Stavo leggendo una discussione su Friendfeed sui blogger che si prestano a pubblicizzare prodotti che vengono inviati loro in omaggio (tipo superalcolici, cibi, piccoli elettrodomestici) e, mentre davo il mio fondamentale contributo alla discussione dichiarando che a me non mandano mai niente, mi è venuto in mente che non è proprio vero.
Cioè a me non hanno finora mai mandato nè proposto roba da bere o da mangiare, ma ogni tanto qualcuno mi ha scritto per chiedermi se mi interessava testare qualche servizio o vedere qualche film in anteprima. Facendo mente locale ho realizzato che il più delle volte ho risposto “mandate pure, ma non garantisco niente” e nella maggior parte dei casi non sono riuscito né a presenziare, né a testare alcunchè.
Una volta mi hanno scritto per chiedermi se volevo un libro da leggere. Ho risposto anche lì “se non vi aspettate che ne parli per forza” e il libro è arrivato, l’ho letto e mi è pure piaciuto. E dopo averlo letto mi sono detto: oh, di questo libro potrei anche scrivere “Mi è piaciuto” mettendo ben in vista il fatto che me lo hanno mandato. Solo che me ne sono dimenticato.
E oggi, mesi e mesi dopo, voglio recuperare, in grave ritardo, e dire che ho letto Studio illegale di Duchesne, e l’ho trovato un buon libro. Uno dei pochi in cui ho ritrovato un racconto credibile del terziario avanzato in cui viviamo un po’ tutti, quello avanzato non nel senso che sta avanti, ma nel senso che è rimasto e non sappiamo dove metterlo. Un libro che riesce a stare abbastanza aderente alla realtà da non farsi mandare a quel paese, e abbastanza sopra le righe da non farsi dire ” vabbè, questa roba la so già, me la devi dire tu?”.
Ecco, questo volevo dire, ma me ne sono dimenticato. Recupero oggi, per togliermi questo sassolino, e per dire che in fondo è un bene se non mi mandano roba da mangiare da recensire sul blog. Che tanto la farei scadere, e poi i bambini in Africa chi li sente?

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