Mentre scorrevano i titoli di coda, pensavo che Basta che funzioni condivide lo stesso messaggio di fondo con un altro film di Woody Allen, Matchpoint. Il messaggio, in sintesi, è: la vita è governato dal caso, qualsiasi tentativo tu faccia di predisporre le cose, le coincidenze decideranno per te, e tu puoi solo approfittare di quelle benevole.
Tema uguale, svolgimenti completamente diversi. Matchpoint è un film bello da vedere, confezionato benissimo e molto potente in alcuni momenti, ma è appesantito dalla costante impressione di sentire il regista dire “ehi, avete visto, so fare anche i film seri, avete visto?”. E alla fine il messaggio, appoggiato, spiegato e dichiarato nel monologo iniziale, pur nella sua potenza rimane un po’ freddo. Anche per quelli come me che alle domande di Woody rispondevano: “sì, sì, sei bravo, lo sappiamo, abbiamo visto”.
In Basta che funzioni, un film più semplice, leggero e apparentemente più facile, il messaggio è affidato ad una pioggia di parole ed a tutto l’armamentario woodyalleniano per far ridere. Ci sono i monologhi quasi cabarettistici, la gente che parla in camera, i dialoghi da seduti (i più difficili da scrivere, i più a rischio noia), i clichè di Allen, i personaggi estremizzati. C’è anche il personaggio che non è lui ma in realtà è lui.
C’è tutto, e tutto questo diverte e fa arrivare dritto il messaggio, che ti rimane dentro almeno un po’. In altre parole: funziona. Basta questo, no?

luca
io l’ho visto, come del resto tutti gli altri di Allen, e sinceramente considero questo il migliore della sua produzione…
valentina
L’ho visto ieri sera, e sinceramente non ho trovato nulla di nuovo rispetto ai tanti vecchi film e della sua visione della vita, che ormai si ripete uguale da anni. L’uomo adulto (diciamo vecchio) che con riluttanza iniziale decide di vivere la storiella con la giovane del caso per poi innamorarsene sul serio.
Di film seri mi sono piaciuti Interiors (che pochi conoscono) e Un’altra donna, e Match Point era una copia quasi esatta di Crimini e Misfatti. Comunque lo adoro sempre.
Emanuela
Grazie a valentina per lo spoilerone, vado a vederlo comunque va…
Achille
@luca: il su miglior film di sempre no, io non lo metto nemmeno tra i primi 5, sinceramente.
@valentina: vero, non è una novità, ma stavolta funziona di più rispetto ad altre sue opere in età matura, secondo me.
@manu: vai, poi mi dici se t’ha fatto ridere (che altrove c’è dibattito)
luca
@akille: lo considero il migliore perchè, a differenza degli altri, non ha i cosiddetti “momenti morti”, che a mio avviso hanno caratterizzato e non poco i precedenti…poi si sa, tutto è soggettivo…
Paolo
Io credo che alla fine il discorso allenianamente sia: la vita dura poco ed è piena di sofferenza alla fine inevitabilmente c’è la morte, percui qualsiasi cosa riesca a farti tirare avanti va bene, whatever works appunto…
Si tratta di un film ottimista, non ne faceva da tempo.
maurizio
contro Repubblica.it (chiedo scusa per l’OT)
http://www.agoravox.it/Per-la-dignita-delle-donne-non.html
pollucchero
Io più che a Matchpoint l’ho associato ad Hanna e le sue sorelle, sopratutto per il finale.