Siamo tutti prevedibili?
Un mese fa avevo scritto un post per dire che non mi sembravano molto efficaci tutte quelle iniziative anti-berlusconiane costruite sull’appropriazione di una frase del premier. Per intenderci, quelle per cui se lui dice farabutti o coglioni, tutti si fanno le foto con i cartelli “siamo tutti farabutti o coglioni”, in un continuo inseguire l’ultima dichiarazione del Presidente del Consiglio.
Probabilmente con lo stesso spirito venerdì Miic, commentando il servizio di Canale 5 sul Giudice Misiano (che, a scanso di equivoci, trovo un pezzo di televisione imbarazzante e squallido, ma analisi migliori le trovate da Antonio, Guia e Luca), ha scritto su Friendfeed “Ora però non è che ce la caviamo facendoci la foto in calzini turchesi davanti al barbiere e mandandola a repubblica per la campagna SIAMO TUTTI STRAVAGANTI”.
Bene, è bastato aspettare due giorni e stamattina Dario Franceschini, segretario del Pd, ha dichiarato “Sono a Chieti con un paio di calze azzurro turchese. Mettetevele tutti.” Mentre Il fatto quotidiano, battendo Repubblica sul suo stesso terreno, chiede ai suoi lettori di mandare delle foto con i calzini turchesi.
Boh, sbaglierò io, ma rimango convinto che la protesta sulle cose serie andrebbe fatta sul metodo e sul merito. E non, in maniera folkloristica e soprattutto prevedibile, ripetendo lo stesso meccanismo usato una settimana fa per un’altra cosa, e che verrà presumibilmente usato tra una settimana per un’altra ancora.
Sennò diventa appunto un “cavarsela”.

12 commenti a “Siamo tutti prevedibili?”
Sara (18 ott 2009 alle 11:47)
hai detto bene, è folklore…
deprimente.
Pablo Moroe (18 ott 2009 alle 12:07)
Secondo me, invece, servono entrambi, sia la protesta sul metodo e sul merito che la protesta folkloristica.
La prima è la più utile dal punto di vista del risultato, poiché va ad interloquire direttamente con la fonte del problema, svelandone le caratteristiche e proponendo soluzioni valide.
D’altro canto, l’aspetto folkloristico è indispensabile per la sensibilizzazione di massa. Non tutti hanno ben chiara la gravità del servizio di Mattino 5, tramite un’iniziativa – pur goliardica che sia – come quella del Fatto Quotidiano si sensibilizza e si rende partecipe anche quella parte di popolazione che talvolta rimane – colpevolmente, IMHO – indifferente di fronte a certi sintomi.
Poi, ognuno è libero di prendervi parte o meno. Certo è che l’esagerazione porta all’esasperazione e tende a far perdere il lume della ragione.
Personalmente, non parteciperò alla protesta per un motivo solo: il turchese m’è sempre stato antipatico, come colore.
Doxaliber (18 ott 2009 alle 12:08)
Hai perfettamente ragione.
Qui ho detto la mia:
http://www.doxalog.com/bastaaaaaaaaa/vincent-vega/09/10/2009/441
siamo tutti grandi fratelli.
miic (18 ott 2009 alle 15:31)
In effetti (andava detto prima, ma vabbè) quando ho scritto quel feeddino avevo pensato anche al tuo post
Silvio (19 ott 2009 alle 7:57)
Chi frequenta la Upim o la Standa sa che vanno molto le offerte “5 paia dieci euro” sui calzini. Che poi si sa che ti trovi con due paia di calzini neri, un paio blu scuro, uno marrone e uno (appunto) turchese.
I giornalisti milanesi di Canale 5, che i calzini li comprano a 25 euro l’uno in boutique non lo sanno.
Ecco: questo era un argomento da usare volendo dare una risposta “di sinistra” al caso, indegno di per sè per il livello giornalistico raggiunto.
mario (19 ott 2009 alle 9:45)
se ti riferisci ai politici, all’opposizione, ci mancherebbe che l’unico atto di protesta fosse quello del calzini (e invece, purtroppo, è più o meno così). ci vorrebbe una manifestazione, uno sciopero solo per quel servizio da pinochet.
ma se parliamo dei giornali, o dei blog, o della rete più in generale, oltre a parlarne seriamente, a dire quanto sia grave, che cosa rimane se non questo tipo di proteste colorite che si adattano bene al mezzo rete?
Achille (19 ott 2009 alle 10:24)
Mario: io non critico la protesta in quanto tale, ma la sua “serializzazione” che secondo me la svuota. Chi lo fa di mestiere potrebbe anche inventare qualcosa di diverso, ogni tanto.
akiro (19 ott 2009 alle 23:00)
per me non è solo folklore, è che in linea di massima dovrebbe far ricordare certe “gaffes” che proprio gaffes non sono.
Un modo come un altro per ricordare con chi si ha a che fare e per “tastare” le dimensioni dello scandalo, il problema è che ha i suoi limiti in Italia, dove molta gente prende per “oro colato” le dichiarazioni del premier.
Enrico (23 ott 2009 alle 19:12)
Segnalo il video di youtube dove Marco Travaglio rivendica la paternità del movimento dei calzini:
http://www.youtube.com/watch?v=bZLSKTClPt0
Se volete dare un’occhiata anche qui c’è un piccolo pensiero di Cuntrastamu sulla vicenda, giusto un appunto:
http://www.cuntrastamu.org/wordpress/?p=790