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L’arte di scegliere il film dal titolo

9 marzo 2009 / 20 Comments

Scusate, volevo solo chiedervi se avete visto The Wrestler. E se sì, se anche nel cinema dove l’avete visto voi c’erano ciurme di ragazzini che dopo i primi dieci minuti hanno cominciato a mugugnare “ma che cazzo di film è?”, “ma che è sta roba” e “ahò, ma te lo sapevi che era così”? Fino ad arrivare ad andarsene, atterriti perché probabilmente speravano di vedere un film di mazzate, e invece gli è toccata una storia bella e delicata su un vecchio fallito e su quanto è difficile fare qualcosa della tua vita, quando sai fare una cosa sola.

Posted in Biglietti strappati
  1. 9 marzo 2009

    Smeerch

    Akille, non dire così. Ti prego. Gli ‘addetti alla scelta di un titolo italiano per le pellicole straniere’ potrebbero sentirti, pentirsi della loro scelta e tornare sulla strada della follia insensata. Per una volta il titolo originale della pellicola non è stato cambiato. Ci è andata bene. ;)

    Reply  
  2. 9 marzo 2009

    Achille

    Ma tali addetti devo andarne fieri della scelta, nella sala in cui stavo io con un titolo diverso avrebbero fatto un quarto dei paganti :)

    Reply  
  3. 9 marzo 2009

    luca

    la prossima volta che leggano prima la trama…..o internet serve solo per giocare???

    Reply  
  4. 9 marzo 2009

    Nicola Mattina

    LOL

    Reply  
  5. 9 marzo 2009

    Fiabeschi

    Ci è andata bene proprio perchè non l’hanno cambiato. Il punto più basso rimarrà sempre “se mi lasci ti cancello” al posto di the eternal sunshine of the spotless mind, pensa che rischio abbiamo corso…

    Reply  
  6. 9 marzo 2009

    La Volpe

    pensa quanto è difficile fare qualcosa della tua vita, quando non sai fare niente

    Reply  
  7. 9 marzo 2009

    lester

    Da me c’erano sei persone in tutta la sala. Bellissimo, devo dirlo.

    Reply  
  8. 9 marzo 2009

    Emanuela

    Io invece PURTROPPO sono stata a vedere The reader. Avessi saputo che Minghella era uno dei produttori avrei evitato salvandomi la serata.
    Secondo tempo inguardabile, storia buttata via e soprattutto…in un film in cui largo spazio è dato alla parola scritta, la PECIONATA di collocare, nella Germania dal ’54 al ’95, libri, biglietti, lettere, schemi su lavagne appartenenti ad una facoltà di legge ad Heidelberg, SCRITTE IN INGLESE. Vomitevole.

    Reply  
  9. 9 marzo 2009

    corrado

    Io ricordo tanti ani fa una famigliola con ragazzini che nella fila dietro a me guardava Il Deserto dei Tartari …………niente di nuovo

    Reply  
  10. 9 marzo 2009

    chiara

    Con questo (bellissimo) film sinceramento no, non mi è capitato. Invece mi capitò con “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”, che, non so se lo ricordate, in Italia fu passato infelicemente con il titolo “Se mi lasci ti cancello” e con un trailer che sembrava quello di “Una settimana da dio”.

    Reply  
  11. 9 marzo 2009

    Achille

    Per Chiara e Fiabeschi: io oooodio (leggere con voce da puffoquattrocchi) i titoli tradotti senza rispetto del senso.
    Ma su eternal sunshine all’epoca avevo una posizione leggermente diversa:
    http://www.akille.net/2004/10/26/se-mi-traduci-mi-vengono-a-vedere/

    (ah, i bei temi dei post da 60 commenti :D )

    Reply  
  12. 9 marzo 2009

    ciorven

    The wrestler non ho proprio nessuna voglia di vederlo (sul genera ha già detto tutto Houston con Città amara qualche anno fa) però in fatto di titoli assassini vi ricordo:
    Corvo rosso non avrai il mio scalpo
    America 1929 sterminateli senza pietà
    ma soprattutto
    Non drammatiziamo è solo questione di corna (titolo cazzone di un delicatissimo dilm di Truffaut Domicile Conjugal…

    Reply  
  13. 9 marzo 2009

    akiro

    io spero sempre di beccare una bella sala vuota quando vado al cinema…

    io oooodio i casinisti al cinema.

    Reply  
  14. 9 marzo 2009

    GG

    E questo solo perchè ti sei perso le prime di “Watchmen”. Fantastiche. Un sacco di ragazzini (anche sotto i 14 anni per i quali era vietato) portati da genitori convinti di andare a vedere XMen o giù di lì e costretti a sorbirsi nudità frontali, lunghe scene di sesso, donne incinte freddate a bruciapelo, braccia amputate con la smerigliatrice e teste aperte in due con la mannaia…

    All’inizio mi davano un ENORME fastidio i brusii tra lo scandalizzato e lo sdrammatizzante ad ogni scena “adulta”.

    Poi ho iniziato a provarci gusto. Hai voluto pensare che fumetto+supereroe=robadaragazzini?

    E beccati le budella appese al soffitto. Te le sei meritate.

    Reply  
  15. 9 marzo 2009

    frank

    A me non e successo, per fortuna!
    Potere seduttivo del wrestling sui ragazzini? Forse. Ma non solo. Tornando al cinema consiglio, per chi ha amato il film e un attore come Rourke, questa lettura:
    http://www.sentieriselvaggi.it/articolo.asp?sez0=216&sez1=51&art=31169

    Reply  
  16. 9 marzo 2009

    Cratete

    Forse i responsabili di questa scempiaggine sono i distributori furbetti che qui da noi hanno divulgato un trailer quantomeno fuorviante: http://www.youtube.com/watch?v=hIigic7hlzE

    Reply  
  17. 10 marzo 2009

    Fabrizio

    Ha perfettamente ragione Cratete, in Italia negli ultimi anni i trailer stanno diventando sempre più fuorvinati.
    Quando ho visto Saturno Contro al cinema ho sentito dei commenti nei bagni che Povia al confronto è un santo. Infine non riesco ad esprimere un giudizio su coloro che lasciano la sala prima che finisca il film.

    Reply  
  18. 10 marzo 2009

    robba

    A me è successo con Cous Cous con i biglietti sold out due ore prima dell’inizio del film e il pubblico mugugnante due minuti dopo. Queste cinquantenni pashminate di Prati l’avevano scambiato per la solita commedia sentimentale speziata.

    Reply  
  19. 16 marzo 2009

    Roberta

    per me invece è stato un bellissimo film!!

    Reply  
  20. 19 marzo 2009

    buoni presagi

    Quando ho visto al cinema “Primo amore” di Garrone avevo davanti tre ragazze convinte di essere andate a vedere un film romantico che sono uscite dalla sala inorridite e offesissime, dopo aver mugugnato per tutto il film.

    Reply  

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