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  1. Agosto, blog mio etc etc

    30 luglio 2009 / 2 Comments

    Con la vignetta numero 6 di AKA il blog vi saluta perché, com’è tradizione, durante il mese di agosto si andrà molto a rilento. Contrariamente a quanto dichiarato sul pezzo uscito proprio oggi per InPausa, i social network come Facebook o Friendfeed saranno un po’ più presidiati. La mail la si leggerà più raramente, nel caso non offendetevi. Ci si vede in giro, altrimenti passate una buona estate. (anzi, come ho letto sul blog di Linus, “cercate di non sprecarla”)

    Aka, parole mie, disegni di Bobo/Artefatti

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    Posted in Aka
  2. Brunori Sas e il mio disco dell’estate

    30 luglio 2009 / 5 Comments

    Come ogni estate, ci sono dischi di cui parli perché li reputi belli, dischi di cui parli perché ti ossessionano, e dischi di cui parli perché ti ci sei affezionato.

    Anche quest’anno io ne ho uno che rientra nell’ultima categoria, ed è quello di Brunori Sas. Trattasi del primo disco di un cantautore calabrese, che rinogaetaneggia acusticamente e che se volete potete ascoltare integralmente cliccando qui. Quella che segue non è una recensione, sono appunti presi ascoltando.

    “Ingollavo Peroni e iniziavo ad urlare delle pene che solo ti sa dare l’amore”

    Il primo sguardo d’amore con questo disco è scoccato all’ascolto di Guardia ’82, traccia contenuta della compilation di RockIt per l’estate 2009, consigliata qui. C’ho messo un po’ a capire che la Guardia di cui si parlava era quella piemontese, sulle coste della Calabria. Su quelle spiaggie si posizionano le canzoni di Dario Brunori che, citando Bruno Lauzi dice “”Io scrivo solo canzoni tristi, perché quando sono felice esco”.

    “Le ginocchia sbucciate, il pallone bucato da un vicino incazzato”

    Ecco, le canzoni di Brunori Sas sono più o meno tutte tristi, ma senza essere lagnose, che sono tristi essendo consapevoli che la tristezza ci sta. Ed essere triste non ti rende speciale, o più bello.

    “Il calcio è la sola religione del mondo, che ho intorno”

    Le canzoni di Brunori Sas parlano di piccole cose, di spiaggie, di falò, di storie d’amore, di un Paolo che prega Dio, ma anche Padre Pio, e che sogna una donna da portare in giro sulla Panda. Parlano di paese reale, almeno ad occhio. Di un paese reale che mi è sembrato di vedere spesso, in cui si pensa al mutuo, al calcio, ad un lavoro che sia pagato.

    “Avevo 10 anni ma pensavo già alle donne e chiuso dentro il bagno amavo Edwige Fenech”

    E quando Brunori esce da questo paese reale e da questa normalità lo fa parodiando, e canzonando. O almeno questo è quello che ho inteso io ascoltandolo, come se fosse uno che conosco e che sta cantando nella sala da pranzo di casa mia.

    “Il tuo splendor mi fa morir di nostalgia”

    Perché ognuno le canzoni se le interpreta un po’ come vuole, e io questo disco ho scelto di sentirlo come se facesse parte del mio mondo, aiutato anche dalla cover che lo chiude. Stella d’argento, originariamente di Gino Sant’ercole. Una canzone che  per me esisteva solo nelle feste di piazza ad agosto in Calabria, almeno fino a Brunori Sas.

    Brunori Sas, Vol 1. Pezzi consigliati: Come stai, Guardia 82, Italian Dandy, Paolo.

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    Posted in Playlist Estate 09
  3. Giustamente

    29 luglio 2009 / 5 Comments

    Ricordarsi sempre che ognuno, giustamente, ritiene i propri problemi più problematici di quelli altrui.

    BANG!

    “Oddio, mi hanno sparato”

    “Sì, ma sapessi che giornata ho avuto io!”

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    Posted in Appunti
  4. Recensioni avanzate

    28 luglio 2009 / Leave a comment

    Stavo leggendo una discussione su Friendfeed sui blogger che si prestano a pubblicizzare prodotti che vengono inviati loro in omaggio (tipo superalcolici, cibi, piccoli elettrodomestici) e, mentre davo il mio fondamentale contributo alla discussione dichiarando che a me non mandano mai niente, mi è venuto in mente che non è proprio vero.

    Cioè a me non hanno finora mai mandato nè proposto roba da bere o da mangiare, ma ogni tanto qualcuno mi ha scritto per chiedermi se mi interessava testare qualche servizio o vedere qualche film in anteprima. Facendo mente locale ho realizzato che il più delle volte ho risposto “mandate pure, ma non garantisco niente” e nella maggior parte dei casi non sono riuscito né a presenziare, né a testare alcunchè.

    Una volta mi hanno scritto per chiedermi se volevo un libro da leggere. Ho risposto anche lì “se non vi aspettate che ne parli per forza” e il libro è arrivato, l’ho letto e mi è pure piaciuto. E dopo averlo letto mi sono detto: oh, di questo libro potrei anche scrivere “Mi è piaciuto” mettendo ben in vista il fatto che me lo hanno mandato. Solo che me ne sono dimenticato.

    E oggi, mesi e mesi dopo, voglio recuperare, in grave ritardo, e dire che ho letto Studio illegale di Duchesne, e l’ho trovato un buon libro. Uno dei pochi in cui ho ritrovato un racconto credibile del terziario avanzato in cui viviamo un po’ tutti, quello avanzato non nel senso che sta avanti, ma nel senso che è rimasto e non sappiamo dove metterlo. Un libro che riesce a stare abbastanza aderente alla realtà da non farsi mandare a quel paese, e abbastanza sopra le righe da non farsi dire ” vabbè, questa roba la so già, me la devi dire tu?”.

    Ecco, questo volevo dire, ma me ne sono dimenticato. Recupero oggi, per togliermi questo sassolino, e per dire che in fondo è un bene se non mi mandano roba da mangiare da recensire sul blog. Che tanto la farei scadere, e poi i bambini in Africa chi li sente?

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    Posted in Varie ed eventuali
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