La voce fuoricampo degli amabili resti

Mi chiamo Amabili resti e sono il film che hai visto ieri sera. Mi hai atteso con trepidazione, hai passato con me del tempo, sei rimasto fino allo scorrere dei titoli di coda, hai controllato la colonna sonora. Poi te ne sei andato. E io sono volato via.

Dove vanno i film quando finisci di vederli? Te lo sei sempre chiesto, vero? Anche io sto cercando di capirlo e, da quanto ho scoperto finora, credo che vadano in una specie di aldilà diviso tra quelli che ti sono piaciuti e quelli che ti hanno fatto schifo. Con un po’ di gradi intermedi, ma neanche tanti, e uno spazietto per quelli dei quali ti sei proprio dimenticato.

Io invece sono ancora qui, come se stessi aspettando qualcosa. In realtà sto aspettando te. Ti ho visto, sai, durante la proiezione. Eri attento, eri concentrato, in moltissimi punti eri teso, seguivi con grande interesse. In altri ancora (potrei dirti che si capiva con lo sguardo, ma la verità è che noi certe cose le “sentiamo”) stavi proprio pensando: questo è un gran film.

Poi non so cosa è successo, a un certo punto hai smesso di pensarlo, sei uscito dalla storia, ci rientravi a tratti. Qualcosa non ti convinceva, hai cominciato a chiederti se era un film che ti piaceva o meno, ti sei distratto. Forse è quel rapporto di amore e odio che hai con la voce fuoricampo, forse alcune scene. Non dico che hai sbuffato, ma quasi. E dire che in altri punti sembravi un bambino a bocca aperta.

È per questo che io sono qui, in una terra di mezzo in cui vanno i film per i quali non hai ancora un giudizio definitivo. Non posso e non voglio andarmene, sono qui e ti osservo. Lo facevo mentre ancora scorrevano i titoli di coda e tu fingevi di controllare il cellulare ma in realtà origliavi i giudizi e le impressioni degli altri. Ti guardo anche adesso, mentre ogni tanto ripensi a me.

Ma non potrò stare qui per sempre, prima o poi dovrò andare via. Ma so che potrà volerci anche molto. Ti conosco: sei quello che dopo 5 anni si sta ancora chiedendo se Donnie Darko è figo o è una cagata.

4 Responses to La voce fuoricampo degli amabili resti
  1. EmmeBi Rispondi

    Bellissima recensione.

  2. Ester Rispondi

    Ottima.

  3. Roberto Bernabò Rispondi

    Recensione geniale che descrive lo stato d’animo con cui sono uscito anche io dalla sala della universal. Anche io non sono riuscito, alla fine, a fare un’analisi tradizionale ma chissà magari questo è proprio uno dei pregi del film … solletica la creatività dei suoi perplessi spettatori. ;)

    La mia la puoi leggere qui: http://www.cinemavistodame.com/2010/02/11/amabili-resti-di-peter-jackson/

    Rob.

  4. Achille Rispondi

    Ho visto la tua recensione, se il film ha convinto anche te a fare una critica “atipica” allora c’è qualcosa che non va :) (a me è sembrato un po’ troppo incerto su che film volesse essere. Peccato)

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