Laddove ce ne fosse ancora bisogno, la lista dei segni che ti dicono che Facebook è un “fenomeno” di costume, e altre manie internettare e tecnologiche no, si allunga a dismisura. Di seguito, gli ultimi casi rilevati e rilevanti.
Ad esempio, un’intera campagna pubblicitaria di una compagnia di telefonia mobile è basata sul fatto che se ti compri quel tale cellulare potrai stare sempre dentro Facebook. Non nel senso che puoi fare questo, questo e quest’altro e anche andare su facebook: questo è proprio proprio fatto apposta per facebook e gli spot radio parlano solo di facebook. Chissa se puoi usarlo per chiamare qualcuno.
Ma la cosa che mi ha più impressionato: io non avevo mai visto usare le affissioni 6×3 in strada per pubblicizzare dei libri. Pensavo fossero strumenti usati esclusivamente per i film, per la biancheria intima, al massimo per qualche profumo. E invece per la prima volta c’è un libro che si merità questo onore: è un romanzo d’amore, basato su Facebook.

Francesco C.
Osservazione marginale: “le altre 17″ -> “le altre 27″
Giovanni Fontana
Ne mancano altre 10!
subliminalpop
Oggi sul Corriere c’è una lettera di Ellroy indirizzata ai librai che parla del suo prossimo romanzo in uscita il 22/09. Tralasciando il contenuto vero e proprio della stessa, verso la fine si legge la seguente frase: “Cercatemi su facebook e fatemi sapere cosa ne pensate”.
Andrea Poulain
facebook si st mangiando myspace e twitter mi sà…
Alessandro Bono
Credo sia già all’ammazzacaffè, almeno in Italia.
Achille
Vale ancora “volevo vedere se eravate attenti”?
No, avete ragione, è un mesto refuso. Lo correggo, grazie.
godzilla
a parte che quello spot del deodorante dice pure “46 donne su 100 si sentirebbero più sicure con le ronde”. che poi perché non scrivere “a 54 donne su 100 non frega un tubo delle ronde”? sarebbe più sensato, almeno da un punto di vista statistico…