Yes, someone can

L’altra sera avevo un sacco di cose da fare e quindi mi sono rimesso a rileggere vecchi post di questo blog (ciao, sono uno di quelli che ogni tanto, quando hanno un sacco di cose da fare, si mettono a fare una cosa completamente inutile).

Mentre sfogliavo il passato riscoprivo uno dei motivi per cui il blog si è fermato: il ciclico ritorno delle stesse cose scritte e riscritte. Sì, è vero, scorrevano degli eventi, c’erano dei post che  smentivano altri. Ma, anche per dei limiti evidenti dello scrivente, gli argomenti si riproponevano spietatamente.

L’Italia? Sempre innamorata di Silvio. La sinistra? Sempre allo sbando. Il paese reale? Sempre preso dal calcio. La televisione? Sempre a schifarla e a parlarne, soprattutto di quella che schifiamo. La società? In crisi, e chi l’ha vista mai fuori dalla crisi? Internet? Sempre un pericolo a sentire  giornali e tv, che intanto cercano di capire come farci i soldi.

Insomma: tutto uguale, tutto immutabile, tutto eterno. Tranne una cosa.

In sette anni di blog ricorrono fissi sfottò all’Inter, battute sull’Inter, barzellette sull’Inter. Un grande classico dell’umorismo per 20 anni, tanto che della gente ci ha costruito sopra una carriera.

Beh, quella cosa lì non esiste più. Finita. Sepolta. Dimenticata. Certo potrebbero ancora perdere, potrebbero non vincere, potrebbero scivolare come su una buccia di banana. Ma si potranno fare battute uguali a quelle che si possono fare sul Milan, sulla Juve, sul Manchester. Battute temporanee, con la data di scadenza ben in vista. Fine dei grandi classici, fine degli standard da ripetere e riciclare manco fossimo Frank Sinatra.

L’Inter non fa più ridere, è l’unico grande cambiamento strutturale della società contemporanea. Vogliamo farcelo bastare?

11 Responses to Yes, someone can
  1. sonc Rispondi

    laicoti, lovvoti, ecceteroti

  2. benty Rispondi

    possiamo gioire del tuo ritorno, o era un finale in grande stile?

  3. Achille Rispondi

    Sono due ipotesi suggestive, ma qui non crediamo più a uno sterile bipolarismo.

  4. madisonav Rispondi

    non dire gatto se non l’hai nel sacco. [un bacino]

  5. Andrea Rispondi

    Peccato che ti ho conosciuto sul finale..

  6. S. Rispondi

    Già che ci sei, fai un’altra cosa inutile e apriti un Tumblr (dove una parte di questo post è stata rebloggatissima).

  7. disconnesso Rispondi

    Questa del dedicarsi a robe (neanche-tanto-alla-fine) inutili nei momenti in cui si è “oberati” di cose da fare è una cosa che contraddistingue molti di noi. Credo. Boh.

    Invece proprio ieri un amico interista mi ha preso in giro per un’ora filata esattamente nello stesso modo in cui io l’ho massacrato per anni. Insomma ci attende probabilmente un futuro di magre (anzi, “magrissime”) soddisfazioni.. tanto vale abituarsi in fretta alla cosa. Tristezza.

    Ah dimenticavo: ben ritrovato (che ero rimasto quel post di Marzo) :)

  8. luigis Rispondi

    Questa cosa del fare tutt’altro quando sei con l’acqua alla gola capita anche a me. Soprattutto in periodo d’esami. Allora cosa faccio: esco e non ci penso proprio.
    Quando ti riprendi fai un fischio che corriamo qui.

  9. lascintilla Rispondi

    Bisogna far disinnamorare l’Italia di Silvio e farla innamorare di Platinette, almeno si ride di più!

  10. Silvio Rispondi

    Sono Silvio (non quello, un altro..), lettore della prima ora. Leggo questo posto dopo aver letto quello di Gramellini qui http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41 e che sono sicuro hai già letto anche tu.
    Si le cose son sempre quelle, gli eventi si ripetono ciclicamente.. Che ti aspettavi? Il Nostro pianeta è fatto a palla perdchè tutto rotola e poi ritorna :-)

  11. [...] dimostrazione e chiosa di quanto scritto qualche giorno fa, cioè che l’Inter si è definitivament... akille.net/2010/05/23/liberati

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