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Perdere la mail

Questa mattina ho assistito ad un fenomeno che potrebbe e dovrebbe essere studiato da psicologi, sociologi, futurologi e simili. Per circa un paio d’ore Gmai, il servizio di posta elettronica di Google, non ha funzionato.

Immediatamente lamentele, malumori, spavento, lievi forme di panico si sono diffuse tramite gli status di Facebook, i messaggi di Friendfeed, i subnick di Gtalk (sadicamente, il servizio di messaggistica di google funzionava, avvisandoti persino che avevi della posta da leggere in una casella che non potevi raggiungere).

In pochi minuti, tutta un’umanità gmail-dipendente si è riversata sul web così come si sarebbe riversate per le piazze al gol dell’Italia, ma meno felice. In cerca di conforto, condivisione, consigli, gravida di domande, gonfia di invidia per quei pochi che con qualche accorgimento erano riusciti a mettersi al riparo da un problema del genere.

Se ci pensate, è durato poco. Ma è bastato a suscitare una serie di interrogativi. Ad esempio, com’è che internet, che dovrebbe essere il regno delle infinite possibilità, ci fa scoprire che alla fine usiamo quasi tutti lo stesso servizio di posta? E com’è che andiamo in ansia così presto, quando di un disservizio postale una volta ci saremmo resi conto dopo un giorno almeno? E non staremo tutti esagerando con quest’ansia di essere costantemente iperconnessi?

Sono cose che danno da pensare, e sulle quali bisognerebbe fermarsi a riflettere con calma e pacatezza, dicevamo.

Cominciate voi, io prima devo organizzare un sacrificio agli Dei affinché non succeda mai più.

Mai.

Più.

  1. 14 commenti a “Perdere la mail”

  2. laflauta (24 feb 2009 alle 14:11)

    peraltro

    nessuno aveva di meglio da dire che “Gmail è fuori uso”? Non c’era NULLA di più grave, importante, interessante, impellente?

    ….ehm.

    (mode intellettualchic off)

  3. bicefalus (24 feb 2009 alle 15:07)

    beh alla fine … con il pop3 del iphone sono riuscito a vedere la posta per cui …
    non ho avuto problemi solo spese aggiuntive

  4. lattis (24 feb 2009 alle 15:17)

    ah, per fortuna ho hotmail da 12 anni…

  5. pierone (24 feb 2009 alle 15:25)

    hotmail era da sfigati già 12 anni fa (chiaramente il .com, che ovviamente ho anch’io)(hotmail.it non lo considero nemmeno)

  6. Kindlerya (24 feb 2009 alle 16:16)

    grandioso

  7. Silvio (24 feb 2009 alle 16:54)

    Ciao Akille.
    Bentornato eh..
    Tieni botta.
    S.

  8. Silvestro (24 feb 2009 alle 17:08)

    Non so cosa ci sia da sfigati, in un indirizzo di posta elettronica

  9. stregatta (24 feb 2009 alle 17:21)

    Dite quello che vi pare: che è solo un servizio di posto, che senza mail si sopravvive, ma io ho passato momenti di vero panico…=P

  10. davide-k (24 feb 2009 alle 17:27)

    ma solo a me non è fregato nulla?
    possibile?

  11. Bdd (24 feb 2009 alle 19:29)

    il più bel commento alla vicenda comunque è questo: http://twitter.com/dis0rder/status/1244590951

  12. FreeDrone (24 feb 2009 alle 21:05)

    Meno male, nonostante il male, appunto. Pensavo di essere l’unico (o uno dei pochi)ad averne sofferto e ad averlo notato, at least in my area.
    Però gli 0 commenti sul mio blog alla cosa mi dànno da pensare che almeno su libero gmail non impera. O che il mio blog abbia pochi utenti;-).
    Un abbraccio, per tutto

  13. robba (25 feb 2009 alle 10:49)

    Mi sa che il sacrificio non è bastato. E’ di nuovo giù!

  14. loki (25 feb 2009 alle 13:17)

    @Bdd: effettivamente mi pare un commento geniale… epperò gli è che io sono una strasfigata che ha una tremenda hotmail.it addirittura! Vale che ho un account libero?
    Compensa?!

  1. 1 Trackback(s)

  2. feb 24, 2009: Dramma collettivo al tempo di internet « lucaperetti

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