Devo dire che ogni tanto i telecronisti-tifosi raggiungono vette notevoli. Per esempio, sul gol di Okaka contro il Siena Carlo Zampa s’è lasciato un po’ andare.
c’é il dj artisticamente integerrimo, un autentico taliban del gusto musicale, fanatico esegeta di Pitchfork, che non ammette deroghe scherzose o cedimenti commerciali alle sue scalette sacre.
Per chiunque abbia bazzicato un po’ di consolle, indipendentemente dal genere, consigliamo la gustosa Psicopatologia spicciola del dj pretenzioso a opera di Benty su Inkiostro.
p.s. il titolo del post è preso da un t-shirt vista addosso a più di un dj.
Questo blog dichiara di non aver niente da dichiarare sul lancio dell’Ipad e sulla morte di Salinger.
Tira aria di prese in giro dalle parti dei campioni dell’house elettronica francese. Qualche giorno fa in molti blog musicali e forum circolava un forte entusiasmo per l’ascolto di Fragile, una nuova traccia dei Daft Punk tratta dalla colonna sonora di Tron Legacy, film in arrivo a fine 2010 (a proposito, ne dovremmo parlare di questo ritorno di Tron, girato da un esordiente mago degli effetti speciali e scritto da sceneggiatori reduci da Lost e Cloverfield). Il pezzo non era originalissimo ma nemmeno da buttar via, e rispettava in pieno lo stile daft punk. Passa qualche giorno e arrivano le smentite: non è un disco dei Daft punk, anche se poteva sembrarlo.
Nel frattempo, proprio ieri, su alcuni blog musicavi si sprecavano gli evviva: l’Ed Banger record aveva fatto arrivare via mail un nuovo singolo dei Justice, chiedendo di farlo circolare e di parlarne. Anche qui il pezzo non trasudava originalità, ma era quello che molti si aspettavano dai Justice. Efficace, insomma, e pronto a essere stroncato da quelli che avrebbero detto “Hanno rifatto lo stesso disco”.
In questo caso sono bastate meno di 24 ore. Anche questo era un fake. Ben fatto, prodotto a modino, ma un fake. Ai compulsivi scaricatori rimangono due buone tracce fatte da onesti artigiani, e una mezza giornata di gioia per aver avuto un’anteprima svanita nel nulla.
La doppia beffa potrebbe però essere servita a qualcosa: nella dance e nell’elettronica, più che in altri generi, inventare un nuovo stile e una nuova sonorità non garantisce un vantaggio duraturo, e non basta l’abilità tecnica per sperare di non essere raggiunti dagli ammiratori. Se i campionissimi della dance francesi vorranno distinguersi dai loro bravi emulatori, dovranno impegnarsi un po’ e tirare fuori qualcosa di originale, ché sul rifare loro stessi ormai sono stati bruciati da degli anonimi burloni.

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