Chiambretti è un’icona della televisione italiana. O meglio, Chiambretti è un’icona della televisione “alternativa” italiana, quella fatta per chi di solito la televisione non la guarda, o la guarda criticandola. Ha raggiunto il suo successo abitando fasce orarie e generi considerati marginali e ha lanciato una serie di stili, usi e costumi sui quali altri campano ancora anni dopo. È riuscito a scavalcare il recinto di questa (seppure grande) nicchia, arrivando persino sul palco di Sanremo, senza bruciarsi e ricordando la strada per tornare indietro. È uno degli ultimi baluardi del concetto di “seconda serata” (che ormai comincia a mezzanotte) e riesce ancora a proporsi come il “ragazzino terribile” della tv italiana. A 50 anni.
Negli ultimi anni i miei orari da spettatore e i suoi da conduttore coincidevano poco, e ieri sera ho visto qualche minuto di un suo programma dopo un bel po’ che non succedeva. E ho visto un momento in cui lo spettacolo era costituito prima dal gran sedere di una ballerina agitato a poca distanza dalla poltrona di un signore che dovrebbe rappresentare i conservatori, poi da una serie di frasi di Alfonso Signorini riportate dallo stesso Chiambretti mulinando le braccia come “devono” fare i gay, infine dall’ingresso di Alba Parietti, per l’ennesima volta nel ruolo di bellona della sinistra italiana.
Poi non ho guardato più, e mi è rimasto il dubbio: sono io che mi sono infighettito negli anni, è lui che si è arenato o sono stato molto sfortunato e dovrei dargli un’altra possibilità?

Smeerch
Eh. Bella riflessione. Credo che con Bordone potreste discuterne per decenni.
enzo
Sapevo che c’era Pernazza degli Ex-Otago ospite ma avevo preferito non approfondire. Ho appena visto un video su youtube linkato da Colas. Mah, sono molto perplesso.
Mi sa che non seguo CVhiambretti da quando faceva quella roba con Paternostro in un tendone da circo, mi sembrava una cosa veramente diversa (c’era pure l’Intervallo di Ciprì e Maresco), ma forse ero solo più piccolo io.
ciao, e.
Silvio
no, sai, Akille, non ci siamo infighettiti noi, almeno non più di tanto.
E’ che purtroppo quello che hai visto è quello che è. Non c’è più il Chiambretti ‘Postino’, che faceva trasmissioni dalle Aule Magne dell’Università.
Di fatto adesso, in seconda serata, ruba il posto a qualche bella replica di telefilm anni 80.
Alessandro
Secondo me devi dargli un’altra possibilità. Anzi, più di un’altra. Tutte le sue trasmissioni degli ultimi anni si reggono su situazioni, personaggi e strutture ripetute in modo ossessivo (potremmo chiamarli tormentoni, ma non si tratte esattamente di tormentoni, è più simile a quello che succede leggendo un fumetto a puntate) che alla fine, in qualche modo, riescono a creare un mondo assurdo nel quale ti senti a casa. A Markette era così, e funzionava alla grande. La nuova trasmissione, l’anno scorso, mi è sembrata senz’altro inferiore a Markette, ma non da buttar via.
Se ti piace Chiambretti guarda almeno altre 2 o 3 puntate. Potrebbe valerne la pena.
ottanta/cento
La seconda che hai detto. E’ stato imbarazzante persino il momento in cui è arrivata Alda Merini.
Roberto Bernabò
Ci siamo conosciuti questa sera all’anteprima del film di Quentin Tarantino: “Bastarsi senza gloria”.
Noto che il tuo blog non ha link.
Ti chiedo di poter linkare il tuo e se deciderai per la reciprocità ne sarò lieto.
(internet è anche questo tra partentesi)
Con stima.
Rob.
cliste
è successo pure a me uguale uguale…e onestamente non so che fare. dargli un’altra possibilità? facile che sarà più o meno nel 2015 visto il tempo che non lo vedevo. comunque io propendo per il fatto che è LUI che si è infighettito. ecco.
leo
Va bene, se Chiambretti si merita una seconda possibilità, allora anche Gengis Khan.