Ucciso a colpi di telecomando

Questo post è una richiesta d’aiuto, per togliermi una curiosità. Avete presente che ogni tanto spunta qualcuno che dice che la colpa della violenza dilagante è della televisione, di internet, di Romanzo Criminale, di Dylan Dog, di Magnun P.I. o di Tre cuori in affitto?

Sì? Dunque, mi chiedevo: ma esistono studi che provano o cercano di provare cose del genere? Testi o indagini in cui si argomenta se è vero che con l’aumentare della violenza nella produzione televisiva e cinematografica sono aumentati i reati violenti, o in cui si verifica se in paesi con meno violenza in tv ci sono meno violenze che altrove? Se qualcuno ne ha notizia, faccia un fischio.

Per ringraziarvi di aver letto questo post, riporto a beneficio di chi non la conoscesse, una citazione di Hitchcock che mi hanno raccontato oggi. In seguito ad un assassinio avvenuto in una doccia, una giornalista intervistò il grande regista, chiedendogli se non si sentisse in colpa per aver ispirato l’omicida con la famosa scena di Psycho. Lui, per tutta risposta, dichiarò: “Avrebbe ucciso lo stesso, ma in un modo più noioso”.

17 Responses to Ucciso a colpi di telecomando
  1. EmmeBi Rispondi

    Sempre grande il vecchio zio Alfred.

  2. seymour caulfield Rispondi

    Secondo alcuni studi, il 99% dei criminali italiani erano mangiatori di pastasciutta.

  3. Smeerch Rispondi

    E’ dai piccoli particolari che si vede il genio di un artista. In questo caso regista.
    Mi permetto, in proposito, di citare Mauro ‘Mancio’ Mancini – giovane regista di alcuni episodi di “Feisbum”, il quale alla domanda:
    “Facebook avrà anche dei lati negativi?” Ha laconicamente risposto: “I lati negativi di Fb sono gli stessi lati positivi”.

    http://www.unita.it/news/84570/feisbum_il_fascino_di_facebook_in_una_commedia_anni

  4. Lorenzo Rispondi

    Esistono, esistono. Ce ne saranno più di 5000, ma i risultati sono contrapposti.
    Sinteticamente: non si può dire che la violenza nei media (da fumetti a TV, da videogame a Internet) porta alla violenza. Sì e no, la questione è complessa. Bisogna considerare il contenuto, le caratteristiche delle persone e il contesto di fruizione. Le misure di prevenzione hanno senso, ma dove servono. Le misure restrittive hanno senso, ma con logica.

    Credo comunque che anche se ci fosse convergenza nelle ricerche cambierebbe poco. Se ti dicessi che posso dimostrare che ci saranno meno stupri senza severità della punizione, ci staresti? Penso che in parte c’entri l’aspetto razionale, in parte ciò che in quanto membri della società accettiamo sia legittimamente riconosciuto.

    Comunque se hai voglia ti mando un paper che ho trovato nella roba dell’università (sociologia), ma non aspettarti risposte definitive.

  5. restodelmondo Rispondi

    Senti, prima della televisione e del cinema c’erano teatro e opera.

    Hai in mente la trama media dell’opera? Il tasso di sadomasochismo di una trama pucciniana? Case study: nel “Don Giovanni” di Mozart ci sono: un tentato stupro, un omicidio, una seduzione di donna sposata, un altro tentato stupro molto realistico, un tentato linciaggio, un tale preso a calci e pugni, l’idea che sia ovvio che un marito meni la moglie di tanto in tanto, l’umiliazione di una amante, e un diavolaccio che si porta all’inferno il protagonista.

    Oppure vogliamo parlare di Shakespeare? Lady Macbeth, un donnino fragile che ti mette in pace con il mondo…

    E piu’ indietro, le tragedie greche: spariamo sulla croce rossa?

    Ovviamente, anche in quei tempi c’erano i moige dell’epoca che sostenevano che se una donna tradisce il marito e’ colpa di M.me Bovary.

    Peraltro: quelli erano anche tempi in cui era *normale* girare armati – tanto per dire. Oppure in cui (vedi sopra) era ovvio che un marito allungasse le mani sulla moglie. Siamo sicuri che la violenza sia cosi’ dilagante?

  6. Matteo Sassano Rispondi

    Sicuramente aumentano le emulazioni, il resto non credo… Alla fine è entertainment. Ciao!

  7. paolo Rispondi

    Studi attendibili proprio non ce ne sono, però non pensare che il problema sia solo la televisione o i videogiochi:

    http://www.theonion.com/content/video/should_we_be_doing_more_to_reduce
    ;)

  8. Chi protesta Rispondi

    Degli studi ci saranno senz’altro anche se non so indicarteli .
    Però, anche se queste polemiche sono cicliche, ogni tanto ritornano, e fanno comodo per riempire qualche spazio, ne condivido la preoccupazione di fondo.
    Mi baso semplicemente sul mio studio personale con campione di riferimento 1 sola persona: mio figlio di 6 anni .
    Mio figlio è un imitatore incredibile di ciò che vede in televisione: ripete parole, gesta e comportamenti.
    La mia è una fatica quotidiana per spiegargli che ciò che ede non è la realtà, anzi nella vita i comportamenti sono molto diversi.
    Ma è assolutamete indirizzato da ciò che vede in tv. Non serve a nulla selezionargli i programmi.Non c’è nulla di più violento di Tom & Gerry .
    E quando si incontra all’asilo con i suoi amici gioca a a fare il power ranger, con calci e pugni volanti, o anche il gioco delle figurine non è più quello dei miei tempi con i calciatori, ma è un combattimento tra gormiti.
    Non sottovalutiamo il potere diseducativo della TV.

