi come allora mi viene da dire: ma se su internet ci sono persone che fanno e sostengono cose brutte e poco edificanti, farle sparire da  internet è la soluzione? Forse ci aiuta a stare più tranquilli, ma non risolve il problema.  Le persone che pensano che i mafiosi siano persone con le palle non sono nati con Facebook (stavo forse al liceo quando qualcuno mi raccontava dei cori allo stadio che recitavano “Liberate Totò Riina, Liberate Totò Riina”), così non sono arrivate nel 2008 quelli che pensano che nel ritorno di Mussolini, di Stalin, o di Hitler, si celi la soluzione di tutti i mali della società moderna.

    Ritrovarseli su Facebook, in gruppi e pagine che spuntano dietro l’angolo del web non è piacevole, ma è un bagno nella realtà. Non so quanto oggettiva e rappresentativa. Ma non “virtuale”, come la intendono i media.

    So che  la domanda successiva “e allora che si fa?” non ha una risposta semplice. Scegliere la giusta reazione è scivoloso, come lo è valutare la reale consistenza di questi gruppi e la consapevolezza di queste persone. Basterebbe pensare al caso dei gruppi pro-mafia e chiedersi: uno che mette il suo nome e cognome come sostenitore di un’associazione criminale basata fondamentalmente sull’omertà è uno che ha veramente capito qualcosa di Cosa Nostra? E se non lo è, possiamo comunque considerarlo innocuo?

    Al momento la mia impressione rimane questa: se veramente c’è tutta questa gente che pensa che un mafioso sia un mito o che deve tornare lo Zio Benito, io preferirei saperlo. E forse è meglio scoprirlo da una pagina web piuttosto che ritrovarseli a fianco, sempre più numerosi, spuntati apparentemente dal nulla.

     

    (*) Il titolo me l’hanno suggerito. Mi sembrava una genialata, poi ho scoperto che è già il nome di una serata. E va beh, è bellino lo stesso.

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