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  1. Ponyo non esce la sera

    28 marzo 2009 / 17 Comments

    Che a Roma un film bello e magico come Ponyo sulla scogliera sia presente in 19 sale è una cosa confortante. Che di queste 19, in 15 ci sia solo negli orari pomeridiani, e solo in 2 lo si possa vedere alle 22.30 è il segno che c’è ancora qualcosa da capire su cosa sono i cartoni animati nel cinema (e non solo) di oggi.

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    Posted in Biglietti strappati
  2. Il solito, grazie

    25 marzo 2009 / 14 Comments

    Nel recuperare un po’ cose scritte nei giorni scorsi, mi sono imbattuto in due post che parlano di argomenti simili, se non dello stesso.

    In uno, Squonk parla dell’impressione che spesso sui social network ce la cantiamo e ce la suoniamo tra persone che la pensano allo stesso modo, e manca o viene accuratamente evitato il confronto tra persone dalle idee diametralmente opposte (per quanto sia una pratica sopravvalutata, dice lui).

    Nell’altro, Luca Sofri propone un contributo su come i servizi web che selezionano per gli utenti cose interessanti, compatibili e consigliate in base ai gusti già espressi, riducano la ricchezza del mondo e la possibilità di scoprire cose nuove.

    Si tratta di teorie affascinanti e anche ben documentate (ricordo un articolo sugli studi in questo senso riportato su Internazionale qualche mese fa, magari qualcuno più bravo di me lo saprà ritrovare-ecco, era l’homophily, grazie a Laura), ma io ultimamente ho una piccola fissa: il sospetto che, pur essendo il mondo visto tramite i blogger e i social network poco rappresentativo della società nei gusti e negli interessi, i comportamenti e gli atteggiamenti che teniamo sul web siano in realtà molto più simili a quelli “tradizionali” di quanto non ci vogliano far credere.

    E per questo vi chiedo: ma, prima di internet, voi frequentavate tutti queste persone che la pensavano diversamente da voi? Prima del web, le persone che amano la letteratura passavano i sabati sera con gli ultras della curva nord? Le persone di sinistra leggevano giornali di destra? I nostalgici del ventennio frequentavano le sezioni dell’Arci?

    Boh. A me sembra che da quando bazzico internet, ogni tanto un piccolo sguardo a mondi lontanissimi lo lancio. Sia che si tratti di sfogliare on line un giornale che non ho mai comprato, di leggere il post di uno di cui non condivido nulla, di scoprire che la gente si iscrive su Facebook a gruppi che non potevi nemmeno immaginare. Spesso non è proprio un confronto, ma un’occhiata di sfuggita. Rispetto a prima è già tanto, ma forse è un’impressione mia.

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    Posted in Ueb
  3. Conoscete la vostra velocità?

    24 marzo 2009 / 5 Comments

    Siccome in questo periodo mi capita di stare giornate intere senza connettermi ad internet, mi rendo conto sempre più spesso di quanto una buona parte delle persone che sono abituato a frequentare viaggi, grazie al web, ad una velocità vertiginosa. Torno a casa la sera e trovo discussioni infuocate, scambi di mail, botta e risposta. Passioni nate e morte nel giro di poche ore, astri nascenti al mattino e morenti nel primo pomeriggio, scandali scoppiati durante la colazione e già dimenticati all’ora del tè.

    L’impressione è che a stare sempre iper-connessi le cose si assorbano e si consumino ad una velocità impressionante rispetto a quello che succede di solito fuori. Un po’ come capita agli appassionati di musica e ai dj, che arrivano sui pezzi sempre in anticipo, o almeno ci provano. E quando un brano o un nuovo artista diventa un successo e appassiona i fruitori, loro già non lo sopportano più, l’hanno consumato, fanno spallucce di fronte agli entusiasmi altrui dicendo cose come “ma quando ci sarà un nuovo fenomeno tipo…” riferendosi ad un disco uscito tre settimane fa e passato 4 volte solo in 2 stazioni radio.

    Ovviamente non c’è niente di male a vivere questo sfasamento, e uno lo può chiamare élite, avanguardia, snobismo. Uno la può chiamare un po’ come vuole, e di certo non lo scopre oggi. Solo che a starci dentro si tende a dimenticarselo, che fuori non è così, e che a volte uno si accapiglia, si appassiona e si scoccia, parlando di un qualcosa che al di fuori di un gruppetto di persone nemmeno ha fatto in tempo ad attirare l’attenzione.

    Bisognerebbe cercare di ricordarselo. Può essere utile, per non sorprendersene ogni volta.

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    Posted in Appunti
  4. Il giorno migliore per cominciare

    23 marzo 2009 / 11 Comments

    Qual è il giorno migliore per cominciare? Una giornata di sole primaverile, di quelle in cui tutti, almeno all’inizio, sembrano di buon umore? Oppure una mattina grigia con le nuvole e la promessa di pioggia, che non contiene nessuna distrazione e ti ricorda che bisogna darsi da fare?

    E ancora, il giorno migliore per cominciare è un lunedì, che né di venere né di marte etc etc? Oppure è un martedì, che ti ricorda che non tutti cominciamo allo stesso modo, e che non bisogna rimanere ancorati alle vecchie superstizioni?

    Qual è il giorno migliore per cominciare? Quello in cui ti prendi un giorno di ferie e dici: adesso decido io? O quello in cui ti presenti di fronte alla solita routine pensando: tutto sembrerà uguale, tutto sarà diverso?

    Forse il giorno migliore per cominciare è quello fissato in una data che vuol dire qualcosa: capodanno, il tuo compleanno, il primo giorno di primavera, il giorno in cui è nato o morto qualcuno. Un giorno in cui le cifre sembrano volerti indicare qualcosa. O forse è meglio una data che non vuol dire niente, per poter pensare che sarai tu a dargli significato.

    Potrebbe darsi che il giorno migliore per cominciare sia quello in cui bisogna cominciare per forza, tipo il primo giorno di scuola, o il rientro dalle vacanze. Oppure quello in cui se non cominci qualcosa muori, come il giorno in cui ti scade il contratto o lei ti lascia o qualcuno ti batte su una spalla e ti dice: è finita.

    Forse il giorno migliore per cominciare è quello che hai deciso da un sacco di tempo, e ti ci avvicino ogni giorno preparandoti e respirando sempre più forte. Oppure è il giorno in cui ti alzi senza nemmeno sospettare niente, ma ad un certo punto dici: è adesso.

    Probabilmente voi vi starete chiedendo: ma il giorno migliore per cominciare cosa?

    Non è quella la domanda, non è quella. La domanda in realtà è una sola: se il giorno migliore per cominciare sia oggi. Oppure domani.

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    Posted in Appunti
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