  9. alesstar Rispondi

    l’unico studio che ricordo è uno uscito in usa quest’inverno, sul fatto che le gravidanze adolescenziali siano causate da una maggiore fruizione di tv e internet dalle ragazze che appunto restano incinte sotto i 18 anni. che però mi pare una boiata comunque, al pari del fatto che la tv e internet incitino alla violenza.
    son d’accordo con chiprotesta e restodelmondo : )

  10. Rudy Bandiera Rispondi

    Francamente non so… adesso vado a tirare un paio di sassi da un cavalcavia sull’autostrada e domani vediamo il numero di emulazioni :-)

  11. Achille Rispondi

    Io tendenzialmente sarei d’accordo con Restodelmondo (fa sempre strano dire che la pensi come il restodelmondo) però la mia curiosità era proprio questa: sono cose che si affermano a botta di buon senso e che si rifiutano a colpi di buon senso? o c’è qualche studio?

    Comunque accolgo tutti i contributi con interesse. Mandate robba, ansomma :)

  12. alesstar Rispondi

    ah, pensavo, a sdc sapienza c’è mediamonitor, che è l’osservatiorio permanente su giovani e tv. forse loro hanno pubblicato qualcosa al riguardo, ma non so dirlo con certezza, perchè non me ne sono mai occupata dirattamente

  13. mlenders Rispondi

    Mi sa che una buona trattazione di questi argomenti li puoi ritrovare in “Cattiva Maestra Televisione” di Karl Popper ..il lavoro é datato ma l’oggettiva qualitá non si discute..
    Sicuramente per una visione completa si dovrebbero leggere anche le opere di critica, soprattutto quelle nate dalla sociologia italiana.. ma Popper potrebbe essere un buon punto di partenza..

    «Ogni qualvolta una teoria ti sembra essere l’unica possibile, prendilo come un segno che non hai capito né la teoria né il problema che si intendeva risolvere.» :)

  14. Lorenzo Rispondi

    Ma io non so se ci sia qualcosa su Internet, ma posso stra-assicurare che la cosa è molto ma molto studiata. Il fatto è che uno studio serio non è quello che “piace alla gente”, non proclama verità assolute, ed è scritto difficile. Io, come stanno le cose, l’ho detto. Ti manderò il paper e le slide che ho trovato.
    (a restodelmondo: la cosa del teatro è un po’ triste da sentire, che non so se ti rendi conto che non era proprio come oggi la vita).
    Io sono convinto che ora in verità sia molto ma molto meno violenta di un tempo, il punto è se certi prodotti mediali peggiorino la situazione. Per molti non è così, per alcuni può essere uno stimolo (non il grilletto, né la genesi, una specie di fertilizzante per situazioni già disagiate). Penso non sia corretto privare i più dell’intrattenimento, ma bisogna stare attenti ad alcuni casi, minori soprattutto.

  15. Chi protesta Rispondi

    Dite cheoggi c’è meno violenza che nel passato ? Non lo so, non sono sicuro.
    Di sicuro oggi c’è più violenza gratuita, cioè l’atto di violenza fine a se stesso, solo per fare violenza.
    Una cosa è una vilenza scaturita da un’offesa, da un voler difendere un proprio diritto, da uno scatto d’ira .
    Altra cosa è l’atto di violenza da parte del bullo, da quelli che dicono l’abbiamo fatto per noia, da quelli che poi mandano il filmato su youtube.
    Questa violenza gratuita in passato non esisteva. Adesso si ed il motivo è che adesso in coscienza non si conosce più il limite del giusto e dello sbagliato, perchè la violenza fa parte della vita quotidiana e ci usa la violenza non mette più in discussione il suo comportamento.
    Questo l’ha prodotto la tv.

  16. restodelmondo Rispondi

    Mmmm… in passato ci si sfidava a duello per questioni di onore. Ora il fenomeno in Occidente e’ relegato in qualche quartiere disagiato.

    E, a proposito di “onore” (che mi pare un motivo molto futile): vogliamo parlare di tutte le donne spinte al suicidio, se non proprio uccise, per non aver fatto quel che la famiglia voleva?

    No, grazie, preferisco il XXI secolo.

  17. alesstar Rispondi

    (piccola parentesi che si limita a una fascia minorile della popolazione)

    comunque ci tengo a precisare una cosa sul bullismo: non è che sia propriamente una piaga dei giovani-ragazzini-delinquenti-che-vanno-a-scuola-negli-anni-2000 come ci vogliono far credere i tiggì ecc ecc di adesso, già alla fine degli anni ’80, inizio ’90 (e dico questi perchè è quando andavo alle *elementari*, manco medie, io) atti di bullismo ce n’erano belli e buoni. magari non s’arrivava alla coltellata o alle botte, però le violenze psicologiche c’erano anche allora. solo che mo se la prendono con i pokemon, e naruto e blablabla, all’epoca non so, forse con mazinga.

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