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  1. Figlio di quell’altro

    30 novembre 2009 / 16 Comments

    Stamattina sta riscuotendo un certo interesse in rete la lettera aperta che Pierluigi Celli (direttore generale della Luiss nonché ex direttore della Rai) ha scritto a suo figlio, laureando, per invitarlo a lasciare l’Italia, paese che non dà spazio al merito e all’onestà.

    E io sarò populista, ma leggendo questa lettera priva di speranza ho pensato a che razza di missiva dovrebbe scrivere a suo figlio uno che alla Luiss fa, che ne so, le pulizie.

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    Posted in Italia Italia
  2. Elio e le storie Muse

    29 novembre 2009 / 8 Comments

    Probabilmente vi ricorderete della piccola beffa fatta dai Muse a Quelli che il calcio, quando approfittarono del playback per scambiarsi i ruoli e gli strumenti. Bene, mi segnalano che oggi Elio e le storie tese, ospiti della stessa trasmissione, hanno realizzato la presa in giro della presa in giro.

    p.s. comunque è un peccato che nel video e nelle esibizioni live non ci sia il dialogo che chiude il pezzo sul disco, che è davvero l’apice del brano.

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    Posted in Tele-visioni
  3. Cmq butta la pasta ke torno X pranzo

    25 novembre 2009 / 3 Comments

    Non avevo ancora letto la storia degli ultimi messaggi (telefonate, e-mail, sms) mandati dalle torri gemelle l’11 settembre e pubblicati sul sito Wikileaks.

    Ora so che da oggi possiamo avere un’altra paranoia: oltre alla paura di morire, anche quella di lasciare ai posteri come ricordo un ultimo messaggio stupido, sgrammaticato o irrilevante.

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    Posted in Appunti
  4. L’uomo che fissa il secondo tempo

    24 novembre 2009 / 2 Comments

    C’è tutto un lunghissimo elenco di film che partono alla grande e non riescono a proseguire adeguatamente. Spesso nemmeno te li ricordi, perché il proseguimento moscio si è mangiato persino l’entusiasmo iniziale. A volte ci rimani male, perché l’idea di partenza era buona e ti scoccia vederla rovinata. In rari casi l’inizio è talmente buono che comunque il tutto ti lascia un’impressione positiva, anche se non soddisfacente.

    Mi sembra che questo sia il caso dell’Uomo che fissa le capre, un film che ha un inizio molto divertente, degli ottimi personaggi e una qualità di scrittura altissima, che ti fa ridere per tutto il primo tempo.

    Poi rimani lì, a fissare lo schermo sperando che si continui, ma intuendo piano piano che l’idea iniziale non reggeva, ci voleva un altro colpo, e non ce l’hanno avuto. E esci con quello sguardo fisso nel vuoto, come una capra che fissa un uomo, ripetendo comunque le battute della prima parte e sghignazzando.

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    Posted in Biglietti strappati
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