Il problema con Terry Gilliam nasce se cominci a farti delle domande. Come si può parlare male di uno che ha diretto Il senso della vita dei Monty Python, Brazil, L’esercito delle 12 scimmie e Paura e delirio a Las Vegas? E come si può fidarsi di uno che si è rovinato la carriera per inseguire i fantasmi del Barone di Munchausen e di Don Chisciotte? E come avere un giudizio univoco su uno che ha messo in piedi un film potenzialmente meraviglioso come I fratelli Grimm e l’incantevole strega e poi ha affidato una parte fondamentale a Monica Bellucci? (ok, non era l’unico problema del film, però)
L’unica soluzione che mi è venuta in mente è: non farsi domande. Affrontare ogni suo film come se fosse il primo di un tizio che non conosci, entrare nel cinema come un bambino piccolo a cui nessuno si è premurato di spiegare nemmeno di cosa si parla.
Così bisogna fare anche con Parnassus, l’uomo che voleva ingannare il diavolo, se ci riuscite. E la verità è che se siete tizi che amano i film con gli ingranaggi stretti fino ad essere blindati, di quelli che puoi rivedere 10 volte e non ci troverai mai un buco, un dubbio, una battuta a vuoto, un dialogo che si poteva togliere (e avete tutto il diritto di esserlo), difficilmente ci riuscirete.
Ma se ogni tanto ci riuscite, potreste entrare un un mondo effettivamente magico, in un luna park lungo, sgangherato e spiritoso, in un film che forse non lascia molto, se non la sensazione di essersi divertiti parecchio, e che il cinema può servire anche a questo. E che farlo servire a questo non è così facile come si potrebbe pensare.
P.s. Al di là del gusto personale, ci sono due motivi sfiziosi che potrebbero spingervi a vedere il film. Uno è lo sforzo fatto nel modificare la sceneggiatura per fare in modo che un film iniziato da Heath Ledger fosse finito da Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell. Il secondo è Tom Waits che fa il diavolo.
P.p.s. Il film esce in Italia il 23 ottobre, con un’anteprima il 18 durante la Festa del cinema. Io l’ho visto durante un’anteprima “per blogger” organizzata da Digital p.r. che ovviamente ringrazio.

Smeerch
Io sono entrato in sala proprio con lo spirito di “un bambino piccolo a cui nessuno si è premurato di spiegare nemmeno di cosa si parla”. E mi sono divertito un mondo
Davide
Io sono entrato pienissimo di aspettative.
E sono state tutte soddisfatte
GG
mmmh piccolissimo appunto.
IL SENSO DELLA VITA non era di Gilliam. Anzi, è il film che ha definitivamente mostrato la distanza tra l’americano e i compagni inglesi.
Gli fu chiesto come al solito di occuparsi SOLO delle animazioni, lui -reduce da BRAZIL- disse “ok, anzi, no. Quasi quasi lo giro dal vivo.”. E infatti girò il corto di apertura senza badare a spese e glie lo consegnò “chiavi in mano”. Il resto del film era stato messo nelle mani di Terry Jones, che ovviamente fu SURCLASSATO da Gilliam.
Vinse il premio della giuria di Cannes quasi soltanto per il corto d’apertura. E col senno di poi lo stesso Jones dirà “in effetti se guardavi una scena di Gilliam vedevi cinema. Se guardavi una scena mia vedevi TV”
Achille
sì in effetti volevo scriver co-diretto. Ma poi avrei dovuto scrivere co-diretto quello e diretto questo quello e quell’altro e mi so scocciato. La dichiarazione di Jones non l’avevo mai letta, grazie.
loki
e io… beh lo attendo!
baci bello
akiro
non vedo l’ora di andare al cinema…
sperando che passi al meRdusa ad un orario decente
Emanuela
Visto ieri.
Bah, Bah, BAH.
Siamo partiti entusiasti e divertiti, affascinati dai personaggi in due minuti e dalla metà circa in poi ci siamo ritrovati accasciati in poltrona, annoiati e anche un po’ delusi. La sceneggiatura scappa da tutte le parti senza mai più ritornare su un binario, il filo non si ritrova e hai voglia a giustificare tutto con “visionario”…non gira, non basta più.
Salvo il finale per il rotto della cuffia e solo perchè non è stato così banale come pensavo sarebbe andato,per il resto, tornassi indietro non lo rivedrei in sala